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Cronaca
24 Ottobre Ott 2018 1140 24 ottobre 2018

Cosa prevede la nuova legge sul voto di scambio

Il Senato ha dato il via libera al nuovo disegno di legge. Giarrusso (M5s): «Passo fondamentale contro le mafie». Critiche le opposizioni e le associazioni: «Così i processi diventano più difficili».

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Con 160 voti favorevoli è passato al Senato il disegno di legge contro il voto di scambio politico-mafioso. I contrari sono stati 98 e 7 gli astenuti. Hanno votato contro Leu, Pd e FI; a favore Lega, M5s e FdI. Il provvedimento ora passa alla Camera.

GIARRUSSO: «PASSO FONDAMENTALE CONTRO LA MAFIA»

«È un passo fondamentale nella lotta alla mafia», ha eslutato il senatore M5S Mario Giarrusso commentando l'approvazione. «L'articolo 416 ter del codice penale esiste da molti anni, ma è sempre stato poco efficace. Adesso che abbiamo avuto il mandato di governare noi schieriamo l'Italia dalla parte della legalità e della giustizia: se sei candidato e accetti i voti di un mafioso, ti prendi una condanna tra i 10 e i 15 anni. Se poi vieni eletto la pena aumenta della metà. E subisci pure l'interdizione dai pubblici uffici. Lo stesso trattamento è previsto per il mafioso che procura i voti».

IL PASSAGGIO PIÙ DIBATTUTO NELLA LEGGE CONTRO IL VOTO DI SCAMBIO

  • «Chiunque accetta, direttamente o a mezzo di intermediari, la promessa di procurare voti da parte di soggetti appartenenti alle associazioni di cui all’articolo 416-bis, in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità o in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione mafiosa è punito con la pena stabilita nel primo comma dell’articolo 416-bis. La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti nei casi di cui al primo comma».

L'OPPOSIZIONE: «COSÌ SI STRINGONO LE MAGLIE»

Il nuovo 416 ter ha fatto insorgere le opposizioni. L'accusa principale è quella di un restringimento delle maglie con il rischio di rendere più difficili i processi. Per l'ex procuratore anti mafia Pietro Grasso, oggi senatore di Leu, «la parte in cui si elimina il riferimento al "metodo mafioso", nel sostituire tale riferimento con la riferibilità della promessa di procurare voti soltanto da parte di soggetti appartenenti alle associazioni di cui all'art. 416-bis c.p., rischia di comportare un restringimento dell'applicazione della norma, soprattutto se si dovesse arrivare alla estrema conseguenza della consapevolezza dell'esistenza di una condanna definitiva ai fini della configurazione delle rispettive responsabilità». Per i detrattori il rischi sono sostanzialmente due: da un lato che non ci possa essere punibilità se chi riceve i voti non conosce l'eventuale condanna per 416 bis dell'inidiziato; dall'altro che il reato possa essere perseguito solo in presenza di una condanna definitiva per mafia.

CONTRARIE ANCHE LE ASSOCIAZIONI ANTI-MAFIA

Federico Anghelé, responsabile policy di Riparte il futuro, ha accusato il parlamento di non aver tenuto: «nessuna audizione per consultare nel merito gli esperti, i membri della precedente Commissione Antimafia, della procura nazionale Antimafia o delle associazioni che tanto si sono spese su questi temi negli anni passati». Dura anche la posizione di Libera che a ridosso del voto aveva detto: «Siamo fortemente perplessi, approvare tale modifica significa fare un passo indietro, si rischia una paralisi dei processi. Siamo davanti ad un provvedimento che presenta lacune ed elementi a rischio di incostituzionalità»,

IL RISCHIO DI INCOSTITUZIONALITÀ

Secondo Riparte il Futuro la nuova legge rischia anche di non superare un eventuale vaglio della Consulta: C'è, secondo l'associazione, un «forte rischio di incostituzionalità, come ad esempio l’equiparazione delle pene tra 416bis (appartenenza all’associazione di stampo mafioso) e 416ter, che violerebbe il principio di proporzionalità più volte richiamato dalle sentenze della Corte Costituzionale e già emerso nel dibattito politico a suo tempo, in occasione della precedente modifica dell’articolo».

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