Iaquinta Condannato Ndrangheta
Cronaca
31 Ottobre Ott 2018 1503 31 ottobre 2018

Vincenzo Iaquinta è stato condannato a due anni di carcere

Per l'ex attaccante della Juventus e della Nazionale, coinvolto nel processo Aemilia, è caduta l'aggravante mafiosa. Per il padre, accusato di associazione a delinquere, 19 anni di reclusione.

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L'ex attaccante della Juventus e della Nazionale campione del Mondo Vincenzo Iaquinta è stato condannato a due anni nel processo di 'Ndrangheta Aemilia. Per lui la Dda aveva chiesto sei anni, per reati di armi. Per l'ex bomber è caduta l'aggravante mafiosa. Iaquinta avrebbe consapevolmente ceduto o comunque lasciato nella disponibilità del padre armi legittimamente detenute (un revolver Smith & Wesson, una pistola calibro 3,57 Magnum, una pistola Kelt-tec calibro 7,65) e munizioni. Giuseppe Iaquinta, però, aveva ricevuto un provvedimento dal prefetto di Reggio Emilia, nel 2012, che gli vietava di detenere armi e munizioni, a causa delle segnalazioni relative alla frequentazione con alcuni degli indagati. Il padre quindi rispondeva, tra l'altro, di aver illegalmente detenuto le armi nella sua casa nel Reggiano, e il figlio di avergliele consapevolmente date o lasciate nella disponibilità.

Il padre dell'ex calciatore, Giuseppe Iaquinta, accusato di associazione mafiosa, è stato condannato invece a 19 anni. Padre e figlio se ne sono andati dall'aula del tribunale di Reggio Emilia urlando «vergogna, ridicoli», mentre era ancora in corso la lettura del dispositivo.

«SOLO PERCHÉ SONO CALABRESE»

«Il nome 'ndrangheta non sappiamo neanche cosa sia nella nostra famiglia. Non è possibile. Andremo avanti. Mi hanno rovinato la vita sul niente perché sono calabrese, perché sono di Cutro. Io ho vinto un Mondiale e sono orgoglioso di essere calabrese. Noi non abbiamo fatto niente perché con la 'ndrangheta non c'entriamo niente. Sto soffrendo come un cane per la mia famiglia e i miei bambini senza aver fatto niente», ha detto Iaquinta fuori dal tribunale dopo la condanna.

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