Abusivismo Edilizio Italia
Cronaca
5 Novembre Nov 2018 0838 05 novembre 2018

La mappa dell'abusivismo edilizio in Italia

Negli ultimi 14 anni, in Sicilia, è stato abbattuto solo il 16,4% delle case colpite da ordinanza di demolizione. Percentuali peggiori in Campania, Calabria e Puglia. I numeri.

  • Daniele Ferri
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Dal 2004 a oggi, dopo l'ultimo condono, la lotta contro l'abusivismo edilizio in Italia è stata combattuta con armi spuntate. La strage di Casteldaccia in Sicilia, dove nove persone hanno perso la vita per l'ondata di piena del torrente Milicia, in una villetta che poteva e doveva essere demolita già sette anni fa, ha riacceso l'attenzione dell'opinione pubblica su un fenomeno drammatico, fotografato da Legambiente nel rapporto "Abbatti l'abuso", presentato proprio a Palermo a settembre del 2018. Perché le case abusive nel nostro Paese non vengono quasi mai rase al suolo?

PRESCRIZIONI CHE RESTANO INAPPLICATE

In Italia l'immobile abusivo colpito da un ordine di abbattimento che non viene eseguito entro i successivi 90 giorni diventa, secondo la legge, a tutti gli effetti di proprietà del Comune. L'ente municipale deve demolirlo in danno dell’ex proprietario, oppure destinarlo a usi di pubblica utilità. Legambiente segnala però che negli uffici comunali preposti quasi nessuno applica queste prescrizioni, visto che rispetto ai 57.432 abusi non demoliti censiti dall’associazione solo 1.850 (appena il 3%) sono stati acquisiti al patrimonio comunale. Un'inerzia compiacente, che rischia di diventare addirittura complice. Il risultato, infatti, è che le case rimangono nella disponibilità degli abusivi, che ne godono senza alcun titolo e spesso senza oneri. La villetta di Casteldaccia travolta dalla piena del Milicia era stata persino data in affitto, circa due anni fa, alla famiglia vittima della tragedia.

I numeri delle mancate demolizioni in Italia (fonte: Legambiente).

CAMPANIA MAGLIA NERA, FRIULI VENEZIA GIULIA AL TOP

La situazione è particolarmente critica al Sud. In Campania, negli ultimi 14 anni, è stato abbattuto solo il 3% delle case abusive oggetto di ordinanza a livello regionale. In Calabria solo il 6%, in Puglia il 16,3% e in Sicilia il 16,4%. Il Friuli Venezia Giulia, al contrario, è la regione che ha eseguito il maggior numero di ordinanze di demolizione: 65,1%. Secondo Legambiente risultano buoni, pur collocandosi sotto il 50%, i risultati della Lombardia (37,3%), del Veneto (31,5%) e della Toscana (24,8%). Mettendo a confronto le diverse parti d'Italia, l'Istat ha certificato che l'indice di abusivismo edilizio tocca il 49,9% del patrimonio immobiliare al Sud, il 20,7% al Centro e il 5,9% al Nord.

Il punto sull'abusivismo edilizio in Italia

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NON SEMPRE È UN PROBLEMA DI SOLDI

Occorre inoltre sfatare un mito. Si dice spesso che in Italia le case abusive non vengono demolite per mancanza di risorse economiche. I proprietari sui quali ci si dovrebbe rivalere sono al verde (almeno formalmente) e i bilanci dei Comuni sempre in rosso, mancano le alternative. Non sempre è così. Basti pensare che, come scrive Il Sole 24 Ore, risulta utilizzato solo al 55% il Fondo per la demolizione delle opere abusive creato dalla Cassa depositi e prestiti. Dal 2004 a disposizione dei sindaci ci sono 50 milioni di euro, su un Fondo rotativo che anticipa tutte le spese con commissioni minime da restituire al recupero dei costi o comunque entro cinque anni. A questo strumento, però, si è fatto ricorso per un importo medio di 509 mila euro. Una goccia nel mare: solo 120 domande pervenute nel 2014, la metà nel 2013. Del resto, al 31 dicembre 2016, i circa 25 milioni già assegnati risultavano ancora non erogati. L'assegnazione dei fondi, infatti, avviene dopo che il Comune interessato presenta a Cdp tutti gli atti che dimostrano la regolarità della decisione di demolire. I soldi, invece, arrivano solo dopo l'effettiva rimozione dell'abuso, con la fattura dell'impresa esecutrice. Il denaro, quindi, resta bloccato, perché la demolizione non si realizza quasi mai: un cane che si morde la coda.

Demolizione di opere abusive, inutilizzati i 60 milioni di Cdp e ministero dell'Ambiente

Ancora quasi tutti in cassa i 50 milioni del fondo rotativo di Cdp e i 10 milioni a fondo perduto del ministero dell'Ambiente

SOLTANTO NEL 2016 CENSITI 17 MILA ABUSI EDILIZI

Nel frattempo, nel solo 2016, tra nuove costruzioni e ampliamenti di edifici già esistenti gli abusi edilizi commessi in Italia sono stati circa 17 mila. Secondo le stime del Cresme, citate dall'Agenzia Giornalistica Italia, i luoghi interessati vanno da Terracina a Civitavecchia, da Palermo al Salento, dalla Liguria all'arcipelago della Maddalena in Sardegna, dalle spiagge del Barese a quelle di Agrigento. Un caso celebre è la collina di Pizzo Sella, 1 milione di metri quadrati di cemento illegale su un'area a vincolo idrogeologico alle spalle del mare di Mondello, in provincia di Palermo. I carabinieri che hanno messo i sigilli agli edifici e ai terreni l'hanno definita «una colossale speculazione immobiliare, che nasconde un'imponente operazione di riciclaggio di Cosa Nostra». C'è poi il villaggio di Lesina a Torre Mileto, in provincia di Foggia. Mentre a Capo Colonna, nell'area archeologica in provincia di Crotone, ci sono 35 costruzioni abusive sotto sequestro dai primi Anni 90 «che sopravvivono indisturbate alle ruspe». Soltanto alcune, a 26 anni di distanza, sono state demolite a giugno del 2018. Infine c'è il caso di Ischia, al centro delle polemiche politiche che hanno investito il decreto Genova. Circa 600 case sono state colpite da ordine definitivo di abbattimento, ma sono 27 mila le pratiche di condono presentate dagli abitanti negli anni precedenti e in attesa di risposta.

IL MINISTRO COSTA STUDIA UNA NUOVA LEGGE

Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, dopo la strage di Casteldaccia, ha detto di voler affrontare di petto il problema dell'abusivismo: «Ho costituito un gruppo di lavoro fatto da magistrati, forze dell'ordine e giuristi per studiare e proporre al parlamento e al governo una norma più veloce per gli abbattimenti, perché dobbiamo tutelare il bene collettivo». L'esecutivo, inoltre, sta valutando la possibilità di accedere ai Fondi europei di solidarietà per i danni causati dal maltempo. Sul dossier stanno lavorando da una parte il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, e dall'altra il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, insieme al ministro dell'Economia Giovanni Tria.

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