Strage Casteldaccia Proprietari Condannati Abusivismo
Cronaca
6 Novembre Nov 2018 1405 06 novembre 2018

I proprietari della villa di Casteldaccia condannati per abusivismo nel 2010

Agli intestatati della casa in cui sono morte 9 persone travolte dalla piena del Milicia vennero comminati tre mesi arresto e un'ammenda. La sentenza prevedeva abbattere immobile.

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Antonino Pace e Concetta Scurria, i proprietari della villetta abusiva in cui sono morte 9 persone travolte dalla piena del fiume Milicia, sono stati processati e condannati a 3 mesi di arresto, pena sospesa, e a 23 mila 500 euro di ammenda, per abusivismo edilizio nel 2010 (leggi anche La mappa dell'abusivismo edilizio in Italia). La sentenza, che è diventata definitiva l'11 febbraio del 2012, ordinava anche la demolizione del manufatto irregolare che non è stato mai abbattuto.

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Nove persone hanno perso la vita per l'ondata di piena del torrente Milicia. Ma la villetta in cui si trovavano era abusiva. Il punto sul maltempo in Sicilia.

Il primo verdetto è stato emesso dal giudice monocratico di Termini Imerese il 29 aprile del 2010. L'appello lo ha confermato e non è mai stato impugnato in Cassazione. Le carte processuali sono state acquisite dalla Procura di Termini Imerese che indaga per disastro colposo e omicidio colposo. Il fascicolo sarebbe ancora a carico di ignoti. L'ordine di demolizione contenuto nella sentenza di condanna riguarda i proprietari dell'immobile irregolare. Qualora i proprietari non siano più in vita, o abbiano nel frattempo venduto l'immobile, l'obbligo di abbattere spetta agli eredi o agli acquirenti. Se chi avrebbe il dovere di demolire non ottempera all'ordine del magistrato devono procedere il sindaco del Comune in cui si trova il manufatto abusivo e il capo dell'ufficio tecnico comunale. In ultimo, in caso di inerzia di tutti gli obbligati, dovrebbe intervenire, al termine di una complessa procedura, la magistratura.

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