Atac Referendum 11Novembre
Cronaca
8 Novembre Nov 2018 1430 08 novembre 2018

Guida al referendum Atac dell'11 novembre

Domenica si vota a Roma per decidere le sorti del trasporto pubblico locale: urne aperte dalle 8 alle 20. Le cose da sapere.

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Il referendum comunale consultivo sull'Atac, che punta a liberalizzare i servizi di trasporto pubblico a Roma, è in programma domenica 11 novembre. Alle urne sono chiamati circa 2,4 milioni di cittadini. Possono votare infatti solo gli iscritti nelle liste elettorali di Roma Capitale e quanti si sono registrati nel periodo che va dal primo ottobre al 31 dicembre del 2017. Il referendum è promosso dai Radicali e dal comitato "Mobilitiamo Roma". A favore della liberalizzazione si sono schierati anche il Pd e Forza Italia. Contro, e dunque per mantenere l'Atac in mano pubblica, Movimento 5 stelle e il comitato "Atac Bene Comune". Ecco le cose da sapere.

LA SCHEDA E I QUESITI

All'elettore verranno sottoposte due domande. La prima riguarda l'affidamento dei servizi di trasporto tramite gare pubbliche:

  • Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?

La seconda, invece, verte sulla possibilità di creare nuovi servizi di trasporto collettivo non di linea:

  • Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l'esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?

DOVE E QUANDO SI VOTA

Si vota domenica 11 novembre dalle 8 alle 20 ed è previsto che lo spoglio inizi subito dopo la chiusura dei seggi. Gli elettori si dovranno recare nei seggi usati per le elezioni politiche e le amministrative con un documento di identità e la tessera elettorale. Sulla tessera, tuttavia, a differenza delle elezioni politiche, amministrative e dei referendum nazionali, trattandosi di un referendum cittadino non verrà posto alcun timbro. Ci saranno due schede distinte, una per ciascun quesito, e l'elettore dovrà barrare il Sì o il No.

LO SCOGLIO DEL QUORUM

Sul referendum pende un problema di quorum. Secondo il Campidoglio, infatti, affinchè il voto sia valido, trattandosi di un referendum consultivo e non vincolante sarà necessario raggiungere il quorum del 33,3%, ovvero un terzo degli aventi diritto, pari a circa 760 mila elettori. Al contrario, secondo il comitato promotore, il quorum non deve essere applicato perché il referendum è stato proclamato il 31 gennaio 2018, lo stesso giorno in cui è stato approvato il nuovo statuto del Comune di Roma che non prevede il quorum. La diatriba finirà con ogni probabilità davanti al Tar, al quale il comitato promotore si è già riservato di fare ricorso.

COSA SUCCEDE SE VINCE IL SÌ E COSA SUCCEDE SE VINCE IL NO

Secondo il comitato "Mobilitiamo Roma", l'unico modo per risolvere gli atavici problemi del trasporto pubblico locale è mettere a gara il servizio affidandolo a più soggetti. Con il referendum si chiede quindi un parere ai cittadini, in merito alla possibilità di rompere il monopolio dell’Atac aprendo alla concorrenza. In caso di vittoria del No, la situazione rimarrà inalterata: Atac resterà l’unico gestore del trasporto pubblico della Capitale. Trattandosi di un referendum consultivo, la vittoria del Sì non avrebbe effetti diretti e vincolanti. Ma difficilmente l’amministrazione comunale potrebbe ignorarne il risultato e dovrebbe quantomeno aprire un dibattito sulla possibilità di mettere a gara i trasporti pubblici della Capitale.

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