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Cronaca
15 Novembre Nov 2018 1051 15 novembre 2018

Gli studenti napoletani al Mit e la versione del Politecnico di Torino

Per permettere ai ragazzi del Righi di partecipare alla finale di Zero Robotics a Boston era partita una gara di solidarietà. Con l'intervento di Casellati. Ma l'ateneo, coordinatore del torneo europeo, smonta la vicenda.

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La notizia ha fatto il giro del mondo, ma rischia di rivelarsi il solito boomerang. Per permettere a tre studenti dell'Istituto tecnico Righi di Napoli - arrivati a un passo dalla finalissima dell'High School Tournament della competizione aerospaziale Zero Robotics organizzata dal Massachusetts Institute of Technology e dalla Nasa - di volare a Boston era partita una vera gara di solidarietà. Il primo a farsi avanti era stato il presidente della Brembo, Alberto Bombassei. La redazione del Tg3 aveva annunciato di volersi far carico delle spese dando i tre già come vincitori. Infine si era mossa, il 14 novembre, anche la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati che si era impegnata a coprire le spese della trasferta negli Usa per partecipare alla fase finale del torneo. Casellati aveva scritto mercoledì una lettera al prefetto di Napoli, Carmela Pagano, e al generale Vittorio Tomasone, a capo del Comando interregionale Ogaden, per dare corso alla propria iniziativa. Il sogno dunque si realizza: Mauro D'Alò, Davide Di Pierro e Luigi Picarella a gennaio andranno a Boston con i loro docenti di matematica e informatica, Salvatore Pelella e Ciro Melcarne per tenere alto il nome dell'Italia.

TORNEO ANCORA ALLE FASI INIZIALI

Tutto è bene quel che finisce bene, si direbbe. E, invece, non è proprio così. Già, perché a spezzare il sogno ci ha pensato il Politecnico di Torino. In una nota l'ateneo fa un po' di chiarezza relativamente al battage mediatico che si è alzato intorno alla vicenda. «In riferimento agli articoli di stampa pubblicati in questi giorni e alla conseguente gara di solidarietà per gli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale Righi di Napoli finalizzata alla partecipazione alla finale del campionato Zero Robotics #mandiamolialMIT,», si legge nel comunicato, «il Politecnico di Torino, coordinatore del torneo europeo della Zero Robotics Competition, nella persona del prof. Leonardo Reyneri, specifica quanto segue». E qui cominciano i dolori. Perché in primo luogo, sottolinea Reyneri, «i vincitori del torneo 2018 non sono ancora stati decretati». Zero Robotics, viene spiegato, «è un torneo tra studenti delle scuole superiori di tutto il mondo che si sfidano, suddivisi in tre aree geografiche (Europa+Federazione Russa, Americhe, Australia), nella programmazione degli SPHERES, piccoli satelliti sferici ospitati all'interno della Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Il torneo di quest’anno è ancora alle fasi iniziali e la classifica (http://zerorobotics.mit.edu/tournaments/32/rank/126/0/) viene aggiornata in tempo reale seguendo i risultati dei successivi step della gara, fino alle fasi finali; i vincitori saranno decretati a metà gennaio 2019». Dunque nessuna scuola è arrivata alla "finalissima". «Tutte le 84 squadre attualmente in classifica sono quindi ancora in gara e non è possibile sapere ora chi parteciperà alla finale e ancor meno chi vincerà».

PER GLI EUROPEI L'ULTIMO ATTO È AD ALICANTE

Ma non è finita. Perché «la finale per le squadre europee si svolgerà ad Alicante» e cioè in Spagna, non al celebre istituto del Massachusetts. «La finale vera e propria della competizione internazionale si svolge per tutti i partecipanti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, in orbita terrestre», sottolinea la nota; «le finali vengono però trasmesse in diretta e tutti i concorrenti possono assistere da terra alle prove della gara in tre location definite: per le squadre europee e russe la finale di quest’anno è prevista ad Alicante (Spagna), per gli americani al MIT di Boston e a Sidney per l’Australia. Anche per l’anno precedente le finali per le squadre europee e russe si sono svolte in Europa, e in particolare a Torino. C’è la possibilità di assistere alle finali anche dalla sede del MIT, dove si svolge la finale a terra per le squadre americane, cosa che in passato alcune scuole anche italiane hanno fatto su base puramente volontaristica e reperendo autonomamente i fondi, in modo indipendente rispetto al concorso Zero Robotics». Riassumendo: non solo il team napoletano non è ancora in finale (ci auguriamo che ci arrivi naturalmente), ma in caso dovrebbe volare in Spagna, non Oltreoceano. La trasferta al Mit, insomma non è necessaria.

GLI STUDENTI: «MAI DETTO DI ESSERE IN FINALE»

Uno degli studenti, Davide Di Pierro, ha poi provato a mettere una pezza dicendo: «Non abbiamo mai detto di essere già in finale, ma che ci aspettavamo di potervi partecipare come negli ultimi quattro anni, e che il nostro sogno era di poterla disputare all'Mit di Boston anziché nella sede europea di Alicante, dove si gareggia collegati in contemporanea».

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