franco-minutiello-teknoservice-licenziamento
Cronaca
19 Novembre Nov 2018 1902 19 novembre 2018

Il lavoratore licenziato per il Parkinson è stato riassunto

Franco Minutiello aveva perso il lavoro un anno e mezzo fa. La sua azienda, gia condannata in primo grado, ha firmato l'intesa per il reintegro.

  • ...

Ha combattuto la sua battaglia con dignità, senza alcun rancore nei confronti di chi lo aveva licenziato perché malato. E l'ha vinta. Franco Minutiello, l'operaio 60enne che nel 2014 scoprì di avere il Parkinson, ha riottenuto il suo posto di lavoro. Il 20 novembre tornerà alla Teckoservice, l'azienda che si occupa della raccolta rifiuti nell'alto Canavese e che l'anno scorso lo aveva licenziato - come addetto alla reception sulla base di una sentenza del tribunale del lavoro di Ivrea (Torino) destinata a fare giurisprudenza.

«Sono sereno e soddisfatto», ha raccontato il 60enne, che era rimasto disoccupato a meno di due anni dalla pensione, «È stata una battaglia a volte durissima, ma l'ho fatto anche per quelli che, come me, stanno soffrendo di una malattia così debilitante». Il reintegro, ordinato a luglio dal giudice, è stato siglato solo nel pomeriggio 19. La Teknoservice aveva annunciato ricorso in appello, pur di non riassumere il netturbino nella propria unità operativa di Castellamonte. Poi è tornata sui propri passi, garantendo all'operaio anche un risarcimento e la copertura delle spese legali.

LICENZIAMENTO NEL FEBBRAIO DEL 2017

Una vicenda iniziata nell'autunno 2014, quando il 60enne era impiegato come «autista raccoglitore». È allora che Minutiello scoprì la malattia. Un calvario di due anni e mezzo, durante i quali la Teknoservice lo ha spostato in diverse mansioni, fino al licenziamento del febbraio 2017. Il 60enne, tramite l'avvocato Silvia Ingegneri, ha subito impugnato il provvedimento. I responsabili della ditta sostennero di essere stati costretti al licenziamento nell'impossibilità di «reperire un'altra mansione compatibile con le condizioni di salute di Minutiello».

PER IL GIUDICE NON C'ERA GIUSTA CAUSA

Di diverso avviso il giudice Matteo Buffoni che, prendendo spunto dai verbali di Arpa e Asl, redatti in occasione di alcune ispezioni alla Teknoservice, ha sottolineato nella sentenza che l'azienda avrebbe potuto adottare degli «accomodamenti ragionevoli», ovvero adibire il 60enne ad altre mansioni. Il tutto per evitare di arrivare al licenziamento. Per il giudice, non c'era giusta causa del togliere il lavoro ad un malato di Parkinson.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso