Vincenzo Tosti Terra Dei Fuochi Governo
Cronaca
19 Novembre Nov 2018 1640 19 novembre 2018

Vincenzo Tosti su rifiuti e Terra dei fuochi

«Inceneritori? Salvini ha dichiarato guerra al Sud e all'Europa, è inaccettabile», attacca il portavoce di Rete di cittadinanza e comunità. «L'esercito presidi dall'interno i siti di stoccaggio».

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Nella prefettura di Caserta il governo ha firmato il Protocollo d'intesa sulla Terra dei fuochi. Il premier Giuseppe Conte e il vice Luigi Di Maio hanno tenuto una conferenza stampa, ma l'appuntamento con i giornalisti è stato disertato da Matteo Salvini, ufficialmente per «impegni al Viminale». Fuori dal palazzo c'era invece Vincenzo Tosti, tra i portavoce di "Rete di cittadinanza e comunità", che da anni lotta contro l'inquinamento del territorio e in difesa della salute degli abitanti della provincia. Lettera43.it ha raccolto i suoi dubbi e le sue speranze. «Di Protocolli per la Terra dei fuochi ce ne sono stati tantissimi in passato», dice. «Ci auguriamo che questa sia la volta buona, che ci sia qualcosa di serio».

Vincenzo Tosti.

DOMANDA. Cosa vi aspettate dal nuovo Protocollo d'intesa sulla Terra dei fuochi che il governo si appresta a firmare a Caserta?
RISPOSTA. I contenuti non li conosciamo ancora. Non sappiamo chi saranno i protagonisti, non sappiamo chi lo firmerà, non sappiamo ancora niente. Di protocolli per la Terra dei fuochi ce ne sono stati tantissimi in passato. Ci auguriamo che questa sia la volta buona, che dentro ci sia qualcosa di serio.

Qualcosa però è già filtrato...
Sappiamo che nel Protocollo dovrebbe essere inserito il progetto EPICA, ci auguriamo che ci sia davvero.

In cosa consiste?
Il progetto è stato proposto dai nostri pediatri e medici di base. È un monitoraggio che restituisce immediatamente, senza aspettare il Registro tumori, la situazione reale delle persone che in questa terra soffrono e stanno morendo per problemi di salute dovuti all'inquinamento ambientale. I medici invieranno direttamente i dati sui pazienti affetti da tumore, per monitorare e geolocalizzare la popolazione che si ammala.

Si parla anche di rafforzare la presenza dell'esercito e dei carabinieri. Cosa ne pensa?
Capiamoci: l'esercito dal 2008 non è mai andato via dalla Campania, ma i risultati non sono arrivati. Non abbiamo bisogno dell'esercito in maniera generica, abbiamo bisogno che l'esercito venga utilizzato bene.

In che senso?
L'esercito deve essere schierato nei siti di stoccaggio dei rifiuti considerati a rischio, che sono ritenuti pericolosi e che se bruciano possono recare danno alla salute dei cittadini.

La Regione Campania a luglio ne ha indicati 262 al ministero dell'Interno...
Sì, ma i militari devono presidiare questi siti dall'interno, non dall'esterno. Perché gli incendi scoppiano dentro, non fuori. Ci sono ostacoli perché si tratta di strutture private? Benissimo, allora lo Stato approvi delle leggi che autorizzano il presidio dei militari all'interno dei siti di stoccaggio. Non c'è bisogno di militarizzare il territorio.

E l'idea di costruire degli inceneritori?
Questa è una cosa improponibile. Non si può pensare ancora oggi che la soluzione passi per gli inceneritori. L'Europa ha mandato una lettera a gennaio al governo italiano, indicando che i soldi pubblici non devono essere utilizzati per costruire impianti di questo tipo, che sono insalubri e danneggiano la salute delle persone.

Però la Lega proprio questo ha proposto...
Il problema è che Matteo Salvini ha dichiarato guerra al Sud e all'Europa, è inaccettabile e non funziona.

L'alternativa è puntare su una diffusione capillare della raccolta differenziata. Ma che fare se nel frattempo scoppia un'emergenza?
Appunto, noi siamo qua perché vogliamo capire. Si fa un gran parlare di economia circolare, ma spesso senza nemmeno capire cosa significhi. Noi abbiamo bisogno di impianti, ma sicuramente non di impianti per incenerire. Impianti che vadano in questa direzione di recupero e riciclo dei rifiuti, che possono creare anche posti di lavoro. La soluzione è questa, non ce n'è un'altra.

Perché finora non è stato possibile metterla in pratica?
Perché se si va in questa direzione, chi oggi continua a lucrare sui rifiuti non potrà più continuare a farlo.

Ma gli impianti per la differenziata chi li dovrebbe realizzare?
Secondo noi devono essere a gestione pubblica, con il controllo delle comunità. Non si può più decidere passando sopra la testa dei cittadini. Questo è il governo della partecipazione? Lo vedremo.

Il M5s con Luigi Di Maio ha annunciato che andrà in piazza a Caivano per festeggiare la firma del Protocollo. Ci sarete anche voi?
Non lo sappiamo ancora. Ci regoleremo in base a cosa ci sarà scritto.

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