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TERRORISMO
21 Novembre Nov 2018 0836 21 novembre 2018

Chi è il presunto lupo solitario dell'Isis arrestato a Milano

Si tratta di un egiziano di 22 anni. Intercettato dagli investigatori, si sarebbe detto «pronto a fare a guerra». Altre due persone indagate. Le cose da sapere.

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Un ragazzo sospettato di essere un "lupo solitario" affiliato all'Isis è stato arrestato il 21 novembre, in un blitz antiterrorismo condotto dalla polizia a Milano. Si tratta di un egiziano di 22 anni, bloccato in piena notte dagli uomini del Nocs. Il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari de L'Aquila, città da dove è partita l'indagine; l'accusa ipotizzata nei confronti dell'egiziano è associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione e apologia del terrorismo.

1. L'INTERCETTAZIONE: «SONO PRONTO A FARE LA GUERRA»

Gli investigatori da tempo tenevano il ragazzo sotto intercettazione. Tra le sue parole finite agli atti, anche la frase: «Sono pronto a combattere e a fare la guerra». Stando a quanto reso noto, gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare la sua pericolosità: lui stesso si definiva con gli altri indagati un «lupo solitario» e si vantava di aver ricevuto un addestramento militare molto approfondito.

Altre due persone risultano indagate, ma una è al momento irreperibile

2. GLI ALTRI INDAGATI: UN 21ENNE E UN 23ENNE CHE FACEVANO PROPAGANDA

Altre due persone risultano indagate: nei loro confronti è stato emesso un provvedimento di espulsione da parte del ministro dell'Interno, anche su uno dei due è al momento irreperibile. Anche i destinatari del provvedimento d'espulsione sono egiziani: si tratta di un 21enne e un 23enne che, secondo gli investigatori, avevano dei legami di stretta amicizia con il giovane 22enne e svolgevano attività di propaganda per lo Stato islamico.

3. LE PERQUISIZIONI: OPERAZIONI IN QUATTRO REGIONI

Contemporaneamente al blitz a Milano sono scattate diverse perquisizioni in Abruzzo, Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte. Le indagini, dirette dalla Dda de L'Aquila con il coordinamento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, sono state condotte dalle Digos della città abruzzese oltre a quelle di Teramo, Piacenza e Milano parallelamente ai compartimenti della polizia postale di Abruzzo ed Emilia-Romagna.

4. L'INDAGINE: I PRIMI ACCERTAMENTI SU UN GRUPPO WHATSAPP

L'indagine ha mosso i primi passi alla fine del 2017, quando gli 007 hanno segnalato che tra i frequentatori di un gruppo Whatsapp formato da militanti islamisti ce ne era uno che aveva un'utenza italiana. L'informazione è stata girata alla polizia e le verifiche hanno consentito di identificare il 22enne arrestato come l'utilizzatore di quel numero di cellulare. A quel punto, il ragazzo è stato tenuto sotto controllo dagli uomini dell'Anti-terrorismo, sia nel periodo in cui ha vissuto da clandestino in provincia di Teramo sia successivamente, quando si è spostato a Milano. Nel corso dell'indagine, gli investigatori hanno recuperato decine di file audio scaricati dal giovane: inni jihadisti e sermoni di imam radicali prodotti dall'apparato mediatico dell'Isis in cui viene esaltato il martirio e ribadito l'odio verso l'Occidente.

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