Sciopero medici, adesioni a 90%
Cronaca
Aggiornato il 23 novembre 2018 21 Novembre Nov 2018 1504 21 novembre 2018

Le cose da sapere sullo sciopero dei medici del 23 novembre

I camici bianchi hanno incrociato le braccia per 24 ore per chiedere finanziamenti adeguati per il Fondo sanitario nazionale, assunzioni e il rinnovo del contratto. Partecipazione intorno al 90%.

  • ...

La rivendicazione di finanziamenti adeguati per il Fondo sanitario nazionale, assunzioni per garantire il diritto alla cura e il diritto a curare, il rinnovo del contratto nazionale di lavoro fermo da oltre 10 anni. Per queste ragioni, e non solo, venerdì 23 i camici bianchi del Servizio sanitario nazionale (Ssn) hanno incrociato le braccia per 24 ore e si asterranno dal lavoro medici, veterinari e dirigenti sanitari.

SALE OPERATORIE VUOTE, ADESIONI AL 90%

Sale operatorie e corsie semideserte negli ospedali pubblici di mezza Italia: «Le notizie che arrivano dalle regioni parlano di una partecipazione allo sciopero dei medici ben maggiore rispetto alle aspettative, pari a 80-90% del personale. Bisogna tornare a anni indietro per trovare la stessa adesione a una mobilitazione», ha spiegato in conferenza stampa Carlo Palermo segretario generale del sindacato Anaao Assomed.

L'INCONTRO CON IL MINISTRO GRILLO

«Abbiamo appena avuto la richiesta del ministro della Salute Giulia Grillo di incontrarci stamani stessa», ha annunciato Palermo durante la conferenza stampa. «Chiederemo un impegno specifico al ministro un'assunzione politica di responsabilità. Non vogliamo nulla di più di quanto già previsto per legge». Altro fronte di dialogo è quello parlamentare.«Stiamo aspettando dalla presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Marialucia Lorefice», ha spiegato Palermo, «la risposta per capire qual è lo strumento legislativo adatto per accogliere le nostre richieste, può essere la legge di bilancio o il disegno di legge concretezza. L'importante è che ci siano tempi ragionevoli».

ALLA PROTESTA ADERISCONO TUTTE LE SIGLE SINDACALI

Alla protesta hanno deciso di aderire tutte le principali sigle sindacali di categoria, incluse le maggiori, Anaao e Fp Cgil Medici. Nella giornata di sciopero nazionale saranno decine le manifestazioni in programma in tutta Italia mentre a Roma le sigle sindacali hanno organizzato una conferenza stampa per dare voce alle proprie ragioni. I sindacati di categoria avevano inizialmente proclamato due giornate di sciopero ma la prima, prevista per il 9 novembre, è stata revocata a causa di problemi interpretativi delle norme che regolano il diradamento delle giornate di sciopero in sanità.

LE MOTIVAZIONI DELL'AGITAZIONE

Varie le motivazioni alla base della protesta, a partire dall'insufficienza del finanziamento previsto per il Fondo sanitario Nazionale 2019, in relazione alla garanzia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) ed agli investimenti nel patrimonio edilizio sanitario e tecnologico. Ma anche il mancato incremento delle risorse destinate alla assunzione del personale della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria. Inoltre, l'esiguità delle risorse assegnate al finanziamento dei contratti di lavoro, i ritardi amministrativi nei processi di stabilizzazione del precariato del settore sanitario e il mancato finanziamento aggiuntivo per i contratti di formazione specialistica.

VASTA PARTECIPAZIONE DEGLI ANESTESISTI

Lo sciopero «provocherà forti disagi negli ospedali italiani, con il probabile blocco delle sale operatorie che avrà come conseguenza l'annullamento di migliaia di interventi. Saranno invece garantiti tutti gli interventi indifferibili e tutelati i pazienti fragili». Ad annunciarlo il Sindacato degli Anestesisti Rianimatori (Aaroi-Emac) che ha previsto un'ampia adesione.

UNO SCIOPERO ANCHE PER I PAZIENTI

«Questo sciopero è anche per i cittadini, danneggiati dalla malagestione della sanità italiana», ha spiegato Alessandro Vergallo, presidente Aaroi-Emac. «Il SSN deve continuare a garantire a tutti il diritto alla salute, anche attraverso la tutela del personale che vi lavora e il rispetto del Contratto e dei diritti fondamentali dei lavoratori che talvolta vengono violati».

IL 91% DEGLI OSPEDALI A CORTO DI ORGANICO

Lo dimostrano, ad esempio, i primi dati emersi dall'indagine che il sindacato sta effettuando per valutare il rispetto degli istituti contrattuali con particolare riferimento a situazioni che potrebbero minare la sicurezza di pazienti. Il sondaggio, in fase di elaborazione, ha mostrato che su 211 risposte di rappresentanti sindacali, un campione estremamente significativo degli Ospedali Pubblici Italiani, 192 (91%) hanno detto di lavorare in carenza di organico. In 65 (31%) risposte viene denunciato il ricorso alla Pronta Disponibilità notturna e festiva sostitutiva lì dove sarebbe, invece, prevista la Guardia attiva H24.

ENDEMICA CARENZA DI ANESTESISTI

In altre parole esistono realtà in cui viene violata, per carenza di specialisti o per motivi puramente economicistici, la normativa che prevederebbe la presenza fissa, giorno e notte, dell'Anestesista Rianimatore all'interno della struttura ospedaliera. In questi casi l'Anestesista Rianimatore, viene chiamato per necessità, sebbene si tratti spesso di emergenze che devono essere risolte nel giro di pochi minuti: «Siamo arrivati al punto», ha affermato Vergalli, «che alcuni Colleghi preferiscono passare la notte in albergo per non allontanarsi eccessivamente dall'Ospedale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso