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Cronaca
24 Novembre Nov 2018 0952 24 novembre 2018

La Dia sequestra patrimonio dell'ex patron Valtur

L'impero di Carmelo Patti, deceduto nel 2016, ammonterebbe a 1 miliardo e mezzo di euro. Interessi riconducibili a Messina Denaro. 

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La direzione investigativa antimafia di Palermo sta eseguendo un decreto di sequestro e confisca, emesso dal Tribunale di Trapani su proposta del direttore nazionale della Dia nei confronti degli eredi dell'imprenditore Carmelo Patti, originario di Castelvetrano (Trapani) ex proprietario della Valtur (ora in amministrazione straordinaria), deceduto il 25 gennaio 2016. Il procedimento - che la Dia definisce «uno dei più rilevanti nella storia giudiziaria italiana» - riguarda un patrimonio stimato, per ora, prudenzialmente in oltre 1 miliardo e mezzo di euro e avrebbe svelato interessi economici riferibili alla famiglia mafiosa di Castelvetrano, guidata dal latitante Matteo Messina Denaro.

TRA I BENI CONFISCATI RESORT, TERRENI E SOCIETÀ

Tra i beni confiscati vi sono resort turistici, beni della vecchia Valtur, un'imbarcazione di 21 metri, appezzamenti di terreno, immobili e 25 società. Carmelo Patti, morto a 81 anni, tre figli, era cavaliere del lavoro e prima dei guai giudiziari, soprattutto con accuse di rapporti con la mafia, era uno stimato e ricchissimo industriale. Cominciò la sua scalata nell'imprenditoria da venditore ambulante. A 26 anni si trasferì con la moglie e le due prime figlie, Maria Concetta e Paola, da Castelvetrano (Tp) al Nord (il terzo, Gianni, nascerà dopo) lavorando come operaio alla Philco di Robbio (Pavia). Poi si mise in proprio cominciando a fabbricare cavi elettrici. Nacque la Cablelettra poi trasferita nell'ex stabilimento Philco, acquistato negli Anni 70. Patti vendeva cablaggi elettrici e componenti elettronici per auto soprattutto alla Fiat. La Cablelettra divenne una multinazionale con diverse sedi in Italia e nel mondo. Nel '97 ormai ricco acquistò la Valtur entrando così anche nel settore del turismo. Il gruppo dei villaggi vacanze divenne uno dei primi in Italia.

I PROCESSI E IL FALLIMENTO DELLA VALTUR

Il cavaliere nel 2000 venne indagato per mafia dalla dda palermitana, dopo la trasmissione degli atti dalla procura di Marsala che lo indagava per falso in bilancio: Patti si dimise per questo dalla Gesap, la società che gestisce l'aeroporto palermitano dov'era stato indicato dall'allora sindaco Leoluca Orlando. Cominciò parallelamente un processo di misure di prevenzione per un sequestro di 5 miliardi di euro: Patti veniva accusato di rapporti con i boss di Castelvetrano Messina Denaro: il padre Francesco e il figlio Matteo. Il sequestro poi portò all'amministrazione giudiziaria e alla crisi della Valtur, al fallimento e alla vendita del marchio. Patti subì numerosi processi per evasione fiscale, fatture false e altri reati tributari da cui venne assolto. Tra i suoi accusatori vi è l'ex mafioso diventato collaboratore Angelo Siino.

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