BERNARDO BERTOLUCCI MORTO
Cronaca
26 Novembre Nov 2018 0916 26 novembre 2018

È morto il regista Bernardo Bertolucci

Aveva 77 anni. Con L'ultimo imperatore ha vinto nove premi Oscar. Nel 2007 ha ricevuto il Leone d'oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia.

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È morto a Roma il regista Bernardo Bertolucci. Era malato da tempo e costretto su una sedia a rotelle. Nato a Parma il 16 marzo del 1941, aveva 77 anni. Figlio del celebre poeta e critico letterario Attilio Bertolucci, il suo debutto dietro la macchina da presa risale al 1963, quando il produttore Tonino Cervi gli affidò la realizzazione di un soggetto di Pier Paolo Pasolini, La commare secca. Nel 1964 fu la volta del suo secondo film, Prima della rivoluzione, mentre più tardi arrivò la collaborazione con Sergio Leone alla sceneggiatura di C'era una volta il West. Bertolucci, poco più che 20enne, era già un regista affermato.

LA CENSURA E LA CONDANNA PER ULTIMO TANGO A PARIGI

Dopo Partner, con La strategia del ragno iniziò la sua collaborazione con il direttore della fotografia Vittorio Storaro, vincitore del premio Oscar per Apocalypse Now. È l'inizio degli Anni 70 e Bertolucci, anche grazie al successivo film Il conformista, guadagna la fama internazionale nonché la prima nomination all'Oscar per la migliore sceneggiatura. Il 1972 è l'anno di Ultimo tango a Parigi. La pellicola scatena la censura, viene ritirata dalle sale cinematografiche e mandata al rogo con una sentenza della Cassazione. Solo una copia viene salvata per essere depositata in cineteca, grazie all'intervento del presidente della Repubblica. Bertolucci è condannato a due mesi di prigione e per aver portato sullo schermo una vicenda immorale viene privato del diritto di voto per cinque anni. Ultimo tango a Parigi verrà riabilitato solo nel 1987, ma resta uno dei film italiani di maggior successo internazionale con più di 14 milioni di spettatori.

IL SUCCESSO MONDIALE CON L'ULTIMO IMPERATORE

Nel 1976 Bertolucci realizza il kolossal Novecento. Nel cast compaiono nuovi talenti come Robert De Niro, Gérard Dépardieu e Stefania Sandrelli al fianco di Burt Lancaster e Donald Sutherland. I film successivi, La luna e La tragedia di un uomo ridicolo, che non incontrano il favore del pubblico e della critica, conducono Bertolucci verso il suo più clamoroso successo, L'ultimo imperatore. Il film ricostruisce la vita dell'ultimo imperatore cinese, Pu Yi, e viene girato tra mille difficoltà, non ultime la diffidenza dei produttori e la necessità di enormi finanziamenti per la realizzazione di un set adeguato alle ambizioni del progetto. Ma conquista il pubblico e la critica, ottenendo nove premi Oscar (regia, sceneggiatura non originale, fotografia, montaggio, musica, scenografia, costumi e sonoro).

NEL 2007 IL LEONE D'ORO ALLA CARRIERA

Successivamente Bertolucci ha realizzato altre due superproduzioni d'autore: Il tè nel deserto, girato tra il Marocco e l'Algeria, e Piccolo Buddha, un viaggio nel profondo Tibet. Nel 1996 torna a girare in Italia, precisamente in Toscana, e realizza Io ballo da sola. Il 2003 è l'anno di The Dreamers, una rivistazione molto personale e cinefila del maggio francese del 1968. Il film è stato presentato alla Mostra di Venezia con particolare successo fra il pubblico giovane e giovanissimo, con repliche notturne a grande richiesta. Nel 2007, sempre a Venezia, ha ricevuto il Leone d'oro alla carriera. Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra, ha dichiarato: «Bertolucci ha dimostrato che si può essere grandi senza compromessi, senza svendersi. È stato il maestro di una generazione e un punto di riferimento non solo per gli Italiani. In futuro chi cercherà di capire cosa sia stata l'Italia nella seconda metà del Novecento, dovrà guardare inevitabilmente a lui. E questo per la sua sensibilità, la sua capacità di cogliere le più profonde dinamiche della realtà».

SANDRELLI: «GRAZIE PER ESSERE STATO COSÌ SPECIALE»

Commoventi le parole di Stefania Sandrelli. «Se ne è andato il mio "ultimo imperatore". Che si sentiva come un "topo nel formaggio". Per lui significava stare come in un bozzolo, al caldo e al riparo. Me lo disse gioiosamente dopo una estate di sofferenza e di passione. "Adesso sto bene, sai? Sto come un topo nel formaggio". Grazie per essere stato così speciale. Per il tuo cinema così speciale. Spero di incontrarti ancora e di fare un altro film insieme. Un lungo bacio».

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