Gianluca Vialli Lotta Cancro
Cronaca
26 Novembre Nov 2018 1007 26 novembre 2018

Gianluca Vialli ha raccontato la sua lotta contro il cancro

L’ex campione della Juventus al Corriere della Sera: «Giravo con un maglione sotto la camicia, perché gli altri non si accorgessero di nulla».

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L'ex campione della Juventus Gianluca Vialli ha svelato al Corriere della Sera di essere stato malato di cancro. L'opinionista di Sky Sport, che sta per presentare ufficialmente il suo secondo libro Goals. 98 storie + 1 per affrontare le sfide più difficili, in uscita martedì 27 novembre, ha spiegato: «Avrei fatto volentieri a meno di parlarne, ma non è stato possibile. E allora l’ho considerata semplicemente una fase della mia vita che andava vissuta con coraggio e dalla quale imparare qualcosa. Sapevo che era duro e difficile doverlo dire agli altri, alla mia famiglia. Non vorresti mai far soffrire le persone che ti vogliono bene».

ADESSO IL PERICOLO PIÙ GRANDE SEMBRA ESSERE RIENTRATO

Nel libro Vialli ha raccontato tutte le difficoltà che ha dovuto affrontare nel corso dell'ultimo anno e ha ammesso di essersi sentito a disagio con le persone che non conosceva bene: «Giravo con un maglione sotto la camicia, perché gli altri non si accorgessero di nulla, per essere ancora il Vialli che conoscevano. Poi ho deciso di raccontare la mia storia e metterla nel libro». Adesso il pericolo più grande sembra essere rientrato. Vialli sta meglio, ma non è certo che il cancro lo abbia davvero lasciato. Dopo l’intevento, ha dovuto affrontare otto mesi di chemioterapia e sei settimane di radioterapia: «Ora sto bene, anzi molto bene. È passato un anno e sono tornato ad avere un fisico bestiale. Ma non ho ancora la certezza di come finirà la partita. Spero che la mia storia possa servire a ispirare gli altri».

LA CHAMPIONS VINTA CON LA JUVENTUS NEL 1996

Nell'intervista al Corriere, Vialli ha confidato anche che il più grande calciatore contro cui abbia mai giocato è «il Maradona di Messico 1986». E ha ricordato la Champions League vinta con la Juventus dieci anni dopo, nel 1996, l'ultima che il club bianconero sia stato capace di conquistare: «Finale all’Olimpico di Roma. Segna subito Ravanelli, pareggia Litmanen. Grande partita, finita ai rigori. La chiude Jugovic segnando il quarto». E il quinto sarebbe toccato a lui: «Il quinto o il sesto. Fu un sollievo infinito. All’Olimpico avevo sbagliato un rigore al Mondiale del 1990 contro gli Stati Uniti e mi ero rotto un piede tirandone un altro contro la Roma. Quella notte sapevo che era la mia ultima occasione per vincere la Champions. Pensi gli incubi, se no». Ma la Champions è davvero una maledizione per i bianconeri? Vialli crede di no: «No. È la pressione. Non è facile trovare l’equilibrio tra tensione e serenità, nella consapevolezza che puoi anche perdere. Se poi hai contro Messi e Cristiano Ronaldo...».

IL RAPPORTO SPECIALE CON ROBERTO MANCINI

Nella carriera di Vialli, tuttavia, c'è stata anche molta Sampdoria. Con i blucerchiati l'attaccante ha vinto il primo e ultimo scudetto del club, formando un coppia formidabile con Roberto Mancini: «Siamo più che amici, fratelli. Quando hai la stessa età e hai condiviso per tanti anni il campo di battaglia, puoi stare molto tempo senza sentirti, ma il rapporto rimane per sempre».

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