Sperimentazione Vaccino Aids
medicina
30 Novembre Nov 2018 1244 30 novembre 2018

Cosa prevede la sperimentazione del vaccino contro l'Aids

Nel 2019 inizierà la seconda fase di test avviata nel 2013. Saranno coinvolti 100 bambini già malati. Si punta a trovare segnali incoraggianti sulla terapia che "educa" il sistema immunitario a reagire contro il virus.

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Partirà nel 2019, in tre continenti, il secondo step della sperimentazione del primo vaccino terapeutico pediatrico contro l'Hiv, sviluppato dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con il Karolinska Instituet di Stoccolma. Saranno coinvolti circa 100 bimbi già malati di Aids. L'Ospedale della Santa Sede, infatti, capofila del progetto internazionale di ricerca EPIICAL, ha ottenuto un finanziamento dal National Institute of Health americano che consentirà di testare il vaccino in Italia, Tailandia e Sudafrica.

PRIMA SPERIMENTAZIONE NEL 2013

Il vaccino era stato inizialmente sperimentato nel 2013 dimostrandosi efficace nel tenere sotto controllo il virus sospendendo le terapie antiretrovirali. La nuova sperimentazione segue quindi quella del 2013 dell'Unità Operativa di Infettivologia del Bambino Gesù, all'interno del Dipartimento Pediatrico Universitario Ospedaliero diretto da Paolo Rossi, in collaborazione con la cattedra di Pediatria dell'Università di Roma Tor Vergata. La prima sperimentazione aveva riguardato 20 bambini nati infetti per via materna (contagio verticale), un tipo di trasmissione della malattia che interessa il 95% dei nuovi casi pediatrici ogni anno.

OGNI ANNI 180 NUOVE INFEZIONI PEDIATRICHE

Ora partirà la sperimentazione su un campione più ampio, che conterà circa 100 bambini con Aids conclamato alla nascita e da subito in trattamento con terapie standard. Alla vigilia della Giornata Mondiale contro l'Aids, che si celebra il 1 dicembre, si contano ancora ogni anno nel mondo circa 180.000 nuove infezioni pediatriche, per un totale di circa 1.800.000 bambini con infezione da Hiv. Il vaccino terapeutico mira a 'educare' il sistema immunitario di una persona con Hiv per aiutarlo a reagire contro il virus che lo ha infettato.

DIFFERENZA TRA VACCINI TERAPEUTICI E PROFILATTICI

I vaccini terapeutici si distinguono da quelli profilattici in quanto i primi servono a curare persone già infette, mentre i secondi hanno una funzione preventiva. Non esiste al momento un vaccino profilattico contro l'Hiv. Il vaccino terapeutico, abbinata alla terapia antiretrovirale classica, aveva già ottenuto risultati positivi determinando il significativo aumento di risposte immunologiche potenzialmente in grado di consentire il controllo della replicazione del virus dell'Hiv. L'obiettivo è arrivare ora a disporre di un vaccino terapeutico che consenta di controllare il virus riducendo al minimo o eliminando del tutto la somministrazione di farmaci antiretrovoirali, necessari giornalmente al paziente ma che hanno effetti collaterali tossici.

MSF: «CASE FARAMCEUTICHE SI DIMENTICANO DEI BAMBINI»

Le aziende farmaceutiche si dimenticano dei bambini. È stato invece l'allarme di Medici senza frontiere (Msf) che, alla vigilia della Giornata mondiale contro l'Aids, ha criticato il settore farmaceutico per aver trascurato lo sviluppo di farmaci antiretrovirali pediatrici. I Paesi in via di sviluppo, ha detto Msf, «hanno difficoltà a fornire ai bambini sieropositivi i trattamenti raccomandati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), proprio perché le versioni pediatriche di questi farmaci non sono disponibili laddove ce ne sarebbe bisogno. Le aziende farmaceutiche semplicemente non considerano una priorità i bambini con l'Hiv, costringendoci a utilizzare trattamenti obsoleti e subottimali, il che rende più difficile per i nostri piccoli pazienti seguire il trattamento e rispettarne l'adesione». Peggio ancora, «la crescente resistenza ai farmaci antiretrovirali esistenti nei Paesi dell'Africa sub-sahariana fa sì che i trattamenti più vecchi potrebbero non funzionare nei neonati e nei bambini che invece hanno urgente bisogno di migliori opzioni di trattamento", ha spiegato Ruggero Giuliani, infettivologo e vicepresidente MSF.

CRESCE IL TASSO DI RESISTENZA ALLA TERAPIA ANTIRETROVIRALE

L'OMS, ha ricordato l'organizzazione, «raccomanda a tutti i bambini con diagnosi di Hiv di iniziare immediatamente la terapia antiretrovirale. Ma senza formulazioni pediatriche ottimali, i Paesi continueranno ad avere enormi difficoltà ad attuare questa raccomandazione». Infatti, la copertura terapeutica tra i bambini affetti da HIV è, denuncia Msf, «inaccettabilmente bassa, con solo il 52% dei bimbi sieropositivi sotto trattamento nel 2017». Inoltre, nell'Africa sub-sahariana, dove vive il 90% di tutti i bambini sieropositivi, vi sono alti tassi di resistenza ai farmaci antiretrovirali esistenti. Anche per per questo, il tasso di mortalità tra i bambini sieropositivi rimane elevato, specialmente durante i primi quattro anni di vita. Nel 2017, le malattie legate all'Aids hanno ucciso 110.000 bambini in tutto il mondo. Msf si occupa della cura dell'HIV dal 2000. Nel 2017, ha fornito trattamenti antiretrovirali a 215.900 persone in 27 Paesi tra Africa, Asia ed Europa dell'Est.

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