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Cronaca
4 Dicembre Dic 2018 2009 04 dicembre 2018

Alla deriva nel Mediterraneo, 14 migranti muoiono di sete

È successo al largo della Libia, dopo una agonia durata 12 giorni.

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Almeno 14 migranti sono morti al largo delle coste libiche nel tentativo di andare in Europa, dopo giorni di sofferenza inflitta dalla fame e soprattutto dalla sete. Lo ha riferito il portavoce delle forze di sicurezza di Misurata, il colonnello Hisham Aldwaini, precisando che il barcone di legno su cui navigavano è stato trovato al largo della città portuale libica con due corpi a bordo. Il portavoce ha aggiunto che altri 12 corpi erano stati gettati in mare e 10 migranti sono stati tratti in salvo dall'imbarcazione rimasta alla deriva per giorni senza acqua né cibo.

È l'ultima tragedia della migrazione e del traffico di esseri umani che è emersa attraverso racconti dei sopravvissuti filtrati dal portavoce di Misurata e da una fonte di polizia della città portuale libica. Il barcone di legno con 25 migranti migranti di diverse nazionalità africane era salpato da Sabrata, un noto punto di partenza per il traffico di esseri umani, circa 70 chilometri in linea d'aria a Ovest di Tripoli. Non è chiaro perché, ma il motore è andato in avaria e l'imbarcazione è andata alla deriva per 11 o 12 giorni, trascinata dalle correnti fino al largo di Misurata, 250 km più a Est. Ed è stato in questo lasso di tempo che si è consumato lo stillicidio: «Sono rimasti 11 o 12 giorni in mare (...) senza bere né mangiare», ha riferito la fonte della polizia di Misurata. «Quando uno moriva, gli altri lo gettavano in mare», ha detto ancora la fonte riferendo le testimonianze dei 10 sopravvissuti, tra cui due egiziani e due donne etiopi, che hanno dovuto sbarazzarsi di 13 cadaveri.

TRE MORTI PER ASSIDERAMENTO TRA TURCHIA E GRECIA

Corpi piagati da sofferenze e lente agonie sono stati appena rinvenuti anche in un altro angolo del Mediterraneo: quelli di tre migranti, morti probabilmente per assideramento e ritrovati in tre villaggi della provincia nordoccidentale turca di Edirne, al confine con la Grecia. Almeno uno di loro, un afgano, avrebbe perso la vita dopo essere stato rimandato in Turchia con la forza dalla polizia di frontiera greca secondo quanto riferito da un suo connazionale. La "rotta mediterranea centrale", quella che dalla Libia porta all'Italia (e a Malta), resta comunque la più micidiale del bacino e del mondo. Secondo dati aggiornati al 2 dicembre e appena pubblicati dall'Oim, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni dell'Onu, i morti su questa tratta quest'anno sono stati 1.285: una cifra più che dimezzata (-55%) rispetto ai 2.844 dello stesso periodo dell'anno scorso. Il tutto a fronte di un crollo dell'80% (da 117.120 a 23.011) degli arrivi in Italia in seguito alla chiusura dei porti italiani.

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