Mineo Settimino Cosa Nostra Mafia Cupola
Cronaca
4 Dicembre Dic 2018 0811 04 dicembre 2018

Arrestato Settimino Mineo, nuovo capo di Cosa Nostra

Secondo gli inquirenti la mafia si era riorganizzata intorno alla Cupola di cui l'anziano boss era il numero uno. Quarantasei arresti. 

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La mafia nuovamente decapitata: è stato fermato nella notte Settimino Mineo, 80 anni, ufficialmente gioielliere ma, secondo l'inchiesta della dda di Palermo che ha portato all'arresto di 46 persone, a capo della Cupola. Dopo la morte del boss Totò Riina, sarebbe stato designato al vertice della commissione provinciale che da anni ormai aveva smesso di riunirsi. Già condannato a 5 anni al maxi processo istruito da Giovanni Falcone, fu riarrestato 12 anni fa per poi tornare in libertà dopo una condanna a 11 anni. Le accuse per gli indagati sono di associazione mafiosa, estorsione aggravata, intestazione fittizia di beni, porto abusivo di armi, danneggiamento a mezzo incendio, concorso esterno in associazione mafiosa.

IL BOSS NON USAVA TELEFONI PER NON ESSERE INTERCETTATO

L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Salvatore De Luca e dai pm Francesca Mazzocco, Amelia Luise, Dario Scaletta, Gaspare Spedale e Bruno Brucoli e ricostruisce gli assetti dei clan palermitani di Porta Nuova, Poagliarelli, Bagheria, Villabate e Misilmeri. L'anziano padrino di cui già il pentito Tommaso Buscetta fece il nome agli inquirenti, come è emerso dalle indagini dei carabinieri, aveva il terrore di essere intercettato e non usava telefoni. La Commissione provinciale di Cosa nostra, che da anni ormai aveva smesso di riunirsi, sarebbe stata riconvocata il 29 maggio scorso: un summit che riporta alla vecchia mafia. Come ispirata alla tradizione sembra essere l'organizzazione della nuova commissione provinciale guidata da Mineo.

«Stamattina i Carabinieri hanno arrestato il successore di Totò Riina ai vertici della Cupola provinciale della mafia. Grazie a magistrati e investigatori per questo importante risultato. Continuare a colpire forza militare e potere economico della mafia è indispensabile per garantire libertà e democrazia» ha commentato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

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