Salaria Esplosione Rieti Autocisterna
Cronaca
Aggiornato il 07 dicembre 2018 5 Dicembre Dic 2018 1502 05 dicembre 2018

Cosa sappiamo dell'esposione dell'autocisterna sulla Salaria

Tre iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo dalla Procura di Rieti sono il gestore e un dipendente del distributore e l'autista dell'autocisterna esplosa. Disposte le autopsie sulle due vittime.

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Ci sono tre indagati con l'ipotesi di reato è omicidio colposo. È quanto ha detto il procuratore capo di Rieti, Lina Cusano, in merito all'esplosione che si è verificata attorno alle 14.30 del 5 dicembre in un distributore sulla via Salaria, in prossimità di Borgo Quinzio (al km 39). «Le conseguenze potevano essere veramente disastrose. Il materiale era di una infiammabilità devastante, basti solo sapere che la maggior parte dei filmati diffusi vengono da soggetti che erano a bordo di un pullman del Cotral. La deflagrazione che ha scaraventato l'autobotte era di pochi minuti dopo», ha spiegato il procuratore nel corso di un punto stampa. «Vi sarebbero potute essere conseguenze ancora più dolorose», ha aggiunto il procuratore, «rispetto a quelle che già oggi ci sono. I vigili del fuoco hanno perso una persona che ha dato dimostrazione di quanta abnegazione ci possa essere».

I tre iscritti nel registro degli indagati della Procura di Rieti sono il gestore e un dipendente del distributore e l'autista dell'autocisterna esplosa. L'ipotesi di reato per tutti è di omicidio colposo. Non è escluso che si svolgerà un incidente probatorio per fare chiarezza su quanto è accaduto. «Dipende dall'evoluzione delle cose», ha sottolienato Lina Cusano, «l'attività investigativa dei vigili del fuoco sarà di supporto». Rispondendo a una domanda se l'esplosione della cisterna che stava scaricando gpl potrebbe essere stata causata da un errore umano, il procuratore Cusano ha detto che non ci sono piste in questo momento: «Abbiamo recuperato elementi di valutazione certamente non doveva accadere».

COME È AVVENUTA L'ESPLOSIONE DELL'AUTOCISTERNA

Un'autocisterna piena di liquido infiammabile che si trovava all'interno della stazione di servizio è esplosa. La deflagrazione è stata talmente violenta che l'autobotte insieme con un mezzo dei vigili del fuoco sono stati sbalzati per una decina di metri finendo in una strada adiacente al distributore. Il bilancio è di due vittime - un vigile del fuoco e un automobilista - e 23 feriti, tra soccorritori e addetti del distributore. Manca ancora l'ufficialità, attraverso l'esame del dna che è in corso, ma i Carabinieri di Rieti hanno identificato la seconda vittima dell'esplosione. L'area accanto al distributore resta ancora sotto sequestro. La via Salaria, nella zona di Borgo Quinzio, resta ancora chiusa in entrambe le direzioni, con il traffico che è stato vietato anche sulla Salaria Vecchia. Disagi, dunque, per chi da Roma deve raggiungere Rieti e viceversa. Il comune di Fara Sabina ha comunque predisposto un percorso di viabilità alternativa per l'intera area interessata.

DISPOSTA AUTOPSIA ED ESAME DEL DNA SULLE VITTIME

Il 7 dicembre è stato disposto nel reparto di medicina legale dell'ospedale de' Lellis di Rieti l'autopsia delle due vittime dell'incidente. L'esame autoptico era stato dispostoil 6 dicembre dalla Procura di Rieti. A confermarlo, nel corso di un breve punto stampa, è stato il sostituto procuratore Lorenzo Francia, titolare dell'inchiesta. Le due vittime dell'esplosione di mercoledì scorso nell'area di servizio sulla Salaria, sono il vigile del fuoco di Rieti, Stefano Colasanti, 50 anni, e un 38enne che si trovava nella zona, Andrea Maggi, di Montelibretti, paesino del Reatino. Il suo corpo, carbonizzato, è stato trovato ad alcune decine di metri dal distributore. Stando ai primi accertamenti, sembra che l'uomo si fosse fermato sul ciglio della strada perché incuriosito dal fumo che proveniva dall'area di servizio

LE CONDIZIONI DEI FERITI NON DESTANO PREOCCUPAZIONI

Le condizioni dei feriti, quasi tutti soccorritori giunti sul posto dopo l'allarme, non destano comunque particolari preoccupazioni. I più gravi sarebbero alcuni vigili del fuoco che, oltre alle ustioni, avrebbero riportato anche traumi agli arti. I ricoverati, tutti in prognosi riservata e stabili, sono in cura in tre ospedali di Roma, tra cui il Centro Grandi Ustionati del Sant'Eugenio, e al De Lellis di Rieti. I lavori di bonifica dell'area sono andati avanti per l'intera giornata del 6 dicembre. I vigili del fuoco hanno proceduto allo svuotamento delle cisterne del distributore che già ieri erano state messe in sicurezza. I

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