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Cronaca
6 Dicembre Dic 2018 1839 06 dicembre 2018

L'influenza potrebbe toccare il picco a Natale

Finora sono state 647 mila le persone colpite, ma tra l'ultima settimana di dicembre e la prima di gennaio l'epidemia potrebbe toccare i livelli dello scorso anno.

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C'è il rischio che molti quest'anno le feste di Natale le passino a letto con l'influenza. Anche se ancora non è iniziato il periodo epidemico vero e proprio, è possibile che il picco arrivi proprio a cavallo di dicembre e gennaio. Finora sono 647 mila le persone colpite dall'influenza quest'anno, come segnala l'ultimo bollettino dell'Istituto superiore di sanità (Iss). Nella settimana tra il 26 novembre e il 2 dicembre sono rimaste a letto 152 mila persone e il livello di incidenza è arrivato a 2,52 casi per mille assistiti, cioè sotto la soglia che segna l'inizio del periodo epidemico, che è di 2.74.

I PIÙ COLPITI SONO I BAMBINI FINO AI QUATTRO ANNI

In nove regioni - Piemonte, Lombardia, provincia autonoma di Trento, Toscana, Umbria, Abruzzo, Campania, Calabria e Sicilia - è stata invece superata la soglia epidemica nazionale. «Finora l'andamento dell'influenza», rileva l'epidemiologo dell'Iss, Gianni Rezza, «è paragonabile a quello della passata stagione. Se dovesse rimanere così, è probabile che il picco arrivi tra dicembre e gennaio, come avvenuto negli ultimi due anni, in cui è arrivato in anticipo. Di solito era tra gennaio e febbraio». I più colpiti sono stati i bambini tra i 0 e 4 anni, con 6,55 casi per mille assistiti, cui seguono con valori simili quelli nella fascia di età 5-14 anni (2,57) e gli adulti tra i 15 e 64 anni (2,59). Più bassi finora i valori rilevati tra gli anziani con più di 65 anni (1,27 casi per mille assistiti). Ma per dire se sarà un'epidemia vasta come quella dell'anno scorso è però ancora presto. «Nella passata stagione era circolato di più il virus di tipo B, che colpisce soprattutto i bambini. È stata dunque un'influenza con molti casi ma clinicamente blanda», rileva Rezza. «Quest'anno sono stati isolati alcuni campioni di H3N2, che colpisce più gli anziani».

LA CAMPAGNA NO-VAX HA FAVORITO I VACCINI

Se dovesse esserci una maggiore circolazione di questo ceppo virale, continua l'epidemiologo, «è possibile che si abbia un'annata più pesante, con più ricoveri in ospedali». Sul fronte vaccinale i medici della Società italiana di medicina generale (Simg) già la scorsa settimana hanno segnalato che la campagna di profilassi prosegue con buoni risultati, ma che in diversi distretti sanitari le scorte sono già finite e questo ha creato problemi ai cittadini e al personale medico-sanitario. «Quest'anno la medicina generale e i cittadini italiani hanno mostrato un rapporto fiduciario con la vaccinazione senza precedenti», precisa in una nota Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg. «La campagna no-vax, radicalizzando lo scontro, è servita più a far vaccinare persone che non a evitare che si vaccinassero»

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