Gilet gialli non incontreranno governo
La protesta dei gilet gialli
Gilet Gialli 7 Dicembre Tensione Parigi
Cronaca
7 Dicembre Dic 2018 1445 07 dicembre 2018

Tensione in Francia alla vigilia della manifestazione dei gilet gialli

Tutto il Paese si prepara alle proteste. In campo 89 mila uomini della forze dell'ordine. Rimossi 2 mila elementi di arredo urbano a Parigi. Sequestrate bombe e molotov. Un portavoce dei manifestanti: temiamo morti.

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Sale la tensione in Francia, alla vigilia della manifestazione dei Gilet gialli organizzata per l'8 dicembre. Griglie, transenne, materiale da cantiere, elementi dell'arredo urbano sono stati rimossi, temendo sommosse in tutte le città della Francia, in particolare a Parigi, mentre 28 molotov «pronte all'uso» e tre bombe artigianali sono state sequestrate la mattina del 7 dicembre su una rotatoria occupata dai gilet gialli a Montauban. È quanto annunciato dal prefetto di Tarn-et-Garonne. La procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta per «trasporto di sostanze o prodotti esplosivi». Un capo d'accusa che può andare fino a 10 anni di prigione. A Montauban si temono «derive molto gravi», affermano le autorità locali.

TENSIONE A PARIGI, ATTESE MIGLIAIA DI PERSONE

Il ministro dell'Interno, Christophe Castaner, ha lanciato un duro avvertimento ai violenti evocando un «dispositivo di vasta portata» e confermando che 89 mila uomini verranno schierati in tutto il Paese, di cui 8 mila solo nella Capitale. Tornando a distinguere tra la maggioranza pacifica dei gilet jaunes dai radicali e dai casseur che si sono «innestati» nel movimento, il ministro ha fatto la seguente metafora: «In queste ultime tre settimane in Francia è nato un mostro sfuggito ai suoi genitori». Ma adesso, ha aggiunto, è il «tempo della Repubblica». Ha poi spiegato che le casacche gialle sono circa 10 mila, un numero che, a suo dire, non rappresenta «un popolo». Il giorno della manifestazione, ha continuato, «ci sarà a Parigi solo qualche migliaia di persone ma il timore è siano quelli più violenti, che vogliano spaccare tutto». La sindaca della Capitale, Anne Hidalgo, ha invitato la cittadinanza a dar prova di «prudenza, serenità e sangue freddo». In un solenne intervento dall'Hotel de Ville, la storica sede del Comune parigino, la sindaca ha espresso «immensa tristezza nel vedere che domani la nostra città dovrà essere parzialmente chiusa» per il rischio di violenze e devastazioni dei casseur. «Ma la vostra sicurezza», ha avvertito, «dev'essere la priorità assoluta».

Christophe Castaner.
ANSA

In vista del quarto atto della protesta, Hidalgo ha annunciato la rimozione dallo spazio pubblico di circa «2 mila elementi» che rischiavano di essere utilizzati dai casseurs per innalzare barricate o perpetrare violenze e devastazioni. «Manifestare è un diritto e va rispettato» ma «la violenza è contraria ai valori della Repubblica», ha detto la sindaca, dicendo di capire «la rabbia legittima di chi non arriva a fine mese e si sente abbandonato». Ma ha invitato tutti «alla calma», perché scendere in piazza è una cosa, «violentare» una città è un'altra. Quindi l'appello a «prendersi cura di Parigi perché appartiene a tutta la Francia».

Il rettorato di Parigi ha annunciato che tutte le scuole della Xapitale resteranno chiuse come misura precauzionale in vista della mobilitazione dei gilet gialli. Già chiusa da giovedì 6 dicembre in seguito ad un tentativo di intrusione, l'8 dicembre resterà sprangata anche l'Università La Sorbona. Anche i grandi magazzini Printemps e Lafayette hanno deciso di rimanere chiusi per scongiurare il rischio di violenze e devastazioni durante la protesta: è quanto scrive Le Parisien online. I due templi parigini dello shopping, frequentati ogni anno da milioni di turisti, sono stati evacuati e poi sprangati anche sabato scorso, quando i casseur sono entrati in azione nel centralissimo quartiere dell'Opera. Domani, in un periodo cruciale per l'economia come quello pre-natalizio, la capitale sarà una sorta di città blindata, con la Tour Eiffel, ma anche altri monumenti, musei e negozi sprangati. Saracinesche abbassate anche sugli Champs-Elysées. Annullate numerosi eventi e manifestazioni nonché il match di Ligue 1 Paris-Saint-Germain Montpellier. Confermata, invece, la Marcia Mondiale per il clima.

L'ALA MODERATA DEI GILET GIALLI: «TEMIAMO MORTI E FERITI»

Anche tra i gilet gialli c'è preoccupazione. Benjamin Cauchy, uno dei portavoce dei cosiddetti gilet jaunes 'liberi', quelli cioè aperti alla trattativa con il governo e che condannano ogni forma di violenza, ha lanciato un forte appello «alla calma» e a non scendere in piazza a Parigi. «Chiediamo ai francesi di non cadere nella trappola delle violenze», ha spiegato in conferenza stampa, «temiamo che si saranno dei morti e dei feriti. Ci chiediamo quanti morti e feriti ci vorranno prima che Emmanuel Macron ascolti la collera del popolo». Il portavoce dell'ala moderata dei manifestanti ha deplorato che «il governo voglia farci passare per dei casseurs, quando invece non è così. Non abbiamo nessuna voglia di avere dei morti e dei feriti sulla coscienza. Forse lo vuole il presidente... noi certamente no, vogliamo solo che ascolti la rabbia del popolo». Quindi si è rivolto ai gilet gialli affinché non cadano nella «trappola» di andare in corteo a Parigi e la richiesta di «rispettare i beni pubblici» e «le forze dell'ordine». Dinanzi ai microfoni dei principali media francesi, il portavoce ha quindi puntato il dito contro «la strategia del caos» di questi ultimi giorni. «Siamo passati da una contestazione sociale a un inizio di insurrezione», ha detto, invitando nuovamente Macron ad "ascoltare la collera che si propaga ovunque in Francia». ll premier francese, Edouard Philippe, ha indetto un incontro una delegazione di gilets jaunes moderati per la sera del 7 dicembre. La delegazione, riferisce Bfm-Tv, verrà ricevuta alle 20.30 a Matignon.

SOTTO INDAGINE IL PORTAVOCE DEI RADICALI ERIC DROUET

La giustizia francese ha aperto un'indagine nei confronti di Eric Drouet, uno dei due portavoce della frangia più radicale del movimento dei gilet-gialli cheil 6 dicembre, in diretta su Bfm-Tv, ha espresso la volontà di fare irruzione all'Eliseo durante il quarto atto delle proteste. Tra gli iniziatori del movimento, l'autotrasportatore francese divenuto star dei social verrà dunque interrogato dagli inquirenti per valutare la gravità delle sue dichiarazioni. In Francia, nelle ultime ore, politici e commentatori non hanno esitato ad interpretare le sue parole come un appello al «colpo di Stato». Nel faccia a faccia televisivo con due ministri, Francois De Rugis e Marlène Schiappa, Drouet aveva detto: «Se riusciamo ad arrivare davanti all'Eliseo, entreremo dentro...». L'altro portavoce dell'anima più sovversiva dei gilet gialli, Maxime Nicolle (meglio noto come Fly Rider) ha dichiarato che «l'Eliseo è il simbolo del potere esecutivo e della finanza. Se potessi, sarei il primo ad entrare. Se potessimo trasformarlo un centro di accoglienza per senzatetto sarebbe fantastico». Drouet ha annunciato il 7 dicembre su Facebook che la sua casa è stata perquisita dalle forze dell'ordine.

APERTA UN'INDAGINE DOPO LA MANIFESTAZIONE DEGLI STUDENTI

Intanto in Francia è al centro delle polemiche anche le forze di polizia che il 6 dicembre, durante le manifestazioni degli studenti, hanno fatto mettere in ginocchio un centinaio di giovani di un liceo di Mantes-la-Jolie, obbligandone alcuni a tenere le mani sulla testa: il video con queste immagini, che sono state girate al termine di scene di grande violenza durate ore nella cittadina di banlieue parigina, sta suscitando molte proteste. La sommossa davanti ai licei Saint-Exupery e Jean-Rostand di Mantes-la-Jolie ha portato a 153 fermi sul totale di oltre 700 in tutto il Paese. Due auto e decine di cassonetti sono stati incendiati, il rettorato ha parlato di «bombole di gas» che erano state portate davanti alla scuola e di bottiglie Molotov. I poliziotti hanno affermato di essersi ritrovati in 15 di fronte a 122 giovani con atteggiamento «ostile» in possesso di «pietre, armi improprie, bastoni e mazze da baseball». Il Difensore dei Diritti, un'istituzione indipendente dello Stato francese incaricata di vegliare al rispetto dei diritti fondamentali, ha aperto un'indagine in seguito alle immagini choc.

Per Benoit Hamon, ex candidato socialista alle presidenziali e ora leader di Generation-S, «questa non è la Repubblica. La gioventù francese umiliata. Ma cosa cerca il potere se non la rabbia?». La ex ministra ecologista Cecile Duflot ha twittato: «Semplicemente intollerabile». «Mi rendo conto della forza delle immagini», è stata invece la reazione della ministra della Difesa, Florence Parly, «ma bisogna anche guardarle con distacco, prospettiva, bisogna capire i motivi per cui i poliziotti sono dovuti intervenire. Ci sono state molte violenze, durante le quali gli studenti stessi si sono messi in pericolo con le loro stesse azioni».

Diverse migliaia di studenti hanno sfilato il 7 dicembre in corteo a Parigi per protestare contro la riforma dell'Istruzione, una mobilitazione sempre più forte che si somma a quella dei gilet gialli. «Macron démission!», «Macron dimissioni'», è stato uno degli slogan più ripetuti lungo la manifestazione pacifica, la prima a Parigi dopo cinque giorni ininterrotti di mobilitazione studentesca in tutto il Paese. Arrivando in Place de la République, a metà giornata, diverse decine di giovani si sono inginocchiati, le mani poggiate sulla testa, inscenando il filmato shock dei giovani dimostranti messi in ginocchio ieri dalla polizia a Mantes-la-Jolie. Gli studenti francesi contestano la prevista riforma dell'esame di maturità ed altri provvedimenti voluti dal governo nel campo campo dell'Istruzione e della formazione. Negli ultimi giorni sono stati tra i 200 e i 300 i licei bloccati o parzialmente bloccati in tutto il Paese. Se l'odierno corteo di Parigi si è concluso in modo del tutto calmo e pacifico, in altre zone della Francia si è assistito ad episodi di tensione. A Mulhouse, risulta gravemente ferito un agente travolto da un ragazzo a bordo di una mini-moto a margine delle proteste.

Emanuelle Macron.
ANSA

CONTINUA IL SILENZIO DI MACRON

Intanto continua il silenzio del presidente Emmanuel Macron, che ha deciso di rivolgersi ai francesi sulla crisi dei gilet gialli «all'inizio della settimana prossima»: lo ha annunciato il presidente dell'Assemblea nazionale, Richard Ferrand, precisando che il capo dello Stato «non vuole gettare olio sul fuoco», Secondo informazioni diffuse in queste ore dai media francesi, Macron viene descritto dalle persone a lui più vicine come «molto preoccupato» e segue da vicino la situazione della sicurezza In questi ultimi giorni Macron ha parlato molto con i prefetti e dirigenti locali per avere il loro parere, ma anche con i vertici della sicurezza dello Stato. Fra i diversi scenari immaginati dai politologi francesi, il più probabile è quello dell'annuncio di un rimpasto di governo.

MANIFESTAZIONE ANCHE A BRUXELLES

Anche Bruxelles si prepara ad una nuova manifestazione dai gilet gialli per la giornata dell'8 dicembre. La polizia ha rafforzato le misure di sicurezza per evitare che si ripetano gli incidenti avvenuti venerdì 30 novembre quando almeno 500 dimostranti avevano invaso le strade della capitale belga, lanciato oggetti contro le forze dell'ordine e incendiato due vetture della polizia. In quella occasione furono decine i manifestanti fermati. Stando all'agenzia Belga, al momento non è ancora chiaro quanti saranno i manifestanti che domani scenderanno in piazza e soprattutto quando e dove. Sul web alcuni gruppi hanno lanciato un appello al corteo a riunirsi sulla piazza Schuman, vicino alla Commissione europea, altri invece di fronte al Parlamento europeo. Secondo alcuni media saranno impiegati circa mille agenti. Fino alla sera del 6 dicembre la polizia non aveva ancora ricevuto alcuna richiesta a manifestare e ogni tentativo di contattare i gilet gialli si era concluso con un fallimento, scrive la Belga. I motivi della protesta non sono chiari: alcuni lamentano il costi dei carburanti, altri un aumento del salario minimo, ma le rivendicazioni toccano anche la riduzione delle tasse sull'energia e c'è anche chi chiede che si migliorino i trasporti pubblici. "Il dispositivo della polizia previsto domani sarà rafforzato nel personale e nei mezzi", ha detto Ilse Van de keere, portavoce della zona di polizia di Bruxelles Capitale-Ixelles, precisando che si attuerà un lavoro di collaborazione con la polizia federale, i vigili del fuoco e l'Open Source Intelligence (Osint) con un lavoro sui social media per monitorare le attività dei gilet gialli su internet.

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