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I numeri dell'immigrazione nel rapporto del Viminale

Arrivi e sbarchi in calo. Potenziamento della rete Sprar. Cosa dice la relazione del ministero dell'Interno relativa al 2017.

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Il decreto sicurezza tanto voluto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini è legge. Le critiche non sono mancante, anzi, i malumori e le polemiche riguardano principalmente la gestione dell’immigrazione.

Ma quanti migranti sono sbarcati sulle nostre coste? E quanti ne accogliamo? L'ultima relazione del sistema di accoglienza redatta dal ministero dell’Interno fotografa la situazione al 31 dicembre 2017. Per la prima volta dopo anni di flussi in costante aumento, gli arrivi dei migranti sono in calo: se ne sono registrati 119.369 a fronte dei 181.436 del 2016, con un decremento del 34%. Nel 2017, all’8% dei migranti è stato riconosciuto lo status di rifugiato, al 9% la protezione sussidiaria, al 25% il permesso umanitario mentre nel 52% dei casi sono stati emessi dinieghi e rigetti. Il numero dei Comuni che accolgono migranti è passato dai 2.800 del dicembre 2016 ai 3.386 del dicembre 2017, con una crescita del 21% e un incremento della rete Sprar del 34%.

In Sicilia, per esempio, regione sulla quale grava il peso della gran parte degli sbarchi, nel 2017 sono state attivate 64 strutture in più rispetto all’anno precedente, dislocate nell’intera regione, per un totale di 159 centri rispetto ai 95 del 2016. In particolare, in provincia di Palermo, dove nel 2016 si registrava la presenza di solo due strutture, si rileva l’apertura di 32 nuovi centri temporanei. Analogamente, nelle province di Ragusa e Messina si assiste a un ampliamento della capacità ricettiva di, rispettivamente, 11 e 14 nuove strutture. Ad aumentare però sono anche i rimpatri volontari assistiti (Rva), finanziati con risorse sia europee sia nazionali. In tutto sono stati 869.

COME CAMBIANO LE NAZIONALITÀ DEI MIGRANTI

Nel 2017 si sono registrate anche significative variazioni in merito alle provenienze geografiche dei migranti sbarcati. In particolare, da un raffronto con l’anno precedente, nei porti di attracco, si rileva una netta diminuzione di migranti di nazionalità eritrea (-66%), somala (-61%) e nigeriana (-52%), e un parallelo aumento di arrivi dalla Siria (+96%), dal Bangladesh (+11%), dal Marocco (+32%) e dall’Algeria (+89%). Nel caso della Tunisia, il numero degli arrivi nel 2015 è quintuplicato rispetto al 2016: 6.151 rispetto a 1.207.

Ma quanti migranti sono presenti in Italia? Alla data del 31 dicembre 2017 nel sistema accoglienza nel suo complesso - strutture temporanee, hotspot, centri prima accoglienza e strutture Sprar - erano presenti 183.681 persone. Sempre lo scorso anno la rete di accoglienza era costituita da 15 strutture e da 9.132 strutture temporanee con un aumento, rispetto alle 7.572 del 2016, del 20,60%.

I NUMERI DEL SISTEMA SPRAR

Venendo al sistema Sprar si contano 652 progetti finanziati a 555 enti (alla data del 31.12.2016) per un totale di 26.012 posti. Nel corso dell’anno sono stati finanziati in totale 10.949 nuovi posti, di cui 7.642 relativi a 260 nuovi progetti presentati da 253 enti e 3.307 posti in ampliamento della capacità di accoglienza autorizzata agli enti già titolari di progetti. A fine 2017 i progetti Sprar finanziati avevano una disponibilità di 35.721 posti, di cui cui 31.679 riservati alla categoria “ordinari”, 3298 destinati ai minori stranieri non accompagnati, 744 a persone con disagio mentale disabilità, distribuiti, a livello regionale.

IL CAPITOLO SPESE

Nella relazione del Viminale non manca il capitolo spese «per l’attivazione, la locazione, la gestione dei centri di trattenimento e di accoglienza per stranieri irregolari. Spese per interventi a carattere assistenziale, anche al di fuori dei centri, spese per studi e progetti finalizzati all’ottimizzazione ed omogeneizzazione delle spese di gestione». Tale capitolo, destinato al finanziamento dei centri governativi e delle strutture temporanee, nel 2017 ha ricevuto un’assegnazione di bilancio pari a 1.611.848.668,94 euro. Questa somma è stata utilizzata, per l’importo di 115.075.967,97 euro per finanziare la gestione dei centri di accoglienza e per l’importo di 1.491.765.195,71 euro per finanziare la gestione delle strutture temporanee di accoglienza attivate dai prefetti in tutta Italia.

9 Dicembre Dic 2018 1700 09 dicembre 2018
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