Attentato A Strasburgo
Attentato a Strasburgo
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L'identikit del killer di Strasburgo schedato come radicalizzato

Cherif Chekatt, 29 anni, nato nella città francese, ha sparato al mercatino di Natale facendo morti e feriti. Fuggito dopo l'attentato, era nascosto in un capannone dove è stato ucciso dalla polizia il 13 dicembre.

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Ha gettato nel panico il centro di Strasburgo. Sparando al mercatino di Natale e provocando morti e feriti. Questo l'identikit dell'attentatore: Cherif Chekatt, 29 anni e un passaporto francese, è stato ucciso il 13 dicembre. Rra nascosto in un capannone e non è mai uscito dalla città. Era già stato in carcere per reati comuni (25 le condanne nel suo casellario giudiziario) e successivamente segnalato dalle autorità francesi come elemento radicalizzato islamico a rischio attentati. Chekatt era nato nel capoluogo alsaziano il 4 febbraio 1989. Giunto a Strasburgo da Parigi, il ministro dell'Interno Christophe Castaner è stato il primo a confermare che l'uomo era stato schedato con la lettera "S" dei fondamentalisti tenuti sotto controllo dagli 007 transalpini. Secondo quanto ha riferito Bfm-Tv, era sfuggito all'arresto la mattina dell'11 dicembre durante una perquisizione nella sua abitazione nel quartiere di Neudorf, presidiato dopo l'attentato dalle teste di cuoio. L'operazione era stata organizzata nell'ambito di un'inchiesta per omicidio.

VOLEVA «VENDICARE I FRATELLI MORTI IN SIRIA»

Secondo il quotidiano Le Parisien, che ha citato una testimonianza del conducente del taxi su cui il terrorista era fuggito dopo la mattanza in centro, Chekatt avrebbe detto di aver «ucciso per vendicare i fratelli morti» in Siria. Quindi ha lasciato libero il tassista solo dopo che questi si è professato «musulmano praticante» e rispettoso della «preghiera». Durante la perquisizione in casa sua, i gendarmi hanno trovato dei lacci in plastica (gli inquirenti hanno ipotizzato che potessero servire per rapine in casa), oltre che un'arma di calibro 22, munizioni, coltelli e la granata già citata nei giorni scorsi. Sul posto, nessuna traccia di affiliazione ad una organizzazione estremistica, come la bandiera nera dell'Isis. Sono stati sequestrati alcuni scritti in arabo, attualmente in corso di analisi, ha precisato Le Parisien, aggiungendo che il 'modus operandi' del killer non lascia dubbi sulla natura terrorista del suo gesto. Gli esami medici e la videosorveglianza mostrano che ha colpito volontariamente le sue vittime alla testa o alla nuca con un revolver di calibro 8 di vecchia fattura. Mentre sarebbero almeno quattro le persone pugnalate.

IL KILLER ERA ANCHE NELLA LISTA FSPRT DEI RADICALIZZATI A RISCHIO

Cherif Chekatt, oltre che essere segnalato nell'elenco denominato "S", cioè gli elementi che rappresentano un rischio per la sicurezza dello Stato, era anche nella lista Fsprt, lo Schedario segnalazioni per la prevenzione e la radicalizzazione a carattere terroristico. La schedatura tradizionale, quella "S", risale al 2015, quando il killer uscì di prigione, dopo una segnalazione del personale carcerario che parlava in un rapporto di segnali di radicalizzazione. Qualche mese dopo, nel gennaio 2016, fu inserito anche nel Fsprt, schedario informatico di importanza fondamentale per la lotta al terrorismo. Ne fanno parte circa 20 mila persone in Francia, metà delle quali sono attualmente sotto stretta sorveglianza. Al contrario della schedatura "S", che riguarda tutte le persone che possono minacciare lo Stato (ne fanno parte estremisti islamici ma anche militanti di estrema sinistra o tifosi hooligan), del Fsprt fanno parte soltanto individui radicalizzati.

GIÀ NOTO ALLA POLIZIA: FURTI, VIOLENZE E DROGA

Cherif era noto agli agenti anche per vicende legate a furti, violenze e traffico di droga. Nella sua abitazione gli inquirenti hanno rinvenuto delle granate e dell'esplosivo, ma al momento del blitz, di mattina, lui non c'era già più. E in molti Oltralpe sono concordi nel dire che quel mancato arresto lo abbia indotto a passare all'attacco, di sera, nella strage prenatalizia che ha sconvolto la Francia e l'Europa. Chi lo ha visto durante la sua folle spedizione di morte per le strade del centro ha descritto un fisico prestante, circa 1 metro e 80 di altezza, con i capelli neri. Cherif era coperto da un mantello scuro. Pare che abbia anche aperto il fuoco contro dei militari di Sentinelle, rimanendo ferito nello scontro a fuoco. Colpito a sua volta, secondo l'Obs, anche un militare coinvolto nella sparatoria.

NEL 2011 CONDANNATO PER AGGRESSIONE ARMATA

Secondo informazioni raccolte da Bfm-Tv, frequentava gli ambienti radicali di Strasburgo. Nouvelles d'Alsace ha precisato che nel 2011 venne condannato a due anni di carcere, di cui sei mesi senza condizionale, per aggressione armata. Sono, invece, complessivamente 20 , per Le Figaro, le condanne ricevute de Chekkat per reati minori. L'inchiesta si baserà anche sulle tante immagini catturate dai sistemi di videosorveglianza durante il massacro.

11 Dicembre Dic 2018 2356 11 dicembre 2018
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