Oliverio Calabria Indagato Corruzione
Cronaca
27 Dicembre Dic 2018 1626 27 dicembre 2018

Il governatore Oliverio è indagato per corruzione

Al presidente della Regione Calabria è stato notificato un avviso di garanzia nell'ambito dell'inchiesta "Lande Desolate". La sua posizione si aggrava, ma la difesa spera nella revoca dell'obbligo di dimora.

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La procura di Catanzaro ha emesso un avviso di garanzia a carico del presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, del Partito democratico, ipotizzando a suo carico l'accusa di corruzione. L'avviso rientra sempre nell'ambito dell'inchiesta "Lande desolate", che il 17 dicembre aveva già portato all'obbligo di dimora per Oliverio nel comune di San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza, con l'accusa di abuso d'ufficio.

L'indagine della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro riguarda, in particolare, gli appalti per la realizzazione della sciovia di Lorica, sulle montagne della Sila, e dell'aviosuperficie di Scalea, appalti affidati entrambi all'impresa di costruzioni Barbieri. Il titolare, Giorgio Ottavio Barbieri, è stato arrestato il 17 dicembre e secondo gli inquirenti sarebbe vicino alla famiglia di 'ndrangheta Muto di Cetraro. Agli arresti domiciliari è finito il dirigente della Regione Calabria Luigi Zinno, mentre un'altra dirigente regionale, Paola Rizzo, è stata sospesa dall'incarico.

Secondo l'accusa, sebbene fosse al corrente della situazione finanziaria deteriorata dell'impresa Barbieri, Oliverio sarebbe comunque intervenuto in suo favore garantendo come ha scritto il Gip «l’indebita percezione di capitale pubblico a fronte di opere ineseguite o comunque non funzionali», con un finanziamento aggiuntivo di 4,2 milioni di euro deliberato a maggio del 2016 per la sciovia di Lorica. In cambio il governatore avrebbe chiesto a Barbieri di rallentare i lavori in piazza Belotti a Cosenza, dove governava la giunta di centrodestra presieduta dal sindaco Mario Occhiuto.

DIFESA FIDUCIOSA NEL RICORSO AL TRIBUNALE DEL RIESAME

Intanto l'avvocato di Oliverio, Enzo Belvedere, ha detto di essere fiducioso nel ricorso presentato al Tribunale del Riesame per ottenere la revoca dell'obbligo di dimora: «Abbiamo fornito tutti gli elementi a discarico rispetto ad accuse che riteniamo infondatissime. La procura era rappresentata da tre pm che si sono divisi il compito di replicare alla difesa, ma lo hanno fatto malamente perché gli indizi a carico del nostro assistito sono davvero effimeri, se ve ne sono. Siamo fiduciosi che il nostro ricorso sarà accolto». La decisione dei giudici sull'istanza presentata dall'avvocato Belvedere è attesa entro sabato 29 dicembre.

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