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Trieste, riportate al clochard le coperte gettate da Polidori

Gesto di solidarietà dei triestini dopo l'azione del vicesindaco leghista. «In caso di mancato ritiro non gettare nulla, grazie», si legge su un cartone. E il Codacons chiede le dimissioni del politico.

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Dopo che il vicesindaco leghista Paolo Polidori aveva orgoglisamente rivendicato di aver gettato in un cassonetto gli abiti e le coperte di un senzatetto in favore del decoro urbano di Trieste, molti cittadini hanno riportato quei piumoni e quegli indumenti al loro posto. «Caro amico, speriamo che questa notte tu soffra meno il freddo. Ti chiediamo scusa a nome dell'intera città», si legge su un cartone posto sopra il cumulo di vestiario. Una risposta di straordinaria solidarietà contro quel gesto di Polidori apparso, anche a parte dell'elettorato leghista, decisamente assurdo oltre che fuori luogo.

«In caso di mancato ritiro non gettare nulla, provvederemo al recupero entro domani, grazie», si legge ancora sul cartone in un post scriptum che si riferisce proprio al gesto di Polidori. «Non è la nostra Trieste, e non è questione di visione politica ma di civiltà. Non penso che sia esagerato dire che siamo davanti alla banalità del male», ha scritto Diego D'Amelio, il giornalista de Il Piccolo che su Twitter ha diffuso le foto.

LA DIFESA DI POLIDORI

Intanto il vicesindaco leghista continua a sostenere di essere sconcertato per il polverone suscitato dal suo gesto oltre che per le parole a corredo utilizzate sui social. «A Trieste nessuno resta senza tetto sulla testa, non c'è mancanza di solidarietà, mi ero mosso in prima persona per lui: lo cercherò, voglio parlargli. Nel post non c'è riferimento a persone, sul clochard c'era un provvedimento di allontanamento e ho presunto che fosse andato via», ha detto Paolo Polidori in un'intervista a Radio Capital provando a gettare acqua sul fuoco della polemica. E quando gli hanno chiesto se riscriverebbe ancora quel post il politico ha risposto: «Non così. È brutto sentirsi dare del razzista. Non lo sono».

IL CODACONS CHIEDE LE DIMISSIONI DEL VICESINDACO

Il vicesindaco leghista di Trieste, Paolo Polidori, deve essere rimosso mediante decreto del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia «per avere violato i principi fondanti della Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo». A chiederlo è il Codacons che in una nota chiama in causa il governatore Massimiliano Fedriga per sanzionare in modo esemplare il gesto compiuto dal numero due del Comune del capoluogo giuliano. «L'art. 40, della legge nr. 142/90 prevede che sindaci e i componenti delle giunte comunali possano essere rimossi quando compiono atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico. Nel caso del vicesindaco di Trieste - il quale senza provare alcuna vergogna è giunto a vantarsi di aver compiuto un gesto tanto squallido - compete al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia emettere il decreto di rimozione, su conforme deliberazione della Giunta regionale, quando l'amministratore abbia compiuto "atti contrari alla Costituzione" ovvero gravi "violazioni di legge"», scrive ancora il Codacons.

6 Gennaio Gen 2019 1122 06 gennaio 2019
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