Arresto Estradizione Cesare Battisti
La cattura di Cesare Battisti
Cesare Battisti Pietro Forno Estradizione

L'ex giudice Pietro Forno sull'estradizione di Cesare Battisti

Parla l'ex magistrato che indagò sui Pac: «Il mito del latitante? Una versione moderna dell'Ebreo errante». E sulla pena ricorda: «Solo i giudici possono stabilire se sconterà l'ergastolo».

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Lex giudice istruttore Pietro Forno, che a Milano si occupò dei processi per gli omicidi commessi dai Proletari armati per il comunismo, nella cattura di Cesare Battisti non ci sperava più: «La procura generale e le forze di polizia sono state davvero brave. E bisogna ringraziare anche le autorità della Bolivia, un Paese che teoricamente avrebbe potuto favorire la latitanza e invece non lo ha fatto». Ma adesso che Battisti è stato riportato in Italia, quale sarà il suo destino carcerario? Sconterà davvero la pena dell'ergastolo, come promesso dai ministri Matteo Salvini e Alfonso Bonafede?

L'ex giudice istruttore Pietro Forno.

DOMANDA. Quante possibilità ci sono che Battisti sconti davvero l'ergastolo?
RISPOSTA. Toccherà al giudice dell'esecuzione stabilire il regime carcerario da applicare nel suo caso.

Non incide il fatto che l'ordinamento del Brasile consideri l'ergastolo incostituzionale?
Italia e Brasile hanno siglato un accordo in questo senso nel 2017, ma c'è un elemento tecnico che va verificato.

Quale?
Battisti è stato estradato dal Brasile via Bolivia, o direttamente dalla Bolivia? In quali termini è stato fatto salire sull'aereo che lo ha riportato in Italia? Soltanto gli atti dei magistrati che hanno gestito l'operazione possono fare chiarezza su questo punto.

Eppure i ministri Salvini e Bonafede hanno già "promesso" che Battisti sconterà l'ergastolo...
Se i ministri hanno elementi per fare dichiarazioni di questo tipo, devono documentarli. In ogni caso, considerando che Battisti ha 64 anni, se anche finisse per scontare "solo" 30 anni varrebbe per lui ciò che disse Giulio Andreotti quando venne condannato in appello a 24 anni per l'omicidio di Mino Pecorelli.

Cosa disse Andreotti?
«Ventiquattro anni sono tanti, lo prendo come un augurio di lunga vita». All'epoca Andreotti aveva 83 anni. Poi venne assolto in via definitiva dalla Cassazione.

E se per Battisti dovessero subentrare problemi di salute?
Le leggi sul regime carcerario valgono per tutti i detenuti, Battisti compreso. Ci sarà sempre un giudice chiamato a valutare la situazione e la compatibilità delle sue condizioni con la detenzione in carcere.

Lei è il giudice che negli Anni di Piombo indagò sui Proletari armati per il comunismo. Ha mai interrogato Battisti?
No, non l'ho mai interrogato. Era evaso dal carcere di Frosinone dove si trovava per una serie di rapine. Fu arrestato in un covo dei Pac, ma non facemmo in tempo a sentirlo perché scappò di nuovo.

E adesso non vorrebbe incontrarlo?
Assolutamente no. Sia perché ormai sono in pensione, sia perché, se anche fossi ancora in servizio come pubblico ministero, sulla sua vicenda non ci sarebbe più nulla da chiarire. Le sue condanne sono definitive. Certo, se Battisti chiedesse di essere ascoltato dalla procura competente...

Cosa potrebbe rivelare?
Credo che di cose da raccontare ne avrebbe parecchie, sia sui Pac, sia sul terrorismo italiano più in generale. E soprattutto sulle coperture di cui ha goduto in questi anni. Ma anche in questo caso occorrerebbe verificare se i reati di favoreggiamento sono stati commessi in Italia oppure all'estero. Andrebbe valutata la loro perseguibilità.

Sono state queste coperture a fare di Battisti un simbolo, per certi ambienti addirittura un oggetto di culto?
Battisti è una persona che ha commesso più di un omicidio, ma finora era sempre riuscito a sfuggire alla giustizia. La sua storia è una fuga continua, da un Paese all'altro, da un continente all'altro. Una versione moderna dell'Ebreo errante, che secondo la leggenda popolare sarebbe stato maledetto da Gesù e costretto a vagabondare per sempre sulla terra, senza riposo e senza poter morire, fino alla fine dei tempi.

Non crede che abbiano avuto un peso anche i libri che ha scritto? C'è chi sostiene che attraverso i suoi romanzi Battisti abbia contribuito più di molti altri a rielaborare la storia degli Anni di Piombo...
Non ho mai letto i libri scritti da Battisti. Quello che posso dire è che quando lo arrestammo il suo livello culturale era bassissimo. I suoi libri andrebbero analizzati, per capire se è tutta farina del suo sacco oppure no. E poi: ha mai chiesto perdono per i delitti che ha commesso? Quale è stata davvero la sua presa di coscienza?

A chi ancora pensa che Battisti sia un perseguitato, cosa si sente di dire?
I suoi amici, a partire da Fred Vargas, ne hanno sempre sostenuto l'innocenza, nonostante le sentenze che dimostrano il contrario. A loro vorrei ricordare che contro di me e contro il giudice Giuliano Turone venne scritto un libro, Processo all'istruttoria, in cui fummo accusati di aver incastrato i Pac falsificando le prove. In quegli anni dire cose del genere poteva significare una condanna a morte.

14 Gennaio Gen 2019 1600 14 gennaio 2019
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