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Beppe Signori si riprende dopo una embolia polmonare

L'ex attaccante della Nazionale è stato ricoverato cinque giorni all'ospedale Sant'Orsola di Bologna. E ringrazia i medici via Facebook. 

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Beppe Signori, vice campione del mondo ed ex attaccante di Foggia, Lazio e Bologna è stato ricoverato per cinque giorni nel reparto di terapia intensiva cardiologica dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna, a causa di una embolia polmonare. Lo riporta il Resto del Carlino. «Era affaticato, faceva fatica a respirare e aveva dolore al torace», ha spiegato al quotidiano il professor Mario Lima, direttore della Chirurgia pediatrica, il primo medico a cui si è rivolto Signori. «Dalla Tac ho visto i segni di un’embolia polmonare e così l’ho inviato subito al professor Nava. Una patologia causata dallo stress? Direi che le persone al centro di vicissitudini giudiziarie, e che non sono abituate a queste vicende, ne possono risentire più di altre». Sulla sua pagina Facebook, il 23 gennaio 2019, l'ex attaccante della Nazionale aveva scritto: «Il mio cuore e io ringraziamo gli amici Mario Lima, Gianni Marmi e Giovanni Sisca, prof. Stefano Nava, prof. Mario Lima e prof. Claudio Rapezzi, dott. ssa Filomena Carfagnini, dott. Stefano Pancaldi e tutto lo staff dell'Utic del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi Bologna. Grazie».

Il mio cuore ed io ringraziamo gli amici Mario Lima, Gianni Marmi e Giovanni Sisca, Prof. Stefano Nava e Prof. Claudio...

Geplaatst door Beppe Signori op Woensdag 23 januari 2019

«Ora», ha raccontato Signori al quotidiano emiliano, va «molto meglio, grazie. Mi ritengo fortunato per come è andata e perché mi sono trovato al Sant'Orsola, dove tutti sono stati eccezionali, mostrando grande professionalità. Mi sentivo la tachicardia e poi ero affaticato, non stavo bene: da sportivo ho capito che c'era qualcosa che non andava, soprattutto perché non ho mai avuto problemi. Così mi sono rivolto al professor Lima, che è un mio amico». Quindi, ha aggiunto: «Il professor Lima mi ha fatto fare i primi esami, ha capito che non c'era tempo da perdere e, a sua volta, mi ha indirizzato al professor Nava. Negli ambulatori della Pneumologia si è compreso che avevo un'embolia polmonare, il cuore faceva 160 battiti al minuto, quando uno sportivo è attorno ai 50. Insomma, ero a rischio di infarto. E dalla visita sono finito direttamente nella terapia intensiva cardiologica, dove sono rimasto cinque giorni». Il malore, ha spiegato l'ex calciatore, «è stato un fulmine a ciel sereno e anche in famiglia si sono preoccupati. Ma il peggio è passato, anche se farò altri controlli ed esami. Comunque sono stato assistito benissimo e per questo quando sono tornato a casa ho voluto ringraziare tutti con il post».

25 Gennaio Gen 2019 1408 25 gennaio 2019
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