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Le cose da sapere sul nuovo scontro intorno alla Sea Watch

Oltre all'Italia, Germania, Francia, Portogallo, Romania, Malta e Lussemburgo sono disponibili alla redistribuzione dei profughi. Conte: «Entro poche ore al via le operazioni».

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Pronti all'imminente sbarco. La Sea Watch si sta dirigendo verso il porto di Catania, dove ci sono centri in grado di accogliere i minori, mentre i maggiorenni saranno immediatamente trasferiti all'hotspot di Messina, secondo quanto fatto sapere dal Viminale. A confermare che il caso era vicino alla soluzione era stato il premier italiano Giuseppe Conte: «Fra qualche ora inizieranno le operazioni», ha detto poco dopo mezzogiorno a margine del suo incontro con il sindaco di Milano Giuseppe Sala: «Si è aggiunto anche il Lussemburgo e lo ringrazio. Siamo con l'Italia sette Paesi». Gli altri sono Francia, Germania, Portogallo, Romania e Malta. «Missione compiuta! Ancora una volta, grazie all'impegno del governo italiano e alla determinazione del Viminale, l'Europa è stata costretta a intervenire e ad assumersi delle responsabilità», ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini auspicando che, «in base alla documentazione racconta, venga aperta un'indagine per fare chiarezza sul comportamento della Ong». L'obiettivo del ministro dell'Interno è quello di sequestrare la nave all'arrivo.

Intanto la vicenda è arrivata alla Corte europea del diritti dell'uomo, dopo che il comandante della nave ha chiesto un intervento urgente per uscire dallo stallo. I giudici di Strasburgo si sono espressi rapidamente, chiedendo all'Italia di «prendere il prima possibile tutte le misure necessarie per assicurare ai ricorrenti cure mediche adeguate, cibo e acqua», e per garantire ai minori non accompagnati anche una «tutela legale». Non è stata accolta, invece, la richiesta di ordinare all'Italia lo sbarco dei migranti. Roma, da parte sua, ha depositato una memoria difensiva ritenendo che il caso riguardi i Paesi Bassi, poiché la Sea Watch batte bandiera olandese. Il governo si rende disponibile, una volta riconosciuta la giurisdizione olandese, a offrire «un corridoio umanitario al fine di consentire un trasferimento dei migranti verso l'Olanda». Dal vertice tra Conte, Luigi Di Maio e Matteo Salvini nella notte tra il 29 e il 30 gennaio il governo italiano ha spiegato di aspettare la formalizzazione dell'accordo con gli altri Paesi Ue: poi la situazione si può sbloccare.

LA DENUNCIA DI SEA WATCH

La Sea Watch, nel suo ricorso, aveva sostenuto che «com'è noto, un'operazione di soccorso in mare, secondo il diritto internazionale, si dichiara conclusa solo con lo sbarco in un porto sicuro, che deve essere garantito nel più breve tempo possibile. Ciò non può essere subordinato ad alcuna negoziazione tra Stati in merito a una eventuale redistribuzione delle persone soccorse, o per qualunque altro motivo. Un porto si considera sicuro anche in base al reale trattamento che le persone subirebbero una volta sbarcate: per questa ragione la Libia non è riconosciuta dalle Nazioni unite e dall'Unione europea come un porto sicuro di sbarco». La Ong chiedeva quindi alla Corte di valutare «la condotta del governo italiano e delle amministrazioni coinvolte in questa vicenda, nei termini in cui prefigura una gravissima violazione dei diritti fondamentali delle persone soccorse e in particolare del loro diritto a non subire trattamenti inumani e degradanti (art. 3 della Convenzione). Impedire alle persone di scendere dalla nave costituisce anche una forma di illegittima e informale detenzione di fatto, in chiara violazione di quanto stabilito dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione Europea per i Diritti dell'Uomo sull'inviolabilità della libertà personale».

I TRE PRINCIPI DI MACRON

Anche l'Olanda e la Germania hanno preso posizione sul caso. Un portavoce del ministero dell'Interno tedesco ha dichiarato che Berlino è disponibile all'accoglienza: «Il governo tedesco si è già dichiarato pronto con la Commissione europa addetta al coordinamento a un contributo solidale insieme ad altri Stati membri». L'Olanda, invece, si è limitata a ribadire che «non è obbligata» a prendere in carico i migranti. Il ministero delle Migrazioni dei Paesi Bassi ha ricordato di aver «preso atto della richiesta dell'Italia di registrare i migranti, richiesta fornita tramite i canali diplomatici appropriati», ma che «spetta al capitano di Sea Watch trovare un porto sicuro per lo sbarco». Mentre la Francia, con il presidente Emmanuel Macron, ha detto che «bisogna applicare tre principi: il principio dello sbarco nel porto più vicino, cioè l'Italia; il principio della distribuzione dell'onere, cui la Francia non intende sottrarsi; e infine il diritto, ovvero dobbiamo fare in modo che le Ong rispettino le regole». Il premier italiano Giuseppe Conte ha quindi ringraziato i «Paesi amici che hanno dato disponibilità nella prospettiva di una redistribuzione dei migranti», ossia Germania, Francia, Portogallo, Romania, Malta e Lussemburgo. Anche se il caso Sea Watch «evidentemente denuncia l'incapacità di gestire con meccanismi condivisi europei questo fenomeno». Il Pd, da parte sua, ha presentato un esposto alla procura di Siracusa contro il governo, denunciando la gestione dell'intera vicenda da parte del Viminale.

ORFINI E MARTINA A BORDO DELLA NAVE

Il blitz dei politici che hanno raggiunto la nave e sono rimasti a bordo per oltre sei ore, raccogliendo testimonianze e informazioni, ha dato il via a una staffetta che ha rapidamente mobilitato tutta l'opposizione. La capitaneria di porto di Siracusa, tuttavia, con un'ordinanza emessa la sera del 27 gennaio, ha di fatto isolato la Sea Watch vietando la navigazione, l'ancoraggio e la sosta di qualunque imbarcazione nel raggio di mezzo miglio dalla nave. Il provvedimento di fatto mira a bloccare qualsiasi ulteriore visita a bordo di persone non espressamente autorizzate, impedendo la staffetta annunciata degli onorevoli del Pd.

SALVINI: «SONO LORO A NON RISPETTARE LA LEGGE»

I primi a salire a bordo sono stati il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e i deputati Riccardo Magi di +Europa e Stefania Prestigiacomo di Forza Italia: era stata lei, in possesso di patente nautica, a mettersi alla guida di un gommone; a bordo, gli altri due esponenti politici, il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, un legale e un medico. Insieme avevano raggiunto la nave della Ong ed erano saliti sull'imbarcazione. Pronta la reazione del ministro dell'Interno, Matteo Salvini: «Non rispettano le leggi e favoriscono l'immigrazione clandestina». Illegale è «impedire un'ispezione», avevano risposto loro, affermando che questo genere di attività è «prerogativa costituzionale dei parlamentari». Il capo del Viminale ha anche risposto ai dem: «Al Pd, il cui coordinatore siciliano vuole portarmi in tribunale, rispondiamo col sorriso: a sinistra non hanno niente di meglio da fare che affittare gommoni per solidarizzare con i clandestini e denunciare il ministro dell'Interno. Io non mollo», ha aggiunto.

LA PROCURA NON INDAGA SUL BLITZ

Il procuratore Fabio Scavone, tuttavia, ha spiegato che sull'iniziativa dei parlamentari non sarà aperto alcun fascicolo, perché prima occorre verificare l'effettiva presenza di un'ordinanza di divieto, emessa solo successivamente dalla Capitaneria di porto di Siracusa. Quanto ai presunti problemi sanitari a bordo della Sea Watch, il procuratore ha aggiunto: «Un accertamento sanitario in parte è già stato fatto. Un medico della sanità marittima è salito a bordo. La situazione quindi è monitorata e lo sarà giorno per giorno. Al momento non ci sono stati segnalati passeggeri che hanno necessità di ricovero. È tutavia intuitivo che 47 persone a bordo di una nave possono comportare, prima o poi, emergenze igienico-sanitarie».

RICORSO DEL GARANTE PER L'INFANZIA AL TRIBUNALE DEI MINORI

Parallelamente il Garante per l'infanzia del Comune di Siracusa, Carla Trombino, ha presentato al Tribunale dei minorenni di Catania un ricorso d'urgenza per lo sbarco e l'assegnazione a un centro specializzato dei 13 minorenni a bordo della Sea Watch. La richiesta è stata depositata dall'avvocato Rosa Emanuela Lo Faro ed è motivata con «i maltrattamenti e le torture» che i minorenni hanno subito in Libia. Il legale ha chiesto anche l'intervento dell'autorità marittima per dichiarare l'emergenza medica per i minori.

PER LA PROCURA ALCUNI MINORI HANNO UN'ETÀ DUBBIA

Una risposta, indiretta, a Trombino è arrivata dai pm: «La procura per i minorenni di Catania ha agito per la parte di sua competenza compulsando procura generale, ministero degli interni, ministero dei trasporti. Alcuni minorenni tra l'altro hanno un'età dubbia», ha spiegato Scavone. «Non hanno nessun documento con sé», ha aggiunto, «e quindi è riportato soltanto l'anno di nascita senza neanche giorno e mese». Quindi, ha aggiunto, «è un profilo da verificare anche questo. Sostanzialmente c'è solo un minorenne che dichiara di avere 15 anni, per il resto tutta la fascia dei diciassettenni, molti nati il 1 gennaio del 2002». «Sono di diverse nazionalità», ha concluso Scavone, «il quindicenne sudanese, poi del Gambia, del Senegal. Ma sono tutti identificati sulla base delle loro dichiarazioni».

  • La posizione della Sea Watch (Fonte: Vesselfinder)

SEGNI DI ABUSI E TORTURE

Alcuni migranti, in ogni caso, hanno mostrato ai parlamentari saliti a bordo segni di abusi e torture subite in Libia. «La loro situazione è penosa», ha detto lo psichiatra Gaetano Sgarlata, «ho avuto colloqui con 10 persone, tra cui tre minori. C'è una persona che ha perso un occhio, gente con tagli e dita delle mani deformate per i colpi ricevuti». Un quadro che emerge anche dalle parole dei parlamentari. Su ordine della prefettura, una motovedetta della Guardia costiera è partita da Siracusa con indumenti e viveri da portare a bordo. «Se fosse mia responsabilità, li farei senza dubbio sbarcare», ha dichiarato il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che appellandosi al «senso di realismo» ha fatto notare che «47 nuovi immigrati che si aggiungono ai più di 600 mila già sul territorio non cambiano nulla». Poi si è fatto sentire anche il Pd e il capogruppo alla Camera Graziano Delrio, oltre a chiedere una Commissione di inchiesta, ha annunciato che i deputati dem «parteciperanno alla staffetta democratica per garantire una costante presenza sulla Sea Watch. Saremo a bordo finché ai migranti non sarà permesso lo sbarco». Anche la Chiesa è tornata in campo: «Vorremmo accogliere questi migranti, la Cei e l'associazione Giovanni XXIII lo hanno detto esplicitamente. Ma non c'è la possibilità di farlo», ha sottolineato il cardinal Gianfranco Ravasi.

DI BATTISTA SCUOTE IL M5S

Da registrare anche la posizione di Alessandro Di Battista, che ha scosso il M5s a Domenica Live su Canale 5: «I migranti dovrebbero sbarcare, tanto prima o poi sbarcheranno. Poi dovrebbero essere accuditi e fatti partire con un aereo di linea verso Amsterdam». Mentre per quanto riguarda il caso Diciotti, Di Battista è stato netto: «Salvini rinunci all'immunità e poi si vede, fermo restando che quell'azione è stata di tutto il governo. Io credo che un sacco di persone che vogliono contrastare politicamente Salvini gli stiano facendo un favore».

Aggiornato il 31 gennaio 2019 27 Gennaio Gen 2019 0800 27 gennaio 2019
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