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Aggiornato il 01 febbraio 2019 31 Gennaio Gen 2019 0842 31 gennaio 2019

Cosa sappiamo dello sbarco della Sea Watch a Catania

La nave dell'Ong è arrivata nel porto etneo. Ma è bloccata perché la Guardia costiera ha rilevato una serie di irregolarità. Sette Paesi disponibili alla redistribuzione dei 47 migranti. 

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La Guardia costiera di Catania ha rilevato una serie di irregolarità sulla Sea Watch, la nave che il 31 gennaio ha sbarcato nel porto etneo 47 migranti. Le irregolarità riguardano sia la sicurezza della navigazione, sia il rispetto della normativa in materia di tutela dell'ambiente marino. Fino a quando questi problemi non saranno risolti, la Guardia costiera ha fatto sapere che la nave non potrà lasciare il porto di Catania. Già al termine delle operazioni di sbarco a bordo della Sea Watch erano saliti agenti di polizia, della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto per l'avvio delle indagini disposte dalla procura di Catania.

LA SEA WATCH: «È FINITO IL CALVARIO»

Lo sbarco dei 47 migranti era stato accompagnato dagli applausi dei componenti l'equipaggio della Sea Watch: «Siamo contenti che il calvario sia finito per i nostri ospiti. Auguriamo loro il meglio. Speriamo che l'Europa possa accoglierli e permettergli di vivere come meritano». I 15 minorenni non accompagnati sono destinati a un'unica struttura che aderisce al Fondo asilo migrazione e integrazione del ministero dell'Interno. Il Tribunale per i minorenni di Catania ha nominato i tutori per ciascun ragazzo e la presidente Maria Francesca Pricoco ha rivelato: «Sono arrivate da tutta Italia domande di persone disponibili, ma le nomine sono state già fatte e sono esecutive».

SALVINI METTE LA ONG NEL MIRINO

I migranti maggiorenni, al contrario, saranno immediatamente trasferiti all'hotspot di Messina, secondo quanto fatto sapere dal Viminale. Era stato il premier Giuseppe Conte ad annunciare in mattinata l'avvio delle «operazioni di sbarco», grazie alla disponibilità a farsi carico dei 47 migranti offerta da Germania, Francia, Portogallo, Romania, Malta, Lituania e Lussemburgo. Con l'Italia, che partecipa alla distribuzione, si tratta di sole sei persone per ogni Paese. «Missione compiuta! Ancora una volta, grazie all'impegno del governo italiano e alla determinazione del Viminale, l'Europa è stata costretta a intervenire e ad assumersi delle responsabilità», aveva commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini, auspicando che «in base alla documentazione raccolta venga aperta un'indagine per fare chiarezza sul comportamento della Ong». Il ministro, ospite di Porta a Porta, aveva aggiunto: «Non mi sostituisco ai giudici, ma mi risulta che ci siano più elementi di irregolarità nel caso Sea Watch. Col mare in tempesta invece di andare in Tunisia sono venuti in Italia. Quanto meno strano». Mentre per quanto riguarda la vicenda Diciotti, il titolare del Viminale aveva mandato un messaggio al M5s: «Ognuno voti secondo coscienza, mi sorprende che con le tante cose che ci sono da fare in Sicilia si lavori su un atto politico che rifarei. Chi ha letto le carte sa cosa è successo, è stato un atto politico. Lascio ai senatori M5s la loro scelta, ma penso che voteranno di conseguenza, avranno le idee chiare».

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