Sgombero Cara Mineo Chiusura

È iniziato lo sgombero del Cara di Mineo

I primi due autobus sono arrivati nel centro siciliano. Il primo ha trasferito 25 ospiti a Trapani, un altro ne ha portati 15 a Siracusa e 10 a Ragusa. Il Sindaco: «Lo Stato non ci lasci le macerie».

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È iniziato il lungo ricollocamento del Cara di Mineo. Nella mattinata del 7 febbraio sono arrivati i primi autobus per trasferire i migranti. Il primo ha trasferito 25 persone nel Centro di assistenza straordinaria di Trapani, mentre un secondo mezzo porterà via altri 25 ospiti, 15 in un Csa di Siracusa e 10 in uno di Ragusa. Secondo quanto riferito le operazioni si sono svolte senza problemi e fuori dal Cara non è stata registrata alcuna protesta.

GLI ALTRI TRASFERIMENTI DOPO IL 17 FEBBRAIO

I migranti partiti il 7 sono tutti uomini non sposati da anni ospiti della struttura, dove sono presenti poco meno di 1.200 ospiti. I prossimi trasferimenti previsti sono altri 50 il 17 febbraio e altri 50 dieci giorni dopo. Il ministro Salvini ha annunciato la chiusura del Cara entro la fine dell'anno.

IL SINDACO DI MINEO: «STATO NON CI LASCI LE MACERIE»

Il sindaco di Mineo, Giuseppe Mistretta, davanti al Cara si è appellato al governo e a Salvini: «Io sono sempre stato contrario al Cara, sono d'accordo per la sua chiusura, ma lo Stato non può lasciare qui le macerie che ha creato». «Noi siamo martiri», ha aggiunto il primo cittadino, «e mi meraviglio che adesso si intesti la battaglia per la chiusura del Cara chi è stato il carnefice del territorio. Chiedo al ministro Salvini di incontrarmi per tutelare il territorio sia economicamente sia sul fronte della sicurezza. Non vogliamo soldi, ma è dal 2014 che chiediamo l'istituzione della Zona Franca per la fiscalità di vantaggio per il territorio».

IL DIRETTORE DEL CENTRO: DARE RISPOSTE AGLI ITALIANI

Il direttore del Cara, Francesco Magnano, ha sposato in parte la linea del Viminale e soprattutto di Matteo Salvini: «Nel nostro Paese ci sono 600 mila migranti senza permesso, persone che hanno perso non soltanto il diritto all'accoglienza, ma hanno perso lo status. Sono degli zombie che vivono nel nostro paese...», ha spiegato. «Io sono cattolico», ha voluto precisare, «e Papa Francesco sostiene che tutta l'Africa possa entrare in Europa. Per quanto possa apparire disumano dire chiudere tutti i porti prima dobbiamo dare risposte al popolo italiano per la presenza di questi 600 mila dannati della terra che vivono nelle nostre campagne e nelle nostre città...». «È inammissibile», ha continuato Magnano, «continuare a fare arrivare flussi migratori dalla Libia e dall'area Sub-Sahariana. A queste 600 mila persone, il cui costo per il rimpatrio costerebbe quanto una finanziaria, dobbiamo dare risposte nel più breve tempo possibile alla tensione sociale che si è venuta a creare».

7 Febbraio Feb 2019 1155 07 febbraio 2019
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