Foibe Giorno Del Ricordo 2019 Basovizza

Oltre 3 mila persone hanno ricordato le Foibe a Basovizza

In occasione della giornata del Ricordo si è tenuta la cerimonia nel comune triestino. Presenti anche Salvini e Tajani. Il  ministro: «Chi nega uccide due volte».

  • ...

«Non esistono martiri di serie A e martiri di serie B» e «i bimbi delle foibe e quelli di Auschwitz sono uguali». Come le migliaia di istriani, fiumani e dalmati cacciati dalle loro case tra l'8 settembre del 1943 e il 10 febbraio del 1947 «perché italiani»: tutte «vittime» per troppo tempo «dimenticate». È stato un messaggio chiaro e di forte condanna contro «ogni negazionismo» quello lanciato dal vicepremier Matteo Salvini e dal presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, che il 10 febbraio a Basovizza (Trieste), hanno preso parte alla cerimonia solenne per ricordare la tragedia delle Foibe.

I RINGRAZZIAMENTI DI MATTARELLA A NAPOLITANO

Parole per la giornata del Ricordo, istituita con legge dopo un lungo e travagliato percorso nel 2004, che ricalcano quanto sottolineato il 9 dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia al Quirinale. Una pagina di storia, aveva definito le Foibe il capo dello Stato, che è una «tragedia nazionale, per troppo tempo accantonata» e che non può essere soggetta ad alcuna forma di «riduzionismi o negazionismi». Per questo Mattarella ha chiamato l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che «ha fatto tanto per restituire alla memoria nazionale quei tragici eventi».

SALVINI: «CHI NEGA COMPLICE DUE VOLTE»

Sulla stessa linea del capo dello Stato anche la presidente del Senato Elisabetta Casellati, per la quale «la verità storica non può essere nascosta, è più forte di qualsiasi ideologia, di qualsiasi negazionismo». Non dimenticare «tragedie come queste», ha ricordato, «è un imperativo per ogni democrazia che si rispetti». E mentre Milano entro l'anno avrà un monumento in memoria delle vittime delle Foibe, come ha annunciato il sindaco Giuseppe Sala, da Trieste anche Salvini e Tajani condannano duramente ogni forma di negazionismo. «Chi nega, uccide due volte», ha detto il vicepremier, mentre il presidente dell'Europarlamento ha sottolineato: «chi nega è complice di quello che è accaduto».

3 MILA PERSONE ALLA CERIMONIA

Molti gli esponenti politici che da tutta Italia hanno fatto sentire la loro vicinanza, anche via social - dal presidente della Camera, Roberto Fico, al ministro della Difesa, Elisabetta Trenta - in questa importante giornata. Diversi i parlamentari presenti invece a Basovizza: dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Vincenzo Zoccano al vicepresidente della Camera, Ettore Rosato, dalla presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, alle esponenti dem, Debora Serracchiani e Tatjana Rojc. Ma anche circa 3 mila persone che hanno preso parte alla cerimonia e tantissimi giovani, tra cui i 400 studenti degli istituti superiori provenienti da varie città d'Italia. Ed è a loro che è rivolta la promessa del vicepremier Salvini: «farò tutto quello che sarà in mio potere da vicepresidente del Consiglio perché su tutti i banchi di tutte le scuole italiane la storia non si fermi, perché non ci siano stragi dimenticate». Dopo la cerimonia Salvini si è spostato all'ex campo profughi di Padriciano (Trieste) che ospitò centinaia di esuli istriani, e che ogni anno riceve circa 7-8 mila studenti. «Ai giovani il dovere di continuare a rendere onore ai nostri martiri», ha detto via Twitter il presidente del Parlamento Ue, Tajani. «Bello vedere tanti giovani a Basovizza per il Giorno del Ricordo».

10 Febbraio Feb 2019 2131 10 febbraio 2019
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso