Codanne Processo Appello Ustica Strage
Cronaca
12 Febbraio Feb 2019 1630 12 febbraio 2019

Sul caso Ustica ministeri condannati anche in Appello

Rimangono accertate le responsabilità dei dicasteri di Difesa e Trasporti. Il Dc9 fu abbattuto da un missile nel 1980. Familiari da risarcire. E secondo la Corte ci furono depistaggi.

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Sulla strage di Ustica ministeri condannati anche in secondo grado. La Prima sezione civile della Corte di appello di Palermo, presieduta da Antonio Novara, ha rigettato gli appelli promossi dai dicasteri della Difesa e dei Trasporti contro la sentenza emessa dal tribunale civile del capoluogo siciliano nel gennaio 2016 che li aveva condannati a risarcire 12 milioni di euro circa a una parte dei familiari delle vittime dell'incidente del 27 giugno 1980 che provocò 81 morti. Secondo la Corte d'Appello di Palermo l'aereo precipitò nel Tirreno per colpa di un missile. La Corte ha dichiarato la prescrizione al risarcimento da "depistaggio" per intervenuto decorso del termine quinquennale.

ESCLUSE LE IPOTESI ALTERNATIVE: BOMBA E CEDIMENTO STRUTTURALE

I due ministeri non hanno garantito la sicurezza del volo Itavia quella notte, mentre andava da Bologna a Palermo. È da escludersi, ancora una volta e in conformità con altre quattro sentenze emesse nel 2017, l'ipotesi alternativa della bomba a bordo o del cedimento strutturale. Il risarcimento da fatto illecito interessa sette familiari: altri 68 lo avevano ottenuto nel 2017.

IL LEGALE DELLE VITTIME: «GIUSTIZIA E VERITÀ»

L'avvocato Daniele Ostano, legale dei familiari delle vittime della strage, ha commentato: «Questa sentenza si aggiunge alle numerose altre che, in sede civile, hanno già restituito giustizia ai parenti e verità dei fatti. Questa sentenza, tra l'altro, ha voluto ulteriormente precisare che non vi è mai stato alcun conflitto tra i giudicati penali e quelli civili».

Ancora a oggi, dopo quasi 39 anni, i figli di Ustica non hanno ricevuto alcun pagamento dei risarcimenti decisi da innumerevoli tribunali e Corti giudicanti

L'avvocato Daniele Ostano

Ostano ha aggiunto: «Ancora a oggi i ministeri Trasporti e Difesa hanno ostacolato non solo le legittime aspettative di verità e giustizia, ma persino le liquidazioni dei risarcimenti, disattendendo le sentenze e richiedendo di voler interamente compensare tali somme con eventuali vitalizi concessi ai figli delle vittime. Ancora a oggi, dopo quasi 39 anni, i figli di Ustica non hanno ricevuto alcun pagamento dei risarcimenti decisi da innumerevoli tribunali e Corti giudicanti». Quindi il legale ha concluso: «Auspichiamo che chi di dovere, dai ministri al presidente del Consiglio, si imponga per restituire dignità a chi non soltanto ha perso i propri genitori, ma che ha subito per decenni gli effetti di un ignobile e inaccettabile depistaggio e che, adesso, si vede negata la liquidazione di quanto disposto dalle sentenze emesse in nome del popolo Italiano».

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