Genitori Renzi Arresti Domiciliari Ordinanza

I contenuti dell'ordinanza di arresto per i genitori di Renzi

Secondo il Gip di Firenze Angela Fantechi, gli indagati hanno messo in atto condotte illecite «per massimizzare il proprio profitto personale». Cosa rivela il documento di 97 pagine.

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Si compone di 97 pagine l'ordinanza con cui il Gip di Firenze, Angela Fantechi, ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti dei genitori di Matteo Renzi. La misura di custodia cautelare a carico di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, secondo il giudice, è necessaria perché «sussiste il concreto e attuale pericolo che gli indagati commettano reati della stessa specie di quelli per cui si procede (tributari e fallimentari)». Un rischio che «emerge dalla circostanza che i fatti per cui si procede non sono occasionali e si inseriscono in un unico programma criminoso in corso da molto tempo, realizzato in modo professionale».

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LE CONDOTTE CONTESTATE AI CONIUGI RENZI

Inoltre, nei confronti degli indagati finiti ai domiciliari, tra i quali figura anche l'imprenditore ligure Mariano Massone, «non è allo stato ipotizzabile la concessione della sospensione condizionale della pena», vista la «gravità concreta dei reati per cui si procede e la loro esecuzione in un contesto temporale rilevante». Per quanto riguarda le società sul cui fallimento la procura di Firenze vuole fare chiarezza, il Gip ha osservato come «il modus operandi adottato da Tiziano Renzi e Laura Bovoli affinché Eventi 6 potesse avere a disposizione manodopera senza essere gravata di oneri previdenziali ed erariali, è consistito nel costituire e nell'avvalersi delle cooperative Delivery Service, Europe Service e Marmodiv poi destinandole all'abbandono non appena essere raggiungevano uno stato di difficoltà economica, più che prevedibile in considerazione che sulle stesse gravava l'onere previdenziale, e con riferimento a Marmodiv anche l'onere fiscale derivante dall'emissione di fatture per operazioni inesistenti al fine di consentire l'evasione di imposta a Eventi 6». Sempre con riferimento alla posizione di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, quindi, il Gip ha ritenuto opportuno porre in evidenza «condotte volontarie realizzate non per fronteggiare una contingente crisi di impresa», quanto piuttosto «finalizzate a massimizzare il proprio profitto personale con ricorso a strategie di impresa che non potevano non contemplare il fallimento delle cooperative» stesse.

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La prima pagina dell'ordinanza del Gip di Firenze, Angela Fantechi.

NELLE INTERCETTAZIONI SI PARLA DI UN BUCO DI 300 MILA EURO

Nell'ordinanza del Gip sono riportate anche le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche più significative ai fini dell'inchiesta. In una di queste, in particolare, si parla di un «buco di 300 mila euro» nei conti della cooperativa Marmodiv. Un ammanco che - scrive il Gip - «sarebbe da attribuire alla gestione» di una persona indicata come «l'uomo di Tiziano Renzi». Nella conversazione intercettata, uno dei due interlocutori racconta all'altro di un incontro avuto con il padre dell'ex premier, nel corso del quale avrebbe detto a quest'ultimo: «Tiziano, c'e da pagare i fornitori, c'e un buco da 300 mila euro [...] Tiziano, chiama chi vuoi, i conti son questi [...] hai due soluzioni, trovare 300 mila euro, trovali con le banche, trovali con... metticeli tu, fai quello che vuoi, gli ho detto, trovali ma trovali». Nell'ordinanza si dà conto, inoltre, di una mail inviata da Tiziano Renzi alla moglie, nella quale lo stesso Renzi senior spiega il metodo da seguire per fare utili con la Eventi 6. L’oggetto recita: «Contratto per il 10% a todobien». E nel corpo della missiva si legge: «Occorre predisporre un contratto che preveda questo compenso in base a un lavoro potenzialmente contestabile, anche se il contratto deve essere apparentemente non punitivo. Chiaramente per i clienti che Eventi 6 passerà come realizzazione alla cooperativa Marmodiv. Contemporaneamente creiamo una nuova cooperativa e la mettiamo pronta. Quando abbiamo preso in mano i lavoratori e abbiamo capito, facciamo il blitz, cambiamo il presidente e chiudiamo Marmodiv per mancanza di lavoro che nel frattempo, dall’oggi al domani, lo dirottiamo alla nuova».

18 Febbraio Feb 2019 2335 18 febbraio 2019
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