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I genitori di Matteo Renzi agli arresti domiciliari

Tiziano Renzi e Laura Bovoli accusati di bancarotta fraudolenta e fatture false per il fallimento di tre coop collegate alla società di famiglia Eventi 6. L'ex premier su Facebook: «Provvedimento sproporzionato».

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I genitori di Matteo Renzi sono stati posti agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza. Il provvedimento che ha colpito Tiziano Renzi e Laura Bovoli, cui vengono contestate le accuse di emissione di fatture false e bancarotta fraudolenta, rientra nell'inchiesta sulle cooperative fallite collegate alla società di famiglia Eventi 6, già oggetto di indagine da parte della magistratura. Oltre ai genitori di Renzi è finito ai domiciliari anche l'imprenditore ligure Mariano Massone. Poco dopo la notizia, Matteo Renzi ha annullato la presentazione del suo nuovo libro in programma a Torino e si è sfogato con un lungo post su Facebook: «Ho molta fiducia nella giustizia italiana e penso che tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge. Dunque sono impaziente di assistere al processo. Perché chi ha letto le carte mi garantisce di non aver mai visto un provvedimento così assurdo e sproporzionato».

Sono costretto ad annullare la presentazione del libro a Torino per una grave vicenda personale. Da circa un’ora mio...

Geplaatst door Matteo Renzi op Maandag 18 februari 2019

IL LEGALE: «I DUE INCREDULI E PROSTRATI»

Secondo il loro difensore di fiducia, l'avvocato Federico Bagattini, Tiziano Renzi e Laura Bovoli hanno avuto una reazione «di incredulità, di sconcerto, di prostrazione anche» quando i militari della Gdf hanno notificato verso le 18.50 la misura degli arresti domiciliari firmata dal gip Angela Fantechi nella loro casa di Rignano sull'Arno. Il legale è uscito dall'abitazione dei due alle 22.30 del 18 febbraio. Gli arresti sono «una decisione che non mi convince», ha detto il legale, «si tratta di fatti risalenti nel tempo, al 2010 e al 2012, che in qualche modo si conoscevano già, non c'è niente di sorprendente». Riguardo alle accuse, Bagattini ha detto che quella di false fatture è «per alcune decine di migliaia di euro», mentre per l'accusa di bancarotta fraudolenta «si tratta di veicoli di scarso valore commerciale». A chi gli chiedeva di Tiziano Renzi, il difensore ha risposto: «Come volete che si senta, è un uomo di 70 anni...».

L'INCHIESTA DELLA PROCURA DI FIRENZE

L'inchiesta della procura di Firenze, come ricorda il Corriere della Sera che per primo ha dato la notizia degli arresti domiciliari, nel 2018 aveva portato all'individuazione di tre cooperative collegate alla Eventi 6: la Delivery, la Europe service Srl e la Marmodiv. Le sedi delle ultime due sono state perquisite e proprio l'analisi del materiale sequestrato avrebbe spinto gli inquirenti a chiedere i domiciliari per i coniugi Renzi, temendo un possibile inquinamento delle prove e la reiterazione del presunto reato.

TRE COOPERATIVE USATE COME «SCHERMO PER ALTRI AFFARI»

Il Gip ha ritenuto fondata l'ipotesi secondo cui le cooperative in questione fossero un mero paravento, creato dagli indagati «soltanto come schermo per altri affari». Nel capo di imputazione si precisa inoltre che il fallimento delle tre società sarebbe stato provocato «per effetto di operazione dolosa consistita nell’aver omesso sistematicamente di versare i contributi previdenziali e le imposte».

SOTTO INCHIESTA ANCHE L'AUTISTA DEL CAMPER DI RENZI

Sotto inchiesta è finito anche Roberto Bargilli, ex autista del camper utilizzato da Matteo Renzi durante le primarie del 2012. Gli altri indagati sono gli amministratori delle cooperative, accusati di aver favorito gli illeciti contestati della procura. A novembre 2017 il quotiano La Verità aveva dato conto per primo delle indagini a carico dei coniugi Renzi, partite a Cuneo dal fallimento della coop Delivery, avvenuto nel 2015. L’ipotesi era che fosse stata la Eventi 6, in realtà, a gestire la cooperativa. Per questo a Tiziano Renzi venne chiesto conto di una fattura da 130 mila euro pagata allo stesso Renzi da una società riconducibile all’imprenditore Luigi Dagostino, vicino al padre dell’ex premier.

LE REAZIONI DELLA POLITICA

«Niente da festeggiare», ha detto il vicepremier Matteo Salvini, commentando la notizia degli arresti domiciliari. Mentre da Silvio Berlusconi è arrivato un messaggio di solidarietà: «Sono cose che in un Paese civile non accadrebbero, credo che Renzi sia molto addolorato e pensi che se non avesse fatto politica tutto questo non sarebbe accaduto». Il sottosegretario M5s agli Affari regionali, Stefano Buffagni, si è limitato a dire che «i figli non devono mai pagare le colpe dei padri, Matteo Renzi ha fatto danni per la nostra amata Italia e i cittadini si sono già espressi su di lui. Sui genitori la giustizia farà il suo corso». Per Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, occorre «aspettare che la magistratura faccia il suo corso, noi abbiamo denunciato più volte che c’era qualcosa che non tornava, già quando Renzi era potente». Ha infine espresso «vicinanza» all’ex premier Andrea Marcucci, capogruppo del Partito democratico in Senato.

18 Febbraio Feb 2019 2032 18 febbraio 2019
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