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Trovato l'accordo con i pastori sardi per il prezzo del latte

L'assemblea degli allevatori ha approvato la bozza di intesa sul costo delle materie prime. Tra i punti salienti un aumento immediato del prezzo al litro a 80 centesimi con le garanzie per arrivare a un euro.

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È stata approvata per alzata di mano la bozza di accordo sul prezzo del latte ovino presentata all'assemblea degli allevatori dal Movimento dei pastori sardi. I punti salienti prevedono da subito 80 centesimi al litro, contro i 72 proposti dal tavolo di sabato 16 febbraio con il ministro Gianmarco Centinaio, e una griglia con garanzie stringenti per arrivare a un euro a fine stagione.

GLI ALLEVATORI E L'APPOGGIO DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE

«Non ci stiamo abbassando i pantaloni: abbiamo iniziato la trattativa parlando di un'euro al litro e all'euro dobbiamo arrivare a fine campagna». È quanto è stato spiegato dal palco dell'assemblea a Tramatza dai pastori che hanno studiato la controproposta insieme a un gruppo di "tecnici". Una sottolineatura per risponde alle perplessità espresse da alcuni allevatori. «Il prezzo del Pecorino Romano», hanno detto, «è salito in pochi giorni di 1,50 euro. E ora anche la grande distribuzione ci potrebbe dare una mano: questo aiuterebbe il prezzo a salire». Fugati gli ultimi dubbi, la bozza di intesa concordata è stata approvata all'unanimità, per alzata di mano, dagli oltre mille pastori riuniti a Tramatza.

CHIESTE LE DIMISSIONI DEL CDA CONSORZI TUTELA

All'interno della riforma del sistema lattiero caseario, la controproposta dei pastori prevede le «dimissioni volontarie ed irrevocabili di tutti i membri dei consigli di amministrazione del Consorzi di tutela del Pecorino Romano Dop, del Pecorino Sardo Dop e del Fiore Sardo Dop». Nella bozza c'è anche la richiesta di una «distribuzione più equa dei profitti all'interno della filiera dei prodotti lattiero caseari». Un obiettivo da raggiungere, hanno spiegato gli allevatori, «facendo firmare al soggetto venditore (industriali della trasformazione) all'atto della vendita del formaggio, clausole nelle quali venga dichiarato che il livello di remunerazione della materia prima utilizzata è tale da coprire i costi di produzione».

CHIESTO UN PREFETTO PER MONITORARE LA FILIERA

Prevista poi «la nomina di un prefetto con compiti di analisi, sorveglianza e monitoraggio delle attività di filiera». I pastori puntano ad una riforma strutturale di tutto il sistema lattiero caseario sardo, compresi gli statuti delle Dop, «al fine di consentire ai partecipanti della filiera la giusta remunerazione dei loro prodotti e la trasparenza dei dati nei confronti dei produttori primari». La riforma, secondo le indicazioni dei pastori, dovrà essere effettuata con la collaborazione di «figure professionali adeguate messe a disposizione dal ministero dell'Agricoltura e la supervisione di un prefetto nominato per tutte le altre attività».

19 Febbraio Feb 2019 1427 19 febbraio 2019
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