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Autocisterna del latte incendiata da uomini mascherati a Sassari

È il secondo assalto armato in Sardegna nel giro di pochi giorni. Il ministro Salvini: «Delinquenti che non hanno niente a che fare coi pastori».

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La protesta del latte in Sardegna non accenna a placarsi. Un'autocisterna è stata incendiata tra Nule e Osidda, in provincia di Sassari, da due uomini mascherati e armati di pistola che hanno bloccato il mezzo attorno alle 6.30 del mattino. Dopo aver fatto scendere il conducente lo hanno legato a un albero, hanno appiccato il fuoco all'autocisterna e sono fuggiti, riuscendo a far perdere le loro tracce. L'assalto è stato compiuto in una stradina di campagna sulla provinciale 7 che collega Nule a Bitti. E il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha duramente stigmatizzato quanto accaduto, parlando di «criminali» che «non hanno niente a che fare coi pastori».

Si tratta però del secondo episodio che vede in azione uomini armati in Sardegna nel giro di pochi giorni, dopo l'attacco avvenuto a Orune, in provincia di Nuoro, nella giornata di domenica 24 febbraio, durante le elezioni regionali. In quel caso due uomini con il volto coperto e armati di fucile avevano bloccato un'autocisterna costringendo l'autista a scendere e a sversare a terra tutto il latte destinato al caseificio Pinna di Thiesi, uno dei più importanti dell'isola. Questa volta, invece, non c'è stato nessuno sversamento e le fiamme hanno parzialmente distrutto il mezzo, diretto al medesimo caseificio.

I PASTORI CHIEDONO UN PREZZO DI 80 CENTESIMI AL LITRO

Il nuovo governatore sardo, Christian Solinas, ha promesso interventi immediati: «Per il mondo agropastorale servono soluzioni di sistema. Appena sarò nel pieno dei poteri sarà mia cura convocare le parti interessate per arrivare a una soluzione della vertenza. Abbiamo in mente un piano che comprenda investimenti nella viabilità e nell'elettrificazione rurale». La trattativa sul prezzo del latte, intanto, continua. Nella prefettura di Sassari è iniziata una riunione alla presenza dei pastori, degli industriali e delle organizzazioni di categoria. Rispetto alla proposta di 72 centesimi al litro contenuta nella prima bozza d'accordo siglata a Cagliari con il governo, gli allevatori hanno rilanciato e chiedono 80 centesimi subito, con l'obiettivo di arrivare a 1 euro a fine stagione. Ma per quanto riguarda l'ordine pubblico, il prefetto di Sassari ha sposato la linea dura del ministro Salvini: «Non sono disposto a tollerare iniziative come quella di questa mattina», ha detto infatti Giuseppe Marani, aprendo il tavolo di concertazione, «finché si protesta va bene, ma le proteste si fanno rispettando le regole del diritto».

26 Febbraio Feb 2019 0851 26 febbraio 2019
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