Reddito Di Cittadinanza 2019 Domanda Caf

Quante domande di reddito di cittadinanza hanno raccolto i Caf

La Consulta nazionale ha diffuso i primi dati. Le richieste sono state 330.000 utenti tra domande e appuntamenti. Non si sono registrate code particolari, anche grazie al rafforzamento degli sportelli.

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Sono oltre 330.000 le famiglie che si sono presentate agli sportelli delle Poste e dei Centri di assistenza fiscale per fare domanda di reddito di cittadinanza. Nei primi due giorni dall'avvio delle richieste per il sussidio sono state 114.286 le domande pervenute a Poste italiane (95.994 presso gli uffici postali e 18.292 online), alle quali si aggiungono i 219.000 gli utenti transitati nei Caf tra domande fatte e appuntamenti fissati per i prossimi giorni.

LA MAPPA DELLE RICHIESTE DA NORD A SUD

I primi dati territoriali registrano un testa a testa tra Campania e Lombardia, con la prima che supera la seconda con 15.094 domande contro 14.932. Le tabella mostrano anche un equilibrio delle richieste tra Nord e Sud: al terzo posto c'è infatti la Sicilia con 13.099 domande, seguita al quarto dal Lazio (11.015) e al sesto posto dal Piemonte (10.495). In ogni caso, se l'afflusso appare consistente è probabile che una parte significativa delle richieste presentate non passi il vaglio dell'Inps che dovrà verificare che ci siano tutti i requisiti previsti dalla legge.

ATTESA PER LE VALUTAZIONI DELL'INPS

Gli operatori postali si limitano a raccogliere le domande (senza nessuna consulenza, informazione né verifica dei requisiti come più volte hanno spiegato i vertici dell'azienda) mentre i consulenti nei Caf informano gli utenti sulle regole per ottenere il Reddito e quindi di fatto consigliano di non fare la domanda a fronte di Isee non conforme a quanto previsto nella norma. Resta il tema del patrimonio mobiliare e quello immobiliare oltre alla casa di abitazione sul quale i Caf non possono avere informazioni dirette. La verifica comunque spetta all'Inps che dopo la prima metà di aprile comincerà a mandare le prime risposte agli utenti (e alle Poste per la consegna della carta Rdc).

I NODI DEL DECRETONE

Bisognerà comunque capire anche che succederà nel percorso di conversione del decreto visto che da una parte della maggioranza si chiede più attenzione ai disabili e alle famiglie numerose. A quel punto andranno rivisti i moduli per adeguarli alle nuove norme. Si attende inoltre di capire cosa succede sul fronte dell'inserimento al lavoro dei futuri beneficiari del reddito. Lunedì 11 il governo dovrebbe consegnare alle Regioni il quadro sull'impianto del reddito mentre per il giorno dopo la Conferenza unificata dovrà esprimere un parere. Giudizio che è fondamentale per poter partire con il bando per il reclutamento dei cosiddetti navigator, le persone che dovrebbero guidare i beneficiari del reddito nell'inserimento nel mercato del lavoro.

IL LAVORO DEGLI OPERATORI

«Nei nostri Centri gli operatori», hanno detto i coordinatori della Consulta dei Caf, Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, «proseguono nella faticosa ma coerente informazione e assistenza al pubblico, non accettando domande prive dei minimi requisiti richiesti: vogliamo dare al cittadino che accogliamo la consapevolezza che la sua domanda, seppur autocertificata, verrà presa in considerazione dall'Inps essendo almeno all'apparenza formalmente corretta. È nostra convinzione», hanno concluso, «che avremo ulteriori picchi di crescita numerica nel corso delle prossime settimane, considerando che molti Centri saranno aperti al pubblico solo da lunedì 11 e che le notizie sul RdC hanno notevole diffusione».

PARTE L'OSSERVATORIO SUI DATI NUMERICI

Anche nel secondo giorno di raccolta, ovvero giovedì 7 marzo, l'afflusso è stato regolare. Soltanto pochi Centri, nella giornata precedente, hanno registrato delle code, ma senza particolari difficoltà. Merito anche del fatto che «in moltissimi Caf gli sportelli preposti a questo sussidio sono stati rafforzati, raddoppiando o triplicando il numero degli addetti». La Consulta nazionale dei Caf, a partire da venerdì 8 marzo, darà vita inoltre a un Osservatorio sui dati numerici, mettendo a disposizione delle istituzioni e degli organi di informazione un aggiornamento costante sull'andamento e sulla diffusione del reddito di cittadinanza nelle diverse parti del Paese.

DI MAIO E LE POLEMICHE SUL CLAN SPADA

Intanto il ministro del Lavoro Luigi Di Maio è intervenuto sulle polemiche scaturite da un articolo del quotidiano Il Messaggero, che ha dato notizia di richieste di reddito di cittadinanza presentate a Ostia da componenti della famiglia Spada. «Il reddito di cittadinanza serve a ridare speranza agli invisibili. Leggo che alcuni membri del clan Spada avrebbero avanzato richiesta. Non so se è vero, ma posso garantire che chi fa parte del clan Spada non prenderà un solo euro. Ho chiesto personalmente le opportune verifiche», ha scritto Di Maio su Twitter. Ma l'avvocato di alcuni componenti della famiglia, Giosuè Naso, ha risposto così: «Non mi stupisce la notizia che alcuni appartenenti alla famiglia Spada abbiano fatto richiesta di reddito di cittadinanza, anche perché in quel gruppo familiare ci sono anche non delinquenti, c'è anche chi si è integrato nella società. Chi porta un cognome non può essere criminalizzato, non è una condanna». Secondo il Messaggero, i nuclei familiari degli Spada che hanno richiesto il sussidio sono tre.

Aggiornato il 08 marzo 2019 7 Marzo Mar 2019 1431 07 marzo 2019
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