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Agenzia delle Dogane: storia di un concorso disgraziato

Svolto nel 2014 per selezionare 69 dirigenti è finito sotto indagine per i presunti "aiutini" di alcuni membri della commissione a candidati amici. E ora si procede con la rianonimizzazione dei compiti. 

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Rendere anonimo un testo di cui sia già stata resa nota la paternità è un po’ come richiamare indietro la freccia già scoccata o tornare alle uova dopo aver messo la frittata nel piatto: un paradosso da filosofi dell’antica Grecia. Eppure a un tale compito si sono dedicati un dirigente e due funzionari dell’Agenzia delle Dogane, cercando, con ben poche speranze, di raddrizzare la storia malnata di uno dei più travagliati concorsi pubblici italiani degli ultimi anni. L’operazione è iniziata alle 8 e mezza del 13 marzo, in un palazzone di via Carucci nella periferia sud di Roma, di fronte a un numero imprecisato di osservatori.

IL CONCORSO PER DIRIGENTI E LA RIANONIMIZZAZIONE

Gli interessati, almeno teoricamente, sono parecchi: oltre i due terzi dei partecipanti al concorso per 69 dirigenti bandito dall’Agenzia nel 2013 (tenutosi nel 2014) le cui prove non sono state esaminate dall’intera commissione, come prevede la legge, ma da uno solo dei tre membri incaricato di "filtrare" quelli al di sotto di un certo voto. E ha filtrato parecchio, avendone tagliati fuori 525 su 727. Così, nel caso si presentassero in troppi per assistere alla "rianonimizzazione" delle prove d’esame (necessaria per la nuova valutazione, stavolta collegiale, che il Consiglio di Stato ha disposto, accogliendo il ricorso degli esclusi), è già stato comunicato che si procederà con l’estrazione a sorte.

LE INDAGINI DELLA PROCURA E IL PROCESSO

Per quanto bizzarra e senza precedenti, questa procedura è solo la tappa intermedia di una lunga storia. Il colpo di scena avvenne due anni dopo lo svolgimento del concorso, nel settembre 2016, quando i carabinieri del nucleo investigativo si presentarono di buon mattino all’Agenzia delle Dogane per perquisirne la sede, sull’ipotesi investigativa della Procura di Roma (basata sulla denuncia di un testimone) che il giorno della prova qualcuno avesse infilato di nascosto nelle copie della Gazzetta ufficiale un aiutino per qualche concorrente. Dopo oltre un anno di indagini e il sequestro di diversi computer, sono partite richieste di rinvio a giudizio per i presunti beneficiari dei pizzini e di due dei tre componenti della commissione, con l’accusa di aver predisposto un machiavellico marchingegno per far arrivare le informazioni giuste ai candidati giusti. Venerdì 15 marzo è fissata l’udienza in tribunale. La vicenda segue un iter completamente diverso da quella del mancato esame collegiale dei compiti: da un lato il procedimento amministrativo con le prescrizioni del Consiglio di Stato all’Agenzia delle Dogane e dall’altro la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura. Ma curiosamente i nodi vengono al pettine tutti insieme, in una sequenza di soli tre giorni.

QUALCHE INTERROGATIVO SUL DISGRAZIATO CONCORSO

Restano una serie di interrogativi cui non è facile dare risposta. Il primo è come sia possibile rendere nuovamente anonime delle prove d’esame aperte, valutate (forse anche con annotazioni a margine) e associate ai rispettivi autori ormai da diversi anni. Ma altre domande non meno impegnative seguono a ruota. Una volta compiuta questa procedura, è accettabile che la nuova valutazione sia affidata alla stessa commissione in cui due membri su tre sono accusati dalla Procura di aver passato i compiti ai candidati amici? E se saranno rinviati a giudizio come si regolerà l’Agenzia delle Dogane? Infine, ha senso mettere in piedi la procedura di cui sopra il giorno prima di un’udienza che potrebbe azzoppare definitivamente il disgraziato concorso? Fra qualche giorno se ne potrebbe, forse, sapere di più. Ma non è detto. Nel settore cruciale dei concorsi pubblici, specie per dirigenti, si vedono da anni situazioni poco comprensibili e perfino apparentemente contrarie al buon senso. Sempre nel disinteresse generale.

13 Marzo Mar 2019 1539 13 marzo 2019
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