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Cronaca
15 Marzo Mar 2019 1230 15 marzo 2019

Militare con epatite dopo i vaccini, condannato il ministero

Secondo il tribunale Catania fu sbagliata la tecnica di somministrazione nel 2000. Il dicastero della Salute deve risarcire all'uomo 3 milioni di danni.

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Aveva contratto l'epatite cronica per colpa di una vaccinazione prima di partire per una missione all'estero. Ora un militare potrà essere risarcito dal ministero della Salute. È la sentenza emessa dal tribunale di Catania che ha condannato lo Stato al pagamento dei danni. Secondo il difensore del ricorrente, l'avvocato Silvio Vignera, il risarcimento complessivo è di circa 3 milioni di euro.

Il consulente del giudice nella sua relazione non mette in dubbio la sicurezza del vaccino, ma la tecnica di somministrazione plurima in poco tempo e senza adeguati controlli medici.

«NON VALUTATA L'EVENTUALE IMMUNODEPRESSIONE DEL SOGGETTO»

«Emerge come spesso sui militari», ha scritto il consulente, «sono fatte in pochi giorni senza valutare lo stato di salute e soprattutto un eventuale immunodepressione del soggetto». E quindi la conclusione: «Il ricorrente... è affetto da epatite cronica a forte impronta colestatica di verosimile natura autoimmune» ed «esiste nesso casuale tra le vaccinazioni praticate e la patologia» di cui il militare è affetto.

PRATICATE SETTE DOSI DI VACCINI NELL'ARCO DI QUATTRO GIORNI

Al militare, nel 2000, prima di partite per una missione all'estero, ha ricostruito l'avvocato Vignera, nell'arco di quattro giorni, sono state praticate sette dosi di vaccini, comprese quelle anti epatite di tipo A e B. Nel 2002 ha cominciato a sentirsi male e ha iniziato a sottoporsi a visite mediche e analisi di laboratorio per accertare le cause del suo malessere. Agli inizi del 2009 al militare veniva diagnosticata una «epatopatia cronica di natura da definire».

INIZIALMENTE NON RICONOSCIUTO IL NESSO FRA MALATTIA E VACCINAZIONI

La commissione medico-ospedaliera di Palermo non riconosceva il nesso causale tra la malattia e le vaccinazioni che gli erano state praticate e il militare ha presentato ricorso amministrativo al ministero della Salute, che è stato respinto. Il caso è stato quindi trattato dal giudice del Lavoro del tribunale di Catania, Caterina Musumeci che, dopo una consulenza tecnica d'ufficio, accoglieva il ricorso del militare «riconoscendo il nesso causale tra l'infermità da lui contratta e le vaccinazioni somministrategli nel 2000».

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