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Le verità di Imane Fadil poco prima del sospetto avvelenamento

La modella dichiarò: «Non ho raccontato bugie come le altre pagate per farlo. E sono finita fuori dal processo Ruby. Ho respinto tentativi di corruzione». E parlò di Mariarosaria Rossi e Silvio Berlusconi.

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Una storia di verità scomode, trattative per il risarcimento ed estromissioni dai processi. Prima di una morte ancora misteriosa. Sono gli ultimi mesi di vita di Imane Fadil, la modella teste chiave nei processi sul caso Ruby e deceduta il primo marzo 2019 per un sospetto avvelenamento. La donna aveva rilasciato un'intervista all'Ansa il 15 gennaio, un giorno dopo la decisione dei giudici di escludere, su istanza della difesa di Silvio Berlusconi, lei, Ambra Battilana e Chiara Danese da parti civili nel dibattimento sul caso Ruby ter con al centro le accuse di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza.

«Io ho detto la verità in questi anni e le altre hanno raccontato il falso ai nostri danni, in quanto erano pagate per farlo. E come è possibile, poi, che per cinque mesi ci sia stata una proposta di trattativa per risarcirci della signora Mariarosaria Rossi e di colpo all'ultima udienza c'è stata la nostra estromissione discutibile dal processo?», disse Imane.

La difesa Berlusconi ci contatta per farci uscire dal processo, proposta dalla quale si evince che Mariarosaria Rossi esprime la volontà di pagare per tutti gli imputati

Imane Fadil

Fadil aveva parlato delle trattative degli ultimi mesi per risarcimenti extragiudiziali alle tre giovani e che erano emerse a settembre, quando in aula le aveva rivelate la difesa della senatrice di Forza Italia Rossi, stretta collaboratrice dell'ex premier e imputata per falsa testimonianza. «La difesa Berlusconi ci contatta il 4 luglio», aveva affermato la modella, «per una proposta di risarcimento per farci uscire dal processo, proposta dalla quale si evince che Mariarosaria Rossi esprime la volontà di pagare per tutti gli imputati, cosa che non si può fare a livello legale. Lei, infatti, non essendo un ente assicurazioni, poteva limitarsi a pagare solo per sé, affinché io ritirassi la costituzione di parte solo nei suoi confronti».

Silvio Berlusconi e Mariarosaria Rossi.

«IN NOVE ANNI NON HO RICEVUTO UN CENTESIMO»

Quindi aveva aggiunto: «In tribunale sapevano tutti di questa proposta prima che venisse palesata in aula». Fadil aveva fatto notare anche che «la giustizia ha affermato con varie sentenze che io ho detto la verità» nel caso Ruby sulle serate ad Arcore e che lei ha dovuto anche «respingere e subire tentativi di corruzione». A differenza di quanto detto «dalla difesa di Berlusconi noi, però, in nove anni di questi processi a Milano non abbiamo ricevuto un centesimo di risarcimento, almeno parlo per me».

15 Marzo Mar 2019 1900 15 marzo 2019
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