Schiavitù Moderna Paesi

Il fenomeno degli schiavi moderni spiegato in 15 punti

Il 25 marzo è la Giornata mondiale in ricordo delle vittime della schiavitù. Che nel mondo sono 40 milioni. Lavori forzati, prostituzione, tratta di esseri umani, bambini: come si manifesta oggi il problema.

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Il 25 marzo è la Giornata mondiale in ricordo delle vittime della schiavitù, istituita dall’Assemblea generale dell’Onu nella seduta del 27 dicembre 2007. Ma la schiavitù non è qualcosa che appartiene ormai alla storia passata. Andrew Forrest, fondatore della Walk Free Foundation, organizzazione no profit che lavora per contrastarla, ha identificato come schiavitù moderna tutto ciò che riguarda «situazioni di sfruttamento cui la vittima non può sottrarsi a causa di minacce, violenza, coercizione o abuso di potere».

1. COS'È OGGI LA SCHIAVITÙ: DAI LAVORI FORZATI ALLA PROSTITUZIONE

Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, spiega a Lettera43.it: «Non c’è Paese al mondo che legittimi la schiavitù, ma forme estreme di sfruttamento del lavoro esistono ancora, associate al diniego dei diritti fondamentali». Diversi sono i volti che può assumere: dai lavori forzati alle prestazioni professionali sotto minacce o costrizioni fisiche; dalla tratta di esseri umani alla prostituzione e allo schiavismo sessuale. Fino ad arrivare all’espianto di organi per il mercato nero. Il Walk Free Foundation stila periodicamente l’indice Global Slavery che fotografa la situazione della schiavitù nel mondo.

2. NUMERI: NEL MONDO 40 MILIONI DI SCHIAVI, IL 60% IN 10 STATI

Secondo il Global Slavery Index, il 60% dei moderni schiavi abita in 10 Stati, che sono anche quelli più popolosi: Cina, Repubblica Democratica del Congo, India, Indonesia, Iran, Nigeria, Corea del Nord, Pakistan, Filippine e Russia. Nel 2017 più di 40 milioni di persone in tutto il mondo sono state considerate vittime della schiavitù moderna, di cui 25 milioni costrette al lavoro forzato.

3. BUSINESS: OGNI ANNO PROFITTI PER OLTRE 150 MILIARDI DI DOLLARI

Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro, la schiavitù moderna genera profitti ogni anno per più di 150 miliardi di dollari americani. Si parla di 51 miliardi e 800 milioni all’anno in Asia e nei Paesi del Pacifico, e quasi 47 miliardi all’anno nei Paesi industrializzati. La presenza di tanti schiavi anche negli Stati industrializzati si spiega «con il clima di discriminazione e di assenza di tutele nei confronti dei gruppi più vulnerabili, come le donne, i minori e i migranti», commenta Noury.

4. GUADAGNI: COME SONO LIEVITATI GLI AFFARI DEI TRAFFICANTI

Secondo l’esperto di schiavitù Siddharta Kara, i «moderni trafficanti di schiavi oggi guadagnano 30 volte di più rispetto a quanto avrebbero fatto i loro omologhi del XVIII e XIX secolo». Possibile? «Essenzialmente», spiega a L43 Noury, «la cosa è spiegabile con il fatto che oggi lo sfruttamento è maggiormente intenso e, in qualche modo, accettabile e tollerato: si pensi al quadro che emerge dalla costruzione degli impianti e delle infrastrutture dei Mondiali di calcio 2022 in Qatar».

5. SETTORI PIÙ COLPITI: DALL'AGRICOLTURA AI LAVORI DOMESTICI

I settori in cui opera la maggior parte degli schiavi moderni (circa 16 milioni) sono agricoltura, pesca, artigianato, estrazione mineraria, servizi e lavori domestici.

6. EUROPA: 1,2 MILIONI DI PERSONE SCHIAVE

In tutta Europa 1,2 milioni di persone possono essere ritenute schiave. E – secondo la Cgil - sarebbero 880 mila i lavoratori sotto il ricatto del lavoro forzato e del debito. Noury ricorda che «l’Italia si colloca fra i Paesi “agricoli”, penso al Sud dell’Europa, dove il lavoro nei campi è pesantemente sfruttato». Ma sul fenomeno, precisa, «non abbiamo classifiche».

7. I PUNTI CARDINE DEL FENOMENO SECONDO AMNESTY INTERNATIONAL

Noury elenca a L43 le cose che vanno sapute in tema di schiavitù moderna: «la violenza, anche sessuale; la “rispettabilità” degli sfruttatori (si pensi alle grandi imprese); l’accondiscendenza delle autorità; il coraggio di coloro che si battono contro lo sfruttamento; la commistione tra criminalità contro i migranti e criminalizzazione dei migranti».

8. TRATTA DI ESSERI UMANI: IL CONTESTO DELL'IMMIGRAZIONE ILLEGALE

Noury ribadisce: «La tratta di esseri umani esiste ancora oggi, a scopo di prostituzione verso l’Europa da Est e Sud del mondo. Emerge sempre di più nel contesto dell’immigrazione illegale. Che date le politiche di chiusura europee, è inevitabilmente fuori legge».

9. CONDANNA: SOLO 122 PAESI SI SONO SCHIERATI

Nel 2018, secondo Global Slavery Index, soltanto 122 Paesi hanno criminalizzato la tratta di esseri umani in linea con il protocollo delle Nazioni unite contro la tratta di migranti.

10. BAMBINI SCHIAVI: 152 MILIONI RIDOTTI AL LAVORO MINORILE

I numeri dei bambini schiavi sono impietosi: secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro sono 152 milioni i bambini e i giovani vittime del lavoro minorile. E circa 250 mila - dati Unicef - sono quelli attivamente coinvolti nei conflitti in 42 Paesi in tutto il mondo. «Che c’è un enorme sfruttamento dei minori, non solo come bambini-soldato ma anche come schiavi sessuali», ricorda Noury.

11. CAUSE: INDEBITAMENTO, POVERTÀ, REGIMI POLITICI

Le cause più frequenti per cui si finisce in schiavitù? Risponde Noury: «Accumulando debiti; vivendo in povertà che obbliga a lavorare a qualsiasi condizione; in regimi dittatoriali che sfruttano il lavoro estremo come punizione politica».

12. COME SDRADICARE LA SCHIAVITÙ: LEGGI, EDUCAZIONE E NON SOLO

Le cose da fare per sradicare la schiavitù: per Noury bisogna «condizionare le imprese che sfruttano il lavoro coinvolgendo anche i consumatori; ponendo fine a ogni forma di criminalizzazione che impedisce l’accesso alla giustizia; adottando leggi e applicandole fino in fondo; sensibilizzando i giovani attraverso progetti di educazione ai diritti umani».

13. CODICE PENALE IN ITALIA: LE NORME DEL 2003 E DEL 2011

In Italia, con la legge dell'11 agosto 2003, n. 228, è stata introdotta la riforma degli articoli del Codice penale sui reati di riduzione in schiavitù (articoli 600, 601, 602). Pena prevista: da otto a 20 anni di reclusione. Formalmente il caporalato, cioè l’intermediazione illecita di manodopera, è diventato reato con una legge del 2011.

14. LIBRI: QUATTRO LETTURE CONSIGLIATE

Alcuni libri consigliati: Marco Fioravanti, La schiavitù, Ediesse, 2017; Lisa A. Lindsay, Il commercio degli schiavi, Il Mulino, 2011; Patrizia Delpiano, La schiavitù in età moderna, Laterza, 2009; Gabriele Turi, Schiavi in un mondo libero. Storia dell’emancipazione dall’età moderna a oggi, Laterza 2012.

15. FILM: 12 ANNI SCHIAVO E ALTRI

Film da vedere: The Birth of a Nation – Il risveglio di un popolo, scritto e diretto da Nate Parker; 12 anni schiavo, regia di Steve McQueen; Tula: The Revolt, diretto da Jeroen Leinders; Radici, di Gilbert Moses; Mandingo, regista Richard Fleischer; Addio Zio Tom, di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi; Sankofa, scritto e diretto da Haile Gerima.

25 Marzo Mar 2019 0625 25 marzo 2019
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