Congresso Famiglia Verona Terza Giornata

La terza giornata del Congresso mondiale delle famiglie a Verona

Ultimo appuntamento della convention. Dopo lo scontro a distanza tra Salvini e Di Maio andato in scena il 30 marzo, è partita la marcia con 10 mila persone. 

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Terza giornata del Congresso mondiale delle famiglie di Verona. Domenica 31 marzo la convention è iniziata alle 7.15 con una messa, cui è seguita l’ultima plenaria, l'intervento di Massimo Gandolfini, la cerimonia di chiusura e, infine, la Marcia per la famiglia partita da piazza Bra con 10 mila partecipanti e con le bandiere di Alleanza cattolica, dei Giuristi per la vita, del Movimento per la vita, gruppi mariani e devozionali e pro-vita. Dopo le polemiche della seconda giornata, quella di domenica è l'occasione per un primo bilancio, anche se gli organizzatori rimandono i conti alla prossima chiamata alle urne.

«Le famiglie non hanno colore politico», ma «alle elezioni europee prenderemo atto di chi è dalla nostra parte e di chi ci insulta», ha affermato il vicepresidente del 13esimo Congresso mondiale delle famiglie, Jacopo Coghe, aprendo l'ultima giornata di incontri. «Volevamo parlare alle istituzioni. Abbiamo mandato inviti a tutti, il vicepremier Di Maio non ci ha risposto, altri lo hanno fatto. E il silenzio vuol dire tanto», ha concluso, mentre poche ore dopo è stato il presidente della Camera Roberto Fico a gettare benzina sul fuoco della polemica annunciando presto un evento sulle famiglie arcobaleno.

POLEMICHE INTERNE AL GOVERNO

Intorno alla manifestazione si è creata infatti una nuova tensione all'interno del governo. Sabato 30 è esplosa la polemica tra Lega e M5s. All'intervento sul palco di Matteo Salvini ha risposto da Roma Luigi Di Maio, in una triangolazione pericolosa che ha coinvolto anche Palazzo Chigi costringendo il premier Giuseppe Conte a intervenire con una strigliata al ministro dell'Interno. Miccia per dar fuoco alle polveri è stato un tema tutto sommato minore: le adozioni. Salvini ha attaccato l'alleato di governo, nella persona del sottoseretario con delega alle Pari opportunità Vincenzo Spadafora: «Si occupi di rendere più veloci le adozioni, ci sono più di 30 mila famiglie che attendono di adottare un bambino». Ma il capo politico del M5s ha replicato seccamente: «Salvini legga bene le deleghe. Spadafora non c'entra. Quella sulle adozioni è in capo al ministro della Famiglia Lorenzo Fontana e al presidente del Consiglio».

«DI MAIO STUDI LA STORIA DEL MEDIOEVO»

«Di Maio studi la storia del Medioevo! È stato invitato a questo Congresso e fa molto male sentire che abbia scelto di insultarci, invece di venire qui ad esporre le sue idee», ha detto l'organizzatore del Congresso Toni Brandi replicando al vice presidente del Consiglio che aveva definito «fanatici» e con uno «stile medioevale» i partecipanti alla tre giorni veronese. «È molto triste vedere che dei politici non pensano a ciò che è giusto ma agli interessi del proprio partito», ha aggiunto Brandi. «Le prime sante sono state donne. Si è mai domandato perché? È il cristianesimo che ha rivalutato la donna. La storia nel Medioevo l'hanno fatta le donne, filosofe, pensatrici, badesse. Per pietà, informatevi».

CHIESTA UNA MORATORIA CONTRO L'«UTERO IN AFFITTO»

Intanto dalla tre giorni è emerso un documento per chiedere una moratoria internazionale per contrastare la pratica dell'«utero in affitto» e in favore dei minori «a partire dai loro diritti ad avere una mamma e un papà, a non diventare oggetti di compravendita, di abusi sessuali e pedopornografia e a ricevere un'educazione che non metta in discussione la loro identità sessuale biologica e non li induca a una sessualizzazione precoce». E' uno dei passaggi del documento emerso dalla tre giorni degli organizzatori del Congresso delle famiglie di Verona.

SUL PALCO UN BERRETTO CHE RICORDA TRUMP

E mentre sul palco è apparso anche un berretto che riprendeva lo slogan della campagna elettorale di Donald Trump trasportandolo in terreno europeo (Make Europe Great Again, mostrato con orgoglio da Ed Martin, capo dell'organizzazione fondamentalista 'Eagle Forum Education & Legal Defense Fund'), a intervenire sono stati Sammy Basso e l'ex calciatore della Juventus Nicola Legrottaglie. «A chi si trova nei miei panni, con una malattia, dico di non aver paura, di uscire allo scoperto e di far valere le proprie ragioni, ma sempre insieme agli altri. Le persone che ci stanno accanto sono il sostegno più grande», ha detto il giovane veneto malato di progerie in un messaggio video, «ingrazio miei genitori che hanno combattuto le mie battaglie quando non potevo e mi hanno insegnato a combatterle da solo quando ho avuto l'età per farlo. Se la mia famiglia è stato il sostegno, c'è un sostegno per certi versi diverso, per altri versi uguale, cioè tutte le persone con cui ho stretto rapporti veramente forti: gli amici, i ricercatori sono la mia famiglia. Due mesi fa, quando ho subito l'intervento al cuore l'ho sentito ancor più forte, ho sentito la mia famiglia allargata vicina con il pensiero, la preghiera, le preoccupazioni». Legrottaglie ha invece affermato che nello sport «non facciamo più famiglia, nel calcio ogni giocatore è preso dai suoi interessi, è egoista, e mi ci metto in mezzo anch'ìo» per poi aggiungere: «Non sto ad attaccare i principi degli altri ma io oggi sono quello che sono grazie alla famiglia, e la vorrei difendere, come le squadre in cui ho giocato».

L'UCOII: «TROPPE POLEMICHE STERILI INTORNO AL CONGRESSO»

In merito al congresso è intervenuto anche l'Ucoii, l'Unione delle comunità islamiche d'Italia, a margine dell'assemblea generale tenutasi il 31 marzo a Bologna: «Noi come comunità religiosa crediamo fortemente in quella che è la famiglia naturale. Non abbiamo nulla contro nessuno», ha detto il presidente Yassine Lafram, «quello che ci ha lasciato un po' così è stata la forma, e la polemica e il dibattito intorno a questo congresso. Dobbiamo stare attenti a non trascinare certi discorsi importanti in polemiche sterili».

31 Marzo Mar 2019 0630 31 marzo 2019
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