Medico Scolastico Giulia Grillo

Giulia Grillo apre alla reintroduzione del medico scolastico

Per la ministra della Salute la figura potrebbe essere utile per affrontare «i disturbi della sfera psichica della sessualità, il bullismo, le dipendenze da sostanza e da telefonini».

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Trova largo consenso la proposta del ministro della Salute Giulia Grillo di reintrodurre nelle scuole la figura del medico scolastico, introducendola nella legge quadro sull'infanzia o con una delega.

Una figura esistita in passato e che, ha spiegato il ministro, potrebbe essere utile per affrontare temi come «i disturbi della sfera psichica della sessualità, il bullismo, le dipendenze da sostanza ma anche da telefonini». Secondo Grillo «c'è uno spazio che ora è vuoto» per quanto riguarda il medico a scuola, una figura terza che potrebbe aiutare bambini e ragazzi in molte aree, dalla scuola dell'infanzia a quelle superiori. Potrebbe «essere d'aiuto», sottolinea la pentastellata, «nche sul tema dei vaccini». Una figura, continua il ministro, «sempre meno costosa che curare le patologie una volta che si presentano». In sintonia con Giulia Grillo anche il collega della Pubblica Istruzione Marco Bussetti: «Sarebbe una gran bella cosa», ha commentato, «abbiamo già iniziato con delle attività in Calabria». Dello stesso parere i medici della Fnomceo secondo i quali per decenni il medico a scuola è stato un punto di riferimento: «Faceva le vaccinazioni e svolgeva sorveglianza sanitaria. Oggi sarebbe importante reinserire questa figura nell'ambito di un progetto di educazione sanitaria, ovvero assegnandogli un ruolo formativo che prima non aveva».

M5S SPACCATO SULL'EMENDAMENTO AL DDL VACCINI

E proprio i vaccini hanno causato un altro scossone nel M5s. Il primo aprile il partito si era spaccato sull'emendamento al ddl che prevede la cancellazione dell'attuale obbligo di presentare le certificazioni vaccinali per accedere ad asili nido e scuole dell'infanzia. L'emendamento è stato presentato nei giorni scorsi in commissione Sanità da Lega e M5s, ma all'interno del Movimento due senatori, Giorgio Trizzino ed Elena Fattori, hanno preso decisamente le distanze, mentre critiche sono arrivate anche dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo). L'emendamento - in base al quale a decorrere dall'entrata in vigore della nuova legge «la presentazione della documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni non costituirà più requisito di accesso al servizio, alla scuola, al centro» di formazione professionale - porta le firme di Maria Cristina Cantù (Lega), Pierpaolo Sileri (M5s) e Sonia Fregolent (Lega), rispettivamente, vicepresidente, presidente e membro della commissione Sanità di Palazzo Madama, dove è in corso l'esame del ddl vaccini, che dovrebbe però riprendere a partire dalla prossima settimana. Tra i contrari anche il sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi che ha precisato come non ci sarà alcun «passo indietro sulla volontà di una legge di buon senso che garantisca il diritto all'istruzione e il diritto alla salute di tutti, con particolare tutela dei bambini immunodepressi che non possono vaccinarsi e che non possono essere messi a rischio». Posizione condivisa anche dal ministro della Salute.

2 Aprile Apr 2019 1424 02 aprile 2019
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