Torre Maura Rom Nazzareno Guarnieri 2

Salvini, i rom e le responsabilità di destra e sinistra

Il presidente della Fondazione Romanì-Italia sui fatti di Torre Maura. «Per risolvere la questione manca la volontà». Ma non demonizza Salvini: «Il problema non ha colore politico».

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Matteo Salvini non è mai stato gentile con loro. Ha promesso ruspe sui loro campi e ha poi proposto un censimento per conoscerli tutti. Adesso conferma che con lui quegli accampamenti spariranno, senza dire però che ne sarà dei rom che vi abitano. Nazzareno Guarnieri, presidente della Fondazione Romanì-Italia, smorza le polemiche contro il ministro dell'Interno. Il problema è che mancano «volontà politica e competenze». Persino «amministrazioni di sinistra hanno fatto peggio della destra».

I fatti di Torre Maura, a Roma, dove una protesta guidata da CasaPound e Forza Nuova contro il trasferimento in una struttura d'accoglienza comunale di un centinaio di persone di etnia rom è degenerata in violenza, con tanto di panini calpestati e mamme con bambini insultate e minacciate, è l'ennesima cartina di tornasole del gravissimo stato di discriminazione e intolleranza in cui sono costretti a vivere i rom e i sinti d'Italia. Secondo stime approssimative condotte dalle associazioni sul territorio, sarebbero tra i 120 e i 150 mila, la maggior parte sono italiani da secoli, una larghissima maggioranza vive in case stabili. Solo 20-25 mila sono quelli che occupano i campi nomadi. Eppure si continua a percepirli come se fossero intrinsicamente nomadi, dediti all'accattonaggio per cultura, scientemente vocati al furto e al crimine. Si continua a volerli sgomberare ma manca una soluzione stabile. «Da 40 anni il problema viene gestito nello stesso modo, cambiano i politici ma non le politiche», spiega Guarnieri a Lettera43.it. «Siamo lo 0,2% della popolazione, quanto ci vuole a sistemarla? Manca la volontà politica».

Nazzareno Guarnieri è presidente dell'associazione rom Fondazione Romanì-Italia.

DOMANDA. E probabilmente anche la conoscenza della realtà.
RISPOSTA.
Esatto. Ascoltavo una trasmissione televisiva molto buona, in cui si parlava di rom ma si capiva che c'è scarsa conoscenza della realtà delle comunità.

Tutta colpa della scarsa informazione?
No, è un problema che riguarda non solo i media ma anche la politica, le amministrazioni comunali, il governo. Ogni qual volta si affronta il tema non si punta mai a un discorso di competenze, di conoscenze, di esperienze maturate sul territorio.

Così si generano i pregiudizi.
Io posso capire le difficoltà dei cittadini che vivono attorno a un campo nomadi, così come le difficoltà degli stessi rom che ci vivono all'interno, il più delle volte forzati.

Non è una scelta, dunque?
Ma proprio no. A monte manca un progetto globale per un processo di inclusione. Non ci sono politiche mirate all'inclusione dei rom, delle politiche corrette e giuste, che devono salvaguardare tutti.

È possibile attuarle?
In Abruzzo ci sono più di 5 mila rom e nemmeno un un campo nomadi.

Alla politica mancano dei riferimenti chiari su come affrontare il tema. Non sanno come risolvere il problema

Come è stato possibile?
È il frutto di scelte sagge della politica fatte negli Anni 70 e negli Anni 80. Ora rom immigrati ed europei che vengono in Abruzzo non vanno a finire in mezzo alla strada. C'è un modello di accoglienza che permette l'integrazione. C'è ancora molto da fare ma livelli minimi di dignità umana ci sono.

Un modello che non sembra essere replicato nel resto d'Italia.
Da circa 40 anni mi occupo di rom, ho sempre sentito tentativi di togliere i campi, ma non è stato fatto nulla. Alla politica mancano dei riferimenti chiari su come affrontare il tema. Non sanno come risolvere il problema.

E come si risolve il problema?
Con le competenze. Ho fatto da poco un lavoro in una città dove da 25 anni i rom vivevano dentro i camper, ai margini del centro abitato. Un gruppo di esperti coi dipendenti del Comune ha imparato a muoversi con quella comunità e i suoi bisogni nell'arco di un anno, così quelle persone sono state inserite in un percorso di inclusione.

Mancano le risorse economiche per farlo?
Niente affatto. In Italia si spende molto per progetti rom, ma non producono benefici. Roma da 20 anni porta avanti un progetto di scolarizzazione che costa milioni di euro l'anno, ma non vediamo un innalzarsi del livello d'istruzione delle comunità romanés nella Capitale.

Non vengono coinvolte le associazioni?
Il problema è coinvolgere quelle giuste. Di associazioni ce ne sono un migliaio, tutte fanno delle cose, ma la condizione dei rom non migliora. Se non si cerca l'organizzazione che ha le competenze per affrontare bene il problema non si va avanti. Serve gente laureata, diplomata, che ha fatto dei percorsi formativi specifici.

E se poi i rom non vogliono lasciare i campi nomadi per andare nelle case?
Questa è una grande falsità creata ad arte. Non siamo nomadi per cultura, nemmeno poveri per cultura. Certo che ci sono i rom poveri, ma non tutti lo siamo.

Ho visto amministrazioni di sinistra adottare misure peggiori di quelle dell'estrema destra

A qualcuno però fa comodo perpetrare gli stereotipi sui rom. Questa paura porta voti.
Sicuramente. Molti partiti politici ci hanno costruito le loro fortune, strumentalizzando il dramma. Cosa credete? A una famiglia rom non piace vivere in un campo nomadi, senza luce, senza acqua, in mezzo ai topi.

E allora perché siete un popolo nomade?
In parte perché siamo costretti a esserlo. Chi viene cacciato da un campo deve spostarsi in un altro, è una continua persecuzione che ci costringe a spostarci. Poi c'era un discorso di tradizione nei mestieri.

Prego.
Mio padre vendeva cavalli, si muoveva tra le varie fiere, poi tornava a casa. Era questo il nomadismo dei rom, un nomadismo di commercianti come quello degli ambulanti italiani. Ora purtroppo sta scomparendo e i rom sono sempre più dei dipendenti o dei professionisti altamente specializzati.

Sarebbe importante che queste figure emergessero per sfatare un po' di falsi miti, no?
Le dico una cosa, in anteprima: Il 14 aprile costituiremo l'Ucri, l'Unione delle comunità romanés italiane. Sarà un'associazione che coinvolgerà solo rom italiani con un livello di studio altissimo: ingegneri, architetti, primari di ospedali, il meglio delle persone rom in Italia per renderle note e far vedere che non c'è solo il delinquente che va a rubare, ma anche tanti cittadini italiani che sono rom e producono ricchezza per il Paese.

Però continuate a essere percepiti come una minaccia.
Siamo il capro espiatorio per eccellenza. Ogni qual volta c'è una crisi siamo i primi a pagarne i danni in termini di rispetto della dignità umana. È facile, in un momento di difficoltà, nella periferia, prendersela con lo zingaro. L'opinione pubblica è disinformata, ma lo è perché la politica non fa nulla per costruire dei percorsi positivi. Ci siamo dimenticati la ruspa di Salvini?

No, se è per questo nemmeno il censimento dei rom. Ora torna a dire che farà sparire tutti i campi.
Io lo dico dagli Anni 70, ma bisogna trovare una soluzione alternativa. In Abruzzo volevano costruirlo nel '71, mi ero appena diplomato, io e un altro ragazzo facemmo un grande casino, non lo facemmo costruire, al suo posto fecero le case. Oggi molte di quelle famiglie hanno fatto un loro percorso, si sono comprate una casa di proprietà, e solo il 40-50% forse vive nelle case popolari.

Alla fine a mancare è la politica.
E guardi che non mi riferisco solo a questo governo, il problema va avanti da 50 anni. Nessun governo di nessun colore ha mai fatto nulla per risolverlo, non siamo nemmeno riconosciuti come minoranza linguistica.

Salvini ha garantito che entro la fine del suo mandato eliminerà i campi.

Questo governo ha tanti problemi di suo, figurarsi se può fare qualcosa sul tema rom. Però voglio essere chiaro su un punto.

Dica.
Noi non siamo stati riconosciuti come minoranza dal governo D'Alema. Io ho sempre votato a sinistra e continuerò a votare da quella parte, ma il primo sindaco sceriffo a Bologna è stato Cofferati, il primo a parlare di sicurezza a Roma è stato Veltroni. Ho visto amministrazioni di sinistra adottare misure peggiori di quelle dell'estrema destra. Il discorso sui rom non ha colore politico.

3 Aprile Apr 2019 1645 03 aprile 2019
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