Said Mechaquat Libero Stefano Leo

Il killer di Stefano Leo doveva essere in carcere: libero per un errore

Said Mechaquat era stato condannato a un anno e sei mesi per maltrattamenti. Un ritardo o un introppo dietro la mancata trasmissione dei documenti dalla Corte d'Appello alla procura.

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Non avrebbe dovuto essere a piede libero Said Mechaquat, il 27enne che si è consegnato alle forze dell'ordine, a Torino, confessando l'omicidio di Stefano Leo: l'uomo era stato condannato a un anno e sei mesi per maltrattamenti in famiglia con una sentenza, diventata definitiva, che per lui comportava la carcerazione. Ci sarebbe stato un ritardo, o un intoppo, nella trasmissione dei documenti dalla Corte d'appello alla procura presso il tribunale.

NEGATA LA CONDIZIONALE PER VIA DEI PRECEDENTI

Said non aveva ottenuto la condizionale per via dei suoi precedenti. Inoltre, non aveva diritto a chiedere subito misure alternative per via del coinvolgimento di un minorenne nella vicenda. La condanna di primo grado, del 2015, era diventata irrevocabile perché il ricorso era stato giudicato inammissibile dalla Corte d'Appello.

QUELLE CARTE MAI RECAPITATE IN PROCURA

Cosa sia successo a Palazzo di Giustizia è ancora difficile da ricostruire. Fonti interpellate dall'Ansa hanno spiegato che in procura le carte non sono arrivate. Che il 23 febbraio non c'erano. Così Said ha potuto appostarsi un vialetto alberato in riva al Po e attendere pazientemente che passasse qualcuno da uccidere. E ha ucciso.

RITARDI RIPETUTI NEL CORSO DEGLI ANNI

Non è la prima volta, negli ultimi anni, che a Torino i riflettori si accendono sulla Corte d'appello. La cronica scarsità del personale e la quantità dei fascicoli da smaltire sono da tempo un problema. Il record nei ritardi è probabilmente stato segnato nel 2016, quando fu discusso un processo per una rapina commessa a Novara nel 1994 (il bottino era ancora in lire). Nel febbraio del 2017 i magistrati chiesero pubblicamente «scusa al popolo italiano», in piena udienza, perché un fascicolo per violenza sessuale era caduto in prescrizione. Nel settembre successivo subì la stessa sorte un caso di stupro su un minore vecchio di 16 anni. A partire dal 2015, quando il presidente era Arturo Soprano (ora in pensione) è stata fatta una riforma dopo l'altra: commissioni speciali, criteri di priorità, sezioni stralcio. Ma le carte si accumulano e il personale non riesce a smaltire le pratiche.

4 Aprile Apr 2019 1909 04 aprile 2019
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