Torre Maura Roma Rom Manifestazioni 6 Aprile

Le manifestazioni a Torre Maura del 6 aprile sul caso Rom

Nella periferia di Roma il sit in dei neofascisti di Casa Pound e l'iniziativa anti-razzista lanciata da Anpi e sostenuta da Libera e Cgil. Con lo slogan del giovane Simone: «Non me sta bene che no».

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Il 6 aprile si fronteggiano nella periferia di Torre Maura a Roma il sit-in di Casa Pound e la contro-manifestazione organizzata dall'Anpi e sostenuta, tra gli altri, anche da Cgil e Libera. Dopo le proteste violente, sostenute e forse provocate dall'ultradestra, che hanno costretto il Comune a fare marcia indietro sulla sistemazione in un centro di accoglienza di 70 cittadini di etnia Rom, si va quindi verso piazze contrapposte con gli anti-razzisti che hanno scelto lo slogan del giovane Simone, il quindicenne che ha affrontato il 4 aprile i leader di Casa Pound: «Non mi va bene che no».

Tra i presenti all'appuntamento antifascista organizzato da Arci, Libera, Cgil e Acli diversi rappresentanti del Pd da Emanuele Fiano a Roberto Morassut, ma anche del Movimento 5 Stelle capitolino. Un sit in, il loro, iniziato in piazzale delle Parasdisee che si è trasformato in un corteo partito con il sottofondo Bella Ciao e diretto alla stazione metro della zona. «Fuori i fascisti dai quartieri. Facciamo sentire la nostra voce», gli slogan urlati tra le bandiere rosse. «Siamo qui oggi per Torre Maura, dove la Costituzione deve essere attuata pienamente: il diritto al lavoro, alla sanità e all'istruzione. È inammissibile che vengano autorizzate manifestazioni fasciste, non permetteremo questo disprezzo per la dignità umana», ha detto il presidente dell'Anpi di Roma Fabrizio De Santis. «Il popolo italiano è democratico e antifascista. Simone è la punta dell'iceberg, il testimone del sentimento che c'è tra noi e bisogna ringraziarlo», ha aggiunto.

IL MALESSERE DEGLI ABITANTI DI TORRE MAURA

«Qui non si vive bene, regna il degrado. Per anni nessuno è mai venuto a vedere. E ora volevano portarci anche i nomadi. Siamo esasperati», dicono invece alcuni abitanti di Torre Maura che stanno partecipando alla manifestazione di Casapound. In piazza molte donne e anche bambini del quartiere. Alcune abitanti espongono lo striscione con la scritta: «Alcuni italiani non si arrendono» mentre viene intonato il coro «Siamo noi scudo e spada dell'Italia siamo noi». E a chi li accusa di essere fascisti risponde una donna: «Non è così. I politici si riempiono la bocca di belle parole, i nomadi li portassero nelle loro seconde case». D'accordo un'anziana che spiega: «Pago 500 euro per l'affitto di una casa popolare. Mi piove in testa, le radici stanno facendo sollevare i palazzi e ci sono i topi nelle cantine. I veri discriminati siamo noi italiani».

L'UOMO CHE HA DATO LO SCHIAFFO A SIMONE: «SONO PENTITO »

«Non penso che lasciare parlare Simone sia stata una figuraccia. Ha grandi idee, anche se diverse dalle mie, e mi ha ricordato quando ero giovane e andavo alle manifestazioni a dire la mia», ha detto ai giornalisti Mauro Antonini, responsabile per il Lazio di Casapound. «Abbiamo idee diverse ma non è quella la questione. Ha avuto il coraggio di dire la sua. Sarebbe stato meschino non dargli spazio o rispondergli male». Presente al sit in anche Walter, il 52enne che a Simone ha dato un buffetto. Quando gli chiedono si è pentito del gesto l'uomo risponde: «Ma sì, però non era uno schiaffo, dai, gliel'ho dato come fa un padre con un figlio». E ora Walter vorrebbe incontrare Simone e il suo papà. «Non so dove abitano ma veramente vorrei stringergli la mano. Magari ci vediamo al bar, ci pigliamo 'na cosa».

LA LOTTA DI CASAPOUND CONTINUA

A fine manifestazione, poco prima dell'ora di pranzo, i militanti di Casapound sono soddisfatti: «Abbiamo vinto questa battaglia, ma da domani si va avanti: il problema non è risolto, ma spostato. Ci stanno già contattando da altre periferie dove pare che quei nomadi siano stati portati. Siamo e saremo sempre vicini alle periferie della città».

LEGGI ANCHE: Anche la sinistra faccia il "ballo di Simone"

Intanto il 5 aprile è stato svuotato il centro di accoglienza di via dei Codirossoni, teatro delle proteste. I trasferimenti sono terminati con il settimo mezzo che ha lasciato il centro. «È la nostra vittoria. Noi il nostro quartiere lo abbiamo difeso. Ma ora, così come ci siamo ribellati noi, lo faranno anche altri» hanno commentato alcuni abitanti sostenitori delle proteste supportate dai neofascisti. «Ora chi governa non ci abbandoni, perché i problemi di degrado di queste zone sono sotto gli occhi di tutti -dicono- il posto per quei nomadi è fuori Roma».

RAGGI: «I FASCISTI VOLEVANO METTERE A FERRO E FUOCO IL QUARTIERE»

La sindaca Raggi, però, attacca a testa bassa: «Completato il trasferimento delle persone presenti nella struttura di via dei Codirossoni a Torre Maura. Abbiamo garantito l'incolumità dei 33 bambini inizialmente accolti. In questi giorni Casapound e Forza Nuova hanno tentato di mettere a ferro e fuoco Torre Maura, con slogan e atteggiamenti fascisti e razzisti. Atteggiamenti che nulla hanno a che fare con i cittadini del posto» ha scritto su Facebook.

ANPI: «IN PIAZZA CONTRO IL RAZZISMO»

La manifestazione anti-razzista parte alle 10 del mattino in Piazzale delle Paradisee. «Scendiamo in piazza contro il razzismo, le discriminazioni e il degrado, per il lavoro, la legalità e lo sviluppo». Il sit-in di Casa Pound, alla stessa ora, si trova poco più in là, in via dei Codirossoni. A Torre Maura «manca il lavoro, i servizi, gli spazi di socialità, le scuole sono fatiscenti, il degrado aumenta in modo inarrestabile ma per qualcuno il problema sono i rom - dicono le associazioni -. Bisogna dare risposte ai cittadini, affrontare i problemi delle periferie e smettere di fare propaganda sulle paure e sulla sofferenza degli ultimi». Ad aderire al presidio rappresentanti di diverse forze politiche, in particolare di sinistra: dal Pd a Leu, ma anche il M5S.

6 Aprile Apr 2019 1231 06 aprile 2019
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