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L'ex Ceo di Volkswagen accusato di frode per il Dieselgate

Martin Winterkorn è fra le cinque persone coinvolte nell'inchiesta. Gli viene contestata anche la violazione delle leggi sulla concorrenza.

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L'ex amministratore delegato di Volkswagen, Martin Winterkorn, è fra le cinque persone accusate di frode e violazione delle leggi sulla concorrenza nell'ambito del cosiddetto Dieselgate, stando alla magistratura tedesca. La notizia è stata riferita dai media in Germania.

ACCUSATO DI AVER MENTITO SULLE MANIPOLAZIONI ILLEGALI

L’ufficio del procuratore tedesco ha accusato Winterkorn «di non avere rivelato alle autorità e ai clienti in Europa e negli Stati Uniti le manipolazioni illegali dei motori diesel dopo esserne venuto a conoscenza», ha scritto il pubblico ministero.

LE DIMISSIONI POCHI GIORNI DOPO L'ESPLOSIONE DELLO SCANDALO

Winterkorn si era dimesso dal ruolo di Ceo nel settembre 2015, pochi giorni dopo l’esplosione dello scandalo. A settembre di quell’anno, Volkswagen ammise di aver dotato 11 milioni di automobili in giro per il mondo del cosiddetto "defeat device", un software in grado di riconoscere le fasi di test attivando in tal caso i dispositivi di contenimento delle emissioni, inattivi invece durante la guida a condizioni normali. Lo scorso anno su Winterkorn si era già abbattuta la scure della giustizia Usa. Il manager era infatti stato rinviato a giudizio davanti alla corte federale di Detroit con l'accusa di frode sempre per il caso Dieselgate.

15 Aprile Apr 2019 1344 15 aprile 2019
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