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Continuità territoriale: Air Italy dice addio a Olbia

Per l'ex Meridiana è inaccettabile condividere lo scalo gallurese con Alitalia. Un caos che danneggia lavoratori e passeggeri. Lo scenario.

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In dirittura d'arrivo, un ulteriore strappo. Con addio. A ridosso dei giorni caldi della Pasqua – e a pochi mesi dall'avvio della stagione estiva – in Sardegna è tempo di caos nei cieli. Soprattutto a Olbia, base storica di Air Italy (ex Meridiana e prima ancora Alisarda): la compagnia sotto il controllo del Qatar dal 2017 è in fibrillazione. E ha annunciato il suo addio allo scalo Costa Smeralda: «È una farsa».

Il motivo? Il trambusto sulla continuità territoriale aerea – data d'inizio il 17 aprile – tra rinvii, scenari e sistemi ibridi. Dal 2013 in Sardegna collegamenti aerei sono gestiti da appositi bandi e gare che dettano le regole per le compagnie aeree: da una parte ci sono gli oneri di servizio (numero di posti per residenti, tariffe e frequenze), dall'altra le compensazioni economiche. Il tutto con delle deroghe al libero mercato su cui vigila l'Unione europea che può intervenire e aprire delle procedure d'infrazione.

SOLINAS E L'ACCORDO SUL SISTEMA IBRIDO

Il bando triennale sospeso al suo debutto era frutto del lavoro della precedente Giunta di centrosinistra, guidata da Francesco Pigliaru. La gara a inizio gennaio era stata vinta in modo esclusivo da Alitalia su tutte le rotte sarde (Cagliari, Alghero e Olbia da e per Milano Linate e Roma Fiumicino). Come? Grazie a un ribasso rispetto alle altre: 87 milioni circa contro quasi 112 milioni di euro. Secondo i calcoli del Cirem, Centro Interuniversitario di Ricerche economiche e mobilità il bando prevedeva un aumento di posti (più del 40%) e le frequenze per i residenti. E introduceva due tariffe: una calmierata per residenti, una per turisti (con possibili aumenti fino al triplo in alta stagione). Da subito una delle escluse, la low cost Ryanair aveva presentato un ricorso e alcuni rilievi erano stati accolti dalla Ue, come spiegato in un vertice video tra funzionari e il neopresidente della Regione Christian Solinas (Psd'Az, Lega). Poi i viaggi a Roma, al ministero dei Trasporti guidato da Danilo Toninelli, e la decisione: via libera a una continuità a doppia velocità. A Cagliari e Alghero la proroga di un anno per la vecchia soluzione (unica tariffa e meno posti), a Olbia la nuova. Un sistema del tutto inedito.

ALITALIA, AIR ITALY E LA BATTAGLIA DI OLBIA

Tutto ok? Non proprio. Perché l'altra esclusa Air Italy nel frattempo aveva avanzato una proposta già accettata: viaggiare con gli oneri di servizio – gli obblighi – ma senza compensazione economica. Una mossa strategica per tentare di mantenere la sua base, ossia la piazza, tale da più di 50 anni. Ma ecco che, secondo quanto discusso a Roma, Alitalia vorrebbe far lo stesso a Olbia, con l'assenso dei soggetti pubblici. Da lì la reazione dei vertici della diretta concorrente, le minacce di addio e il pressing di sindacati e dei 550 lavoratori tra hostess, stewart, piloti e amministrativi. Da lunedì 15 aprile si tratta su una formula di coabitazione: a una i viaggi della continuità, all'altra gli extra. Fino al no dei vertici di Air Italy in una dura nota: «Air Italy ha in più occasioni dichiarato di non essere in grado di condividere le rotte da Olbia con Alitalia. Pertanto, pur apprezzando lo sforzo fatto dal governatore, di trovare una soluzione in questo senso, ribadisce che si tratta di una soluzione insostenibile». Si punta il dito sullo squilibro tariffario tra i tre scali sardi a cui si aggiungono «ambiguità». Quindi niente da fare.

LA RABBIA DEI SINDACATI: «SARDI E TURISTI OSTAGGI DELL'ISOLA»

Non solo i vertici e i dipendenti alzano la voce, lo fanno anche i sindacati di categoria (Cgil, Cisl e Uil), parlano da giorni di sardi e «turisti ostaggi dell'Isola». Dal territorio si alza anche il malcontento del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, forzista di ferro. Il suo è uno dei partiti nelle fila della coalizione a 11 che sostiene il neo presidente Solinas la cui Giunta - a un mese e mezzo dal voto - ha ancora solo cinque assessori. Lo scenario è davvero incerto, nel periodo di transizione entrambe le compagnie hanno accolto le prenotazioni per il periodo pasquale e per i prossimi mesi con l'opzione continuità. Un 'travaso' tra le due contendenti – riprotezione, in gergo – in queste ore sembra difficile. In mezzo, come sempre, i passeggeri.

16 Aprile Apr 2019 1650 16 aprile 2019
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