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Cosa sappiamo sulle frasi antisemite contro un ragazzo a Ferrara

Un gruppo di ragazzini in una scuola media avrebbe aggredito un compagno di classe promettendogli di «riaprire Auschwitz». Bimbi segnalati al Pm dei minori.
 

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«Quando saremo grandi faremo riaprire Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni...». Sarebbe questa la frase 'choc' che alcuni ragazzini di una scuola media di Ferrara avrebbero rivolto a un compagno di 11 anni, prendendolo per il collo negli spogliatoi della palestra.

UNICA AGGRESSIONE VERBALE

A riportare l'episodio è stato il Resto del Carlino con la testimonianza della rappresentante di classe, e madre di una alunna della scuola, anche lei di origine ebraica e nipote di sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, e della dirigente scolastica. Gli atti di bullismo a sfondo antisemita, secondo quanto riferito dalla rappresentante di classe che ha parlato con la madre della giovane vittima, si sarebbero protratte da qualche tempo. «Prima dell'aggressione però», ha sottolineato, «il tutto era circostanziato a offese verbali».

INVIATA UNA RELAZIONE SCRITTA ALL'UFFICIO TERRITORIALE

Dell'episodio, che è avvenuto tra l'altro nella città che ospita il Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah, è stata informata la dirigente scolastica dell'istituto. «Questa mattina», ha detto al Carlino, «incontrerò la mamma del bambino offeso e sicuramente prenderò i provvedimenti più consoni al caso». «Il bambino che ha commesso questo spiacevole gesto nei confronti del compagno di religione ebraica», ha aggiunto, «ha già avuto modo di scusarsi con la professoressa, con tanto di pianto, promettendo che queste cose non si ripeteranno mai più». Sul caso una relazione scritta è stata inviata all'ufficio scolastico territoriale.

I CARABINIERI INFORMERANNO IL PM PER I MINORI

I carabinieri di Ferrara informeranno la Procura per i minorenni, «per gli aspetti di competenza» sull'episodio di bullismo. Il comandante provinciale, colonnello Andrea Desideri, ha disposto accertamenti che hanno consentito di appurare che si è trattato di «un evento isolato, avvenuto giorni or sono». Tre compagni della vittima, hanno confermato i carabinieri, «avrebbero tenuto nei suoi confronti comportamenti denigratori ed offensivi anche riferiti alle sue origini ebraiche». Il fatto «è stato immediatamente stigmatizzato dalla dirigenza scolastica che ha adottato tutte le misure necessarie volte non solo a tutelare la vittima, ma anche, e soprattutto, ad attuare una mirata azione educativa e culturale che possa sopprimere, alla nascita, qualsiasi germe razziale negli animi dei giovani autori».

SALVINI: «EPISODIO SPREGEVOLE»

Per il ministro dell'Interno Matteo Salvini è «inaccettabile episodio di bullismo e razzismo. Ancora più spregevole perché avvenuto in una scuola. Sarò presto in città e vorrei incontrare il ragazzo e la sua famiglia e gli insegnanti, insegnanti che certamente riusciranno a evitare che simili episodi di violenza si ripetano in futuro».

COMUNITÀ EBRAICA DI FERRARA: «CAPIRE IL CONTESTO»

«Al di là dell'episodio in sé, sicuramente nato da un litigio tra alunni delle scuole medie» è da capire «il contesto da cui il ragazzino ha tratto le sue parole», «perché ha scelto quelle e non altre». È questa la preoccupazione principale di Andrea Pesaro, presidente della Comunità ebraica di Ferrara, in merito all'episodio. «Ho parlato con la dirigente dell'istituto», ha spiegato, «cui ho dato la massima disponibilità della comunità a fare interventi in classe, a dare spiegazioni, a rispondere alle domande dei ragazzi. Lei stessa era molto sorpresa dell'episodio», ha aggiunto Pesaro, anche perché la famiglia del ragazzino da cui è partito l'insulto 'choc' «è ritenuta antifascista da sempre». E se il retroterra culturale da cui sono partite simili parole non è quello familiare, ha insistito Pesaro, «allora a maggior ragione bisogna capire da dove arrivano certe frasi», pur senza "massacrare" il ragazzino che le ha pronunciate. Perché «oggi è quel bambino, domani sarà un altro e così rischiamo che si formi nuovamente una corrente di antisemitismo». L'episodio, ha concluso, «è indice di una diffusione di queste posizioni, terminologie, e rappresenta un pericolo non solo per la presenza ebraica in Italia ma in generale per la cultura, il rispetto, la tolleranza, valori che si vedono sempre più svanire».

16 Aprile Apr 2019 1558 16 aprile 2019
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