MASSIMO BORDIN MORTO RADIO RADICALE

È morto Massimo Bordin, voce di Radio Radicale

L'ex direttore aveva 67 anni ed era malato da tempo. Ogni mattino conduceva Stampa e Regime. Il cordoglio della politica. Polemica sul post di Vito Crimi. 

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Il 17 aprile si è spento a Roma Massimo Bordin, storico ex direttore di Radio radicale e voce familiare agli addetti ai lavori e non solo per la sua rassegna stampa mattutina Stampa e Regime. Aveva diretto Radio radicale dal 1991 al luglio 2010 quando si dimise per divergenze con Marco Pannella. Continuò comunque a lavorare per la testata. Per anni fu proprio interlocutore di Pannella nella conversazione domenicale. Dal 2012 teneva la rubrica Bordin Line sul Foglio.

L'ADDIO DI RADIO RADICALE

Sessantasette anni, il giornalista era malato da tempo ai polmoni ma fino al primo aprile aveva tenuto il suo appuntamento quotidiano. Nell’ultima settimana aveva preso un periodo di pausa per curarsi «nel massimo riserbo per sua esplicita richiesta», aveva spiegato martedì 16 aprile Roberta Jannuzzi nel corso della rassegna del mattino. L’annuncio della scomparsa di Bordin, nato a Roma, è stato dato in diretta da Radio radicale: «È morto poco fa Massimo Bordin, è con immenso dolore che diamo questa comunicazione che non avremmo mai voluto dare. Ricorderemo il nostro Massimo e lo onoriamo con quel Requiem che tante volte ha preceduto la sua unica e splendida rassegna stampa». Quindi è stato mandato in onda il Requeim di Mozart.

LA STRETTA DI CRIMI E LA POLEMICA SU FACEBOOK

La morte di Bordin avviene in un momento molto delicato per l'emittente. Il 21 maggio finisce, infatti, la convenzione con il governo per la trasmissione delle attività istituzionali. Finora sembrava stesse ancora in piedi la possibilità di una proroga da parte del Mise, ma le parole pronunciate lunedì da Vito Crimi, sottosegretario M5s all'Editoria, sembrano vanificare questa ipotesi. Non a caso il grillino dopo aver postato su Facebook le condoglianze ai familiari del giornalista è stato duramente criticato in Rete.

Alla famiglia dell'ex direttore di Radio Radicale Massimo Bordin, ai colleghi ed amici esprimo il mio sincero cordoglio...

Geplaatst door Vito Crimi op Woensdag 17 april 2019

IL CORDOGLIO DELLA POLITICA

Numerose le manifestazioni di cordoglio da parte del mondo politico. «La sua scomparsa ci ricorda che Radio radicale ha rappresentato l'informazione politica italiana dalla seconda metà degli Anni 70 a oggi», ha detto commossa in Aula al Senato Emma Bonino. «Continueremo la battaglia per la sopravvivenza di Radio radicale in sua memoria», ha sottolineato il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci a nome di tutto il gruppo dem di Palazzo Madama aggiungendo: «La sua battaglia contro il giustizialismo illiberale ha formato la cultura giuridica di una generazione di sinceri democratici. Massimo Bordin è stato il pilastro di una radio libera dai condizionamenti dei partiti, che ha portato nelle case di tutti gli italiani una informazione puntuale e trasparente». «Il modo migliore per ricordare Massimo, quello che credo lui stesso vorrebbe, è oggi continuare con ancora più impegno la battaglia per impedire la chiusura di Radio radicale», ha detto la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto. Per Andrea Cangini, responsabile Cultura di Forza Italia «emblematico il fatto che Massimo abbia abbandonato il microfono nel momento più basso della politica. Mai come in questa triste giornata è il caso di scandire 'Lunga vita a Radio radicale».

17 Aprile Apr 2019 1444 17 aprile 2019
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