Bilancio Morti Sri Lanka News Attentati 2019

Il bilancio degli attentati a Pasqua in Sri Lanka

Il numero dei morti negli attacchi esplosivi contro chiese e hotel è salito a 321. Circa 500 i feriti. Le persone arrestate sono 40. Poteri speciali di polizia affidati dal governo all'esercito. Il punto.

  • ...

È salito a 321 morti il bilancio degli attacchi esplosivi del giorno di Pasqua contro chiese e hotel in Sri Lanka, come ha reso noto la polizia il 23 aprile 2019 e come hanno riportato i media internazionali. Circa 500 i feriti. Tra le vittime ci sono anche tre dei quattro figli del patron danese del colosso di abbigliamento Asos, mentre proseguono le indagini e si parla di carenza dei servizi di intelligence nei giorni prima degli attentati.

Una piccola minoranza dei morti - circa 30, nella confusione dei dati ancora parziali - proveniva da Paesi stranieri: in particolare da India, Regno Unito, Stati Uniti, Danimarca, Svizzera, Spagna, Australia, Cina, Olanda, Giappone e Portogallo.

GLI ARRESTATI: 40, ANCHE IL PADRONE DI CASA DEGLI ATTENTATORI

Intanto sono 40 le persone arrestate. Tra di loro anche anche l'autista di un furgone che sarebbe stato usato dai kamikaze e il proprietario di una casa dove alcuni di loro vivevano.

UNICEF: 45 BAMBINI TRA LE VITTIME

Secondo l'Unicef tra le vittime ci sono 45 bambini. Secondo il portavoce dell'Unicef Italia Andrea Iacomini, 27 bambini sono morti e 10 sono stati feriti per l'esplosione nella chiesa di San Sebastiano a Katuwapitiya, nel Negombo; a Batticaloa, 13 bambini sono morti, il più piccolo aveva 18 mesi, 15 bambini tra i 7 e i 16 anni stanno ricevendo cure in ospedale e 5 bambini di nazionalità straniera sono morti. 20 bambini sono ricoverati in ospedale a Colombo, con quattro in terapia intensiva a causa dell'esplosione a Colombo.

MOLTI BIMBI HANNO PERSO I GENITORI

«Molti bambini», ha detto, «hanno perso uno o entrambi i genitori, e innumerevoli bambini hanno assistito a una violenza scioccante e insensata. L'Unicef sta lavorando a stretto contatto con i partner governativi per raccogliere informazioni affidabili sulla situazione dei bambini e degli adolescenti colpiti». Secondo Iacomini al momento alcuni ospedali in cui sono ricoverati i bambini «hanno bisogno di forniture mediche essenziali e l'Unicef è in fase di approvvigionamento e distribuzione degli aiuti necessari». I bambini che sono stati separati dai genitori «hanno bisogno di sostegno per identificare i genitori ed entrare in contatto con le loro famiglie» e quelli che hanno perso i genitori «hanno bisogno di un posto sicuro».

  • La cartina dello Sri Lanka.

LE INDAGINI: ATTACCHI IN RISPOSTA ALLA STRAGE IN NUOVA ZELANDA

Secondo una prima indagine gli attacchi potrebbero essere stati compiuti in "rappresaglia" per la strage nelle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda, del 15 marzo in cui morirono 50 persone. Lo ha riferito in parlamento il vice ministro della Difesa del Paese, secondo quanto ha riportato l'emittente indiana Ndtv. In mattinata lo Stato islamico ha rivendicato la paternità degli attacchi senza però dare ulteriori dettagli.

La polizia in azione in Nuova Zelanda dopo gli attacchi alle moschee del 15 marzo 2019.

LE REAZIONI: POTERI SPECIALI AI MILITARI

Dopo le stragi il presidente dello Sri Lanka ha attribuito all'esercito speciali poteri di polizia. I militari hanno avuto così il via libera per fermare e arrestare sospetti: compiti già loro attribuiti durante la guerra civile che ha insanguinato il Paese per decenni ma che, raggiunta la pace, erano stati tolti. Il primo ministro Ranil Wickremesinghe ha detto di temere che gli attacchi possano innescare una fase di instabilità nel Paese e che per questo ha ritenuto di «investire le forze di difesa di tutti i poteri necessari» per poter agire contro i responsabili. Il governo ha messo nel mirino il gruppo jihadista National Thowheed Jamath (Ntj), pur ritenendo che non possa aver agito da solo, bensì appoggiato da una rete terroristica internazionale.

ALLERTA VIAGGI: LA CINA LANCIA L'ALLARME SICUREZZA

La mattina del 23 aprile la Cina ha lanciato l'allerta a suoi concittadini sui rischi legati ai viaggi nello Sri Lanka. Un avviso diffuso dall'ambasciata cinese nel Paese asiatico invita «a stare lontani nell'immediato dalle aree affollate e a seguire le regole sulla sicurezza». Mentre coloro che «insistono a voler andare» nello Sri Lanka malgrado il warning vanno incontro a «enormi rischi», rendendo difficile all'ambasciata stessa la possibilità di assicurare «una assistenza effettiva» in caso di necessità.

23 Aprile Apr 2019 0620 23 aprile 2019
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso