Striscioni Contro Salvini Indagati Autori Salerno Turbativa Elettorale

Indagati gli autori dello striscione anti-Salvini di Salerno

La scritta recitava: «Questa Lega è una vergogna». Il reato denunciato dalla Digos è turbativa elettorale. L'apertura del fascicolo da parte dei magistrati è un atto dovuto.

  • ...

La procura di Salerno ha aperto un fascicolo per lo striscione anti-Salvini esposto nella città campana il 7 maggio, quando il ministro dell'Interno ha fatto tappa nella regione per il tour elettorale della Lega in vista delle prossime Europee. Un atto dovuto da parte dei magistrati, che come riporta il Corriere del Mezzogiorno hanno deciso di dare seguito alla denuncia della Digos.

LA DIGOS IPOTIZZA LA TURBATIVA ELETTORALE

Il reato ipotizzato dagli investigatori è turbativa elettorale e al vaglio ci sarebbe la posizione delle due persone che hanno chiesto ospitalità alla proprietaria della casa dal cui balcone è stato esposto lo striscione. La scritta recitava: «Questa Lega è una vergogna» e campeggiava a pochi metri di distanza da piazza Portanova, dove Salvini ha tenuto il suo comizio. Gli agenti della Digos che hanno fatto rimuovere lo striscione sono al lavoro anche per approfondire la posizione di altre 12 persone, "ree" di aver preso parte alla manifestazione di protesta organizzata in concomitanza al discorso del leader della Lega.

CHI SONO LE DUE PERSONE CHE HANNO ESPOSTO LO STRISCIONE

A esporre lo striscione, come hanno raccontato al Fatto Quotidiano gli stessi protagonisti della vicenda da cui è partita la cosiddetta "rivolta delle lenzuola", sono stati Ennio Riviello, 42 anni, di professione avvocato, e il suo amico Giampietro Perruso. Riviello ha spiegato così le sue motivazioni: «Ci chiamavano terroni fino a poco tempo fa, al di là delle mie idee politiche non potevo e non posso digerire che ora Salvini sia applaudito anche al Sud come se niente fosse. Gli amici dell’Arci di Salerno ci hanno invitati per il comizio di Salvini e ci hanno indicato il balcone della signora, 71 anni, che ha aperto la porta di casa sua, a me e al mio amico Giampietro, per appendere lo striscione dal balcone. Neppure due minuti dopo sono arrivati gli agenti della Digos, invitandoci a rimuoverlo. Ci hanno detto che se lo avessimo tolto subito non ci sarebbero state conseguenze, a meno che la notizia non fosse trapelata. E la notizia ha fatto il botto».

CONVOCATA IN QUESTURA ANCHE LA PADRONA DI CASA

Cinque giorni dopo, continua Riviello, «la signora è stata invitata in Questura per essere sentita a sommarie informazioni. Il che significa che lei di sicuro non è indagata. Io e Giampietro non abbiamo, almeno per ora, ricevuto nessun avviso di garanzia, ma il timore c’è, saranno i pm di Salerno a decidere se iscriverci sul registro degli indagati. Non avrei immaginato di ritrovarmi in questa situazione». L'intervista porta la data del 16 maggio, oggi gli ultimi sviluppi.

17 Maggio Mag 2019 1111 17 maggio 2019
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso